Aggiornato a ottobre 2026.
Un piano editoriale social, per chi manda avanti un negozio o uno studio da solo, è una cosa sola: un foglio che ti dice cosa pubblicare ogni giorno della settimana, deciso una volta al mese invece che ogni mattina davanti al telefono. Non servono software costosi né trenta post al mese. Servono tre o quattro rubriche fisse, una frequenza che reggi anche nella settimana peggiore e un calendario con le date che contano per la tua attività.
Lo dico per esperienza diretta. Per diciotto anni ho mandato avanti un locale di ristorazione e banqueting, e il menu della domenica si decideva il giovedì, non la domenica mattina. Con i social è uguale: se decidi all’ultimo, pubblichi la prima cosa che capita, oppure non pubblichi affatto. Qui sotto trovi il metodo passo per passo, una tabella per tipo di attività e un modello di settimana tipo da copiare.
In breve
- Un obiettivo solo, misurabile: prenotazioni, telefonate, messaggi su WhatsApp. Non i “mi piace”.
- Tre o quattro rubriche fisse: sai già cosa pubblicare il lunedì, il mercoledì e il venerdì.
- Frequenza realistica: tre post a settimana più qualche storia, fatti sempre, valgono più di uno al giorno per due settimane e poi il silenzio.
- Calendario mensile con le ricorrenze del tuo settore, preparate almeno due settimane prima.
- Un’ora a settimana per preparare tutto, più cinque minuti al giorno per rispondere e fare le storie.
Perché un piano editoriale conta più della creatività
Quasi tutti i titolari che incontro non hanno un problema di idee, ma di tempo e di costanza. Il profilo parte bene, poi arriva la settimana con il dipendente in ferie e i social si fermano. Dopo un mese di silenzio, chi passa dal profilo pensa che tu abbia chiuso.
Il piano editoriale risolve tre cose: ti toglie la domanda “cosa pubblico oggi?”, ti obbliga a preparare le ricorrenze quando la gente sta ancora scegliendo, e dopo qualche mese ti fa capire cosa porta clienti, perché confronti cose simili.
Come si costruisce un piano editoriale social, passo per passo
1. Scegli un obiettivo che si misura in clienti
Scrivi in una riga cosa vuoi che succeda. “Più prenotazioni per il pranzo di lavoro”, “più richieste di preventivo per i camini”, “più appuntamenti nei giorni morti”. Un obiettivo così ti dice quale invito fare alla fine dei post (chiama, scrivi su WhatsApp, prenota) e cosa contare a fine mese.
2. Fissa tre o quattro rubriche
Una rubrica è un tipo di post che torna sempre uguale nella forma e cambia nel contenuto. È il trucco che rende il piano sostenibile: non devi inventare, devi solo riempire. Le quattro che funzionano per quasi tutte le piccole attività sono queste.
- Il lavoro vero: un prodotto, un intervento, un piatto, un risultato. Foto tue, non del catalogo.
- Dietro le quinte: le persone, la preparazione, il fornitore, il laboratorio. È quello che ti distingue dalla catena.
- Il consiglio utile: una risposta alla domanda che ti fanno più spesso al banco o al telefono.
- La prova degli altri: una recensione, un cliente soddisfatto (con il suo permesso), un “prima e dopo”.
Dai a ogni rubrica un giorno fisso. Dopo un mese non ci pensi più, e chi ti segue comincia ad aspettarle.
3. Decidi una frequenza che reggi a dicembre
La domanda giusta non è “quanto dovrei pubblicare”, ma “quanto riesco a pubblicare nel mese in cui ho più lavoro”. Per chi fa da sé, il ritmo realistico è questo: tre post a settimana sul canale principale, storie nei giorni in cui succede qualcosa, un reel ogni una o due settimane se ti viene naturale girare video. Meglio due post fatti sempre che sette per tre settimane. E un canale principale, non quattro: per un negozio di quartiere spesso basta Instagram collegato a Facebook.
4. Segna le ricorrenze sul calendario del mese
Ogni attività ha il suo calendario, e non è quello delle “giornate mondiali” che trovi online. Per un fiorista conta Ognissanti, per un gommista il cambio gomme di metà novembre, per una pasticceria le prenotazioni dei dolci di Natale. Apri il calendario del mese e segna tre cose: le ricorrenze del tuo settore, gli eventi della tua città, i momenti in cui il lavoro cala e ti servono clienti.
