Quanto costa fare pubblicità su Facebook e Instagram

Gianfranco Grassi
·
20 Ottobre 2026
·

Lettura: 8 minuti

Donna a un tavolo di legno con lo smartphone in mano e il portatile aperto mentre prepara contenuti per i social
Tempo di lettura: 8 minuti

Aggiornato a ottobre 2026.

La pubblicità su Facebook e Instagram costa quanto decidi tu. Non esiste un listino: fissi un budget al giorno o un totale per la campagna, e Meta lavora dentro quella cifra. Per una piccola attività locale un primo test serio parte da circa 5 euro al giorno, cioè intorno ai 150 euro al mese, concentrati in due o tre settimane in cui hai davvero qualcosa da vendere. A questa cifra si aggiunge, se non te ne occupi da solo, il costo di chi prepara e segue le campagne.

Le domande giuste sono due: quanto devo mettere perché abbia senso, e quanto mi costa farlo gestire. Qui trovi cosa paghi e a chi, come si forma il prezzo, le fasce che uso come punto di partenza e quando è meglio tenere i soldi in tasca.

In breve

  • I costi sono due e vanno tenuti separati: il budget, che paghi direttamente a Meta, e la gestione, che paghi a chi prepara e segue le campagne.
  • Il prezzo di ogni risultato lo decide un’asta, non un listino: conta quanto sei disposto a pagare, ma anche quanto il tuo annuncio interessa a chi lo vede.
  • Per un’attività locale un test parte da circa 150 euro al mese di budget, concentrati in un periodo forte. Con meno, il sistema impara poco e tu capisci ancora meno.
  • Se hai partita IVA, inseriscila nell’account pubblicitario prima di pagare: cambia il trattamento dell’IVA. Fai controllare tutto al commercialista.
  • Non conviene quando il cliente ti cerca per un’urgenza, quando non hai un’offerta o quando nessuno risponde ai messaggi.

Perché conta capire cosa stai pagando

Le due frasi che sento più spesso sono queste: “Ho provato Facebook, ho speso 50 euro e non è successo niente” e “L’agenzia mi chiede una cifra al mese, ma non ho capito quanto va a Facebook”. Il problema è lo stesso: non sapere cosa si sta comprando.

Se non distingui budget e gestione, non puoi confrontare due preventivi. Se non sai come si forma il prezzo, non capisci perché lo stesso annuncio in certe settimane rende meno: nei periodi in cui fanno pubblicità tutti, come quelle prima di Natale, a parità di spesa di solito raggiungi meno persone.

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Cosa paghi, voce per voce

1. Il budget: i soldi che vanno a Meta

È la cifra che spendi per far vedere gli annunci. La paghi a Meta con il metodo di pagamento collegato al tuo account pubblicitario, e per ogni addebito trovi la ricevuta nella sezione dedicata alla fatturazione. Puoi impostare un budget giornaliero oppure un totale con data di inizio e fine. In un giorno può spendere un po’ di più e in un altro un po’ di meno, ma sul periodo resta nella cifra che hai fissato.

Non ci sono contratti né minimi mensili: puoi mettere in pausa una campagna quando vuoi e riprenderla dopo.

2. La gestione: i soldi che vanno a chi lavora

È il compenso di chi decide cosa promuovere, scrive i testi, prepara foto e video, imposta pubblico e obiettivi, controlla l’andamento e ti manda i numeri. Può essere un fisso al mese, una percentuale sul budget o un pacchetto più ampio che comprende anche altri servizi.

Quello che non è normale è non sapere come è diviso il totale. Un pacchetto da “300 euro tutto compreso” può voler dire 250 euro di gestione e 50 di pubblicità, cioè quasi niente in mano a Meta. Chiedi sempre le due cifre separate, e chiedi che il budget passi dalla tua carta, sul tuo account.

Per trasparenza ti dico come facciamo noi: la gestione delle campagne è compresa nel piano Completo, a 299 euro al mese insieme a sito, SEO, contenuti e scheda Google (trovi il dettaglio nella pagina dei prezzi degli abbonamenti). Il budget pubblicitario lo paghi tu direttamente a Meta, dal tuo account, e vedi ogni euro.

