Aggiornato a ottobre 2026.
Se fai il termoidraulico, ottobre non ti lascia il tempo di pensare al marketing. Il telefono suona da solo: la caldaia che non riparte dopo l’estate, il radiatore freddo, la signora che ha ricevuto la lettera del Comune per il controllo. Il problema arriva a febbraio, quando ti accorgi che metà del lavoro dell’inverno l’hai fatto per gente che non richiamerai mai.
Il marketing di un termoidraulico non serve a trovare più urgenze: quelle arrivano. Serve a trasformare chi ti chiama una volta in un cliente con il contratto di manutenzione, a farti scegliere dagli amministratori di condominio e a vendere pompe di calore a chi sta decidendo cosa fare in casa. Le urgenze sono la porta d’ingresso, i clienti fissi sono il bilancio.
In breve
- Ogni urgenza risolta è un cliente da portare in manutenzione programmata.
- La scheda Google con orari veri, zona coperta e telefono che risponde vale più di qualsiasi post sui social.
- I controlli obbligatori sulle caldaie sono un ottimo argomento, se spiegati giusti.
- Gli amministratori di condominio vogliono reperibilità, rapporti scritti e pochi problemi.
- Su pompe di calore e incentivi si vince con preventivi chiari, senza promesse.
Chi è il tuo cliente
Vendi un intervento di mezz’ora, un controllo, un impianto da migliaia di euro, un contratto per un condominio. Chi compra decide in modi e tempi diversi.
| Tipo di cliente | Cosa cerca | Dove ti trova | Quando |
|---|---|---|---|
| Famiglia con caldaia autonoma | Manutenzione fatta bene, libretto in regola, un promemoria | Passaparola, Google Maps, il tecnico che l’ha già servita | Da settembre a novembre, o quando arriva la lettera per il controllo |
| Chi ha un guasto | Qualcuno