Poi conta all’indietro: una ricorrenza si comunica due o tre settimane prima.
5. Abbina il formato al contenuto
| Formato | Quando usarlo | Quanto costa in tempo |
|---|---|---|
| Foto singola o carosello | Prodotti, lavori finiti, prima e dopo, avvisi importanti | Pochi minuti, se le foto le scatti man mano |
| Reel (video breve verticale) | Mani al lavoro, preparazione, trasformazioni, risposte a domande frequenti | 20-40 minuti, montaggio compreso |
| Storie | Novità del giorno, disponibilità, sondaggi, dietro le quinte non rifinito | 2-5 minuti, durano 24 ore |
| Storie in evidenza | Orari, prezzi, come prenotare, recensioni | Una volta, poi si aggiornano |
6. Ricicla quello che funziona
Un buon contenuto non si usa una volta sola. Il consiglio pubblicato come post diventa una storia la settimana dopo, una risposta pronta su WhatsApp, una domanda frequente sul sito. Il reel che ha portato messaggi si ripubblica dopo due o tre mesi con una copertina diversa. Segna nel foglio i post che hanno portato telefonate: sono la tua riserva per le settimane piene.
7. Prepara tutto in un’ora a settimana
Scegli un momento fisso, per esempio il lunedì mattina prima di aprire. Scrivi i testi dei tre post, scegli le foto dalla galleria del telefono e programma tutto con lo strumento gratuito di Meta per Instagram e Facebook. Durante la settimana ti restano solo le storie e le risposte ai messaggi, che vanno fatte il giorno stesso.
Il piano editoriale per tipo di attività
Le rubriche cambiano da settore a settore, ed è giusto così. Ecco come le imposterei per alcune attività che ho raccontato nelle guide di settore, con il periodo su cui concentrarsi.
| Attività | Rubriche che funzionano | Frequenza realistica | Periodo da preparare |
|---|---|---|---|
| Fiorista | Composizione della settimana, fiori di stagione, consegne a distanza | 3 post + storie quotidiane | Ognissanti, Natale, San Valentino, Festa della mamma |
| Gommista | Consiglio sulla sicurezza, lavoro in officina, promemoria scadenze | 2 post + storie nei picchi | Cambio gomme di novembre e di aprile |
| Ristorante | Piatto del giorno, la cucina, fornitori locali, serate speciali | 3-4 post + storie quotidiane | Cene aziendali e prenotazioni di Natale |
| Pasticceria | Dolce della settimana, laboratorio, ordini su prenotazione | 3 post + reel di lavorazione | Panettoni e dolci delle feste, Pasqua |
| Parrucchiere | Prima e dopo, consiglio di cura, disponibilità della settimana | 3 post + storie quotidiane | Appuntamenti delle feste, cerimonie |
| Stufe e camini | Installazione finita, manutenzione, domande sul consumo | 2 post a settimana | Inizio della stagione del riscaldamento |
| Studio legale | Spiegazione di una regola, novità normativa, chi siamo | 1-2 post a settimana | Senza picchi: conta la costanza |
| Hotel | Camere e servizi, il territorio, ospiti (con permesso) | 3 post + storie | Ponti di dicembre, programmazione dell’anno |
Vale anche per un’attività di servizi. Per Aste & Stralci Sardegna, la mia consulenza sulle aste giudiziarie, la rubrica più naturale è una sola: un’asta reale spiegata in parole semplici. Il formato resta uguale, cambia l’immobile, e non devo mai chiedermi cosa pubblicare.
Il modello da copiare: la settimana tipo
Questo è lo schema che consiglio a chi parte da zero e fa tutto da solo. Copialo in un foglio di calcolo e cambia le rubriche con le tue.
| Giorno | Cosa pubblichi | Formato | Tempo |
|---|---|---|---|
| Lunedì | Prepari i post della settimana e li programmi | — | 1 ora |
| Martedì | Rubrica “Il lavoro vero”: un prodotto o un intervento finito | Foto o carosello | Programmato |
| Mercoledì | Storia dal negozio: cosa succede oggi | Storia | 5 minuti |
| Giovedì | Rubrica “Il consiglio”: risposta a una domanda frequente | Carosello o reel | Programmato |
| Venerdì | Storia con la disponibilità del weekend o una novità | Storia | 5 minuti |
| Sabato | Rubrica “Dietro le quinte” o “La prova degli altri” | Foto o reel | Programmato |
| Domenica | Niente. Rispondi solo ai messaggi urgenti | — | — |
E questo è un esempio di calendario mensile, novembre, per un negozio che vende anche regali. Il principio è lo stesso per qualunque settore: segni le date e conti all’indietro.