3. L’IVA sulle ricevute di Meta

Qui conviene fare attenzione. Per l’Italia la pubblicità su Facebook e Instagram viene fatturata da una società di Meta con sede in Irlanda. Se nell’account pubblicitario indichi che compri per la tua attività e inserisci la partita IVA, di norma la ricevuta arriva senza IVA italiana e l’imposta si gestisce con l’inversione contabile (il cosiddetto reverse charge), di cui si occupa il commercialista. Se non la inserisci, vieni trattato come un privato e l’IVA ti viene addebitata.

Attenzione

Se sei in regime forfettario, l’IVA in inversione contabile di norma va comunque versata e non la recuperi: per te è un costo in più da mettere nel conto, non una partita di giro. Le regole dipendono dalla tua posizione fiscale, quindi prima della prima campagna fai vedere impostazioni dell’account e ricevute al tuo commercialista. E leggi le ricevute: se compare una voce che non capisci, chiedi subito.

Come si forma il prezzo: l’asta spiegata semplice

Ogni volta che una persona apre Facebook o Instagram e c’è lo spazio per un annuncio, Meta fa una piccola asta tra tutti gli inserzionisti che vogliono raggiungere proprio quella persona. E non vince per forza chi offre di più.

Secondo la spiegazione ufficiale di Meta sulle aste pubblicitarie, vince l’annuncio con il “valore totale” più alto, che mette insieme tre cose:

  1. L’offerta: quanto sei disposto a pagare per il risultato che chiedi. Nella maggior parte dei casi la gestisce Meta in automatico, dentro il budget che hai deciso.
  2. La probabilità che quella persona faccia quello che chiedi: scriverti, cliccare, compilare un modulo. Meta la stima per ogni persona e ogni annuncio.
  3. La qualità dell’annuncio: conta anche quanta gente lo nasconde o lo segnala, e vengono penalizzati i testi sensazionalistici, le informazioni nascoste e i trucchi per strappare commenti.

Meta precisa che un annuncio più pertinente può battere annunci con offerte più alte, e che non ti viene addebitato più di quanto hai offerto. Tradotto in pratica: un annuncio con foto vere, un’offerta chiara e una zona giusta ti costa meno, per lo stesso risultato, di uno generico con la foto presa da internet.

Spostano il prezzo anche il periodo, la zona, il settore e quello che chiedi: un messaggio su WhatsApp costa più di un “mi piace”.

Quanto mettere: le fasce per un’attività locale

Queste sono le fasce di budget che uso come punto di partenza con le attività che seguo. Sono cifre spese su Meta, gestione esclusa. Non ti dico quanto costerà un clic o un contatto, perché onestamente non lo sa nessuno prima di aver visto i tuoi dati: dipende dalla tua zona, dal settore, dal periodo e dall’annuncio.

Budget al meseAl giorno, circaQuando ha sensoCosa puoi aspettarti
Fino a 150 €Fino a 5 €Primo test, zona piccola, una sola offerta chiaraCapire se l’annuncio fa arrivare messaggi e da che tipo di persone. Numeri piccoli: indicazioni, non verdetti
150–500 €Da 5 a 15 € circaHai già visto che qualcosa funziona; sito o WhatsApp sono pronti a rispondereUn flusso regolare di contatti nei periodi forti e la possibilità di confrontare due versioni dell’annuncio
Oltre 500 €Oltre 15 €Vendi online o servi un’area ampia, e qualcuno guarda i numeri ogni settimanaPiù campagne insieme, annunci a chi ha già visitato il sito, misurazione delle vendite
Fasce di budget su Meta per una piccola attività: punto di partenza, da rivedere dopo il primo mese con i tuoi numeri.

Due regole valgono per tutte le fasce. La prima: meglio 150 euro in tre settimane di novembre che 150 euro spalmati su tre mesi. La seconda: nei primi giorni Meta sta ancora imparando a chi mostrare l’annuncio, quindi giudica dopo almeno una settimana, non dopo due giorni.

Il consiglio

Fai il conto al contrario. Chiediti quanto ti lascia in tasca un cliente nuovo, contando anche le volte che torna, e quanti clienti nuovi ti servono in un mese. Se un cliente ti lascia 30 euro di margine e non torna, non puoi permetterti di pagarlo 40. Se invece torna per anni, puoi spendere di più per conquistarlo. Questo conto vale più di qualunque media letta in rete.

Quanto investire per tipo di attività

AttivitàDa dove partire al meseQuando concentrare la spesaCosa misurare
Ristorante o pizzeria150–300 €, solo nei periodi fortiOttobre–novembre per cene aziendali e feste, eventi e serate specialiPrenotazioni e messaggi arrivati
PasticceriaFino a 150 € per ricorrenzaLe tre o quattro settimane prima di Natale, Pasqua, festa della mammaOrdini su WhatsApp o al telefono
Centro estetico o parrucchiere100–250 €Novembre–dicembre per i buoni regalo, primaveraAppuntamenti prenotati e buoni venduti
Palestra200–500 €Dicembre–gennaio e settembre, quando la gente decide di iscriversiRichieste di prova e iscrizioni
Agenzia immobiliare150–400 €, a campagne continueTutto l’anno; gli annunci immobiliari hanno regole speciali sul pubblicoRichieste di valutazione
Termoidraulico o impiantistaFino a 150 €, solo per offerte stagionaliPrima dell’inverno per la manutenzione della caldaiaRichieste di intervento; per le urgenze conta di più Google
Budget Meta di partenza per tipo di attività, gestione esclusa. Cifre indicative da adattare a zona e risultati.

Quando non conviene spendere

  • Quando il cliente ti cerca per un’urgenza. Chi ha la caldaia ferma cerca su Google. Lì lavorano la scheda dell’attività e la SEO locale, non gli annunci su Instagram.
  • Quando non hai niente da proporre. “Siamo qui” non è un’offerta. Un prodotto, una data, un servizio con un prezzo sì.
  • Quando dove mandi le persone non è pronto. WhatsApp a cui si risponde dopo due giorni, sito che non si apre dal telefono: paghi per far arrivare gente che se ne va.
  • Quando la gestione costa molte volte il budget, mese dopo mese, senza numeri. Se dopo tre mesi nessuno sa dirti quanti contatti sono arrivati, il problema non è la cifra.

Le domande da fare prima di firmare un preventivo

Se affidi le campagne a qualcuno, fai queste domande al primo incontro.

Il consiglio

  1. Del totale che pago, quanto va a Meta e quanto alla gestione?
  2. L’account pubblicitario e la pagina sono intestati alla mia attività? Il budget passa dalla mia carta?
  3. Chi prepara foto, video e testi, e quante versioni dell’annuncio fate?
  4. Cosa misurate, e ogni quanto mi mandate i numeri?
  5. Cosa succede se dopo il primo mese i contatti non arrivano?

Altri criteri per scegliere chi ti segue li trovi nell’articolo su come scegliere un’agenzia di comunicazione.

Errori comuni

  1. Spalmare poco su tanto tempo. Due euro al giorno per tre mesi non insegnano niente né a te né a Meta. Concentra.
  2. Giudicare dopo tre giorni. Ogni modifica pesante fa ripartire la fase di apprendimento. Aspetta almeno una settimana.
  3. Pagare con la carta di qualcun altro. Se il budget passa dall’agenzia, non vedi le ricevute di Meta e non sai quanto è stato speso davvero.
  4. Dimenticare l’IVA. Senza partita IVA nell’account, o in forfettario, il costo vero è diverso da quello che vedi in Gestione inserzioni.

Domande frequenti

C’è una spesa minima per fare pubblicità su Facebook?

Il minimo giornaliero richiesto da Meta è basso e cambia con valuta e tipo di campagna. Il limite vero è un altro: con pochi euro il sistema non trova le persone giuste.

Instagram costa diverso da Facebook?

Si gestiscono dallo stesso account e passano dalla stessa asta. Puoi scegliere dove mostrare gli annunci, ma all’inizio conviene lasciar decidere a Meta e guardare dove arrivano i risultati.

Conviene di più la pubblicità su Google?

Dipende da come compra il tuo cliente. Google intercetta chi sta già cercando, Meta raggiunge chi non ti cercava. Per le urgenze vince Google, per le occasioni e le ricorrenze spesso Meta. Ne parlo nella pagina sulla pubblicità online.

Vuoi sapere quanto mettere, nel tuo caso?

In mezz’ora guardiamo cosa vendi, a chi, in che periodo e quanto ti lascia un cliente. Ti dico se la pubblicità su Facebook e Instagram ha senso per te e con quale budget partire.

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