| Settimana | Cosa succede | Cosa pubblichi |
|---|---|---|
| 1-8 novembre | Ponte di Ognissanti, ripartenza | Novità di stagione, orari, prime idee regalo |
| 9-15 novembre | Cominciano le liste dei regali | Proposte divise per fascia di prezzo, come prenotare |
| 16-22 novembre | Aziende che scelgono i regali per clienti e dipendenti | Post dedicato alle aziende, contatto diretto |
| 23-30 novembre | Venerdì nero e prime offerte | Decidi se partecipare; se sì, una proposta chiara e a tempo |
Il consiglio: tre testi pronti da adattare
- Il lavoro vero: “Questo l’abbiamo finito stamattina per [tipo di cliente]. Ci ha chiesto [richiesta], abbiamo scelto [soluzione] perché [motivo]. Se ti serve qualcosa di simile, scrivici su WhatsApp.”
- Il consiglio: “La domanda che ci fate più spesso a [mese]: [domanda]. La risposta breve è [risposta]. Quella lunga te la diamo in negozio, senza impegno.”
- La ricorrenza: “Mancano due settimane a [ricorrenza]. Quest’anno abbiamo preparato [proposta] da [prezzo di partenza]. Si prenota entro [data], perché i posti/pezzi sono limitati.”
Cosa evitare nel piano
- Le giornate mondiali di tutto. La giornata del caffè o del gatto vanno bene solo se c’entrano davvero con quello che vendi.
- Le foto prese da internet o dal catalogo del fornitore. Sono uguali a quelle di tutti i tuoi concorrenti e non dicono niente di te.
- I post solo promozionali. Se ogni post è uno sconto, abitui le persone ad aspettare lo sconto.
- Gli auguri generici a ogni festa. Un “Buon Natale” con l’immagine scaricata non serve. Una foto della squadra con gli orari delle feste sì.
Gli errori che vedo più spesso
- Un piano troppo ambizioso. Un post al giorno su tre canali dura tre settimane. Poi il silenzio fa più danni che non aver mai cominciato.
- Nessun invito all’azione. Il post è bello, ma non dice come prenotare o chi chiamare. Chi era interessato lascia perdere.
- Le ricorrenze preparate all’ultimo. Il post di Natale pubblicato il 20 dicembre arriva quando i regali sono già comprati.
- Pianificare e non rispondere. I messaggi e i commenti sono il motivo per cui pubblichi. Una risposta il giorno dopo è già tardi.
- Non guardare mai i risultati. Una volta al mese, dieci minuti: quali post hanno portato messaggi o telefonate? Rifai quelli, togli gli altri.
- Dimenticare dove ti trovano davvero. I social portano persone sul tuo profilo, ma chi decide spesso controlla Google: orari, foto e recensioni Google devono essere in ordine, e il sito web aziendale deve confermare quello che prometti.
Il piano editoriale migliore non è il più bello. È quello che stai ancora seguendo a dicembre.
Gianfranco Grassi
Domande frequenti
Cos’è un piano editoriale social, in parole semplici?
È l’elenco di cosa pubblicherai, in quale giorno e su quale canale, deciso in anticipo, di solito per un mese.
Quanti post a settimana deve fare una piccola attività?
Per chi fa da sé, tre post a settimana più qualche storia. Conta la costanza, non il numero.
Serve un programma a pagamento per gestire il piano?
No. Un foglio di calcolo per il piano e lo strumento gratuito di Meta per programmare Instagram e Facebook bastano per la maggior parte delle piccole attività.
Con quanto anticipo si prepara il piano?
Il calendario si fa una volta al mese, i post una volta a settimana. Le ricorrenze importanti vanno preparate due o tre settimane prima della data.
Quando conviene affidare i social a qualcuno?
Quando il piano c’è ma non riesci a seguirlo, o vuoi aggiungere la pubblicità a pagamento. Se hai un’ora a settimana e ti piace farlo, il fai-da-te basta.
Vuoi un piano editoriale fatto sulla tua attività?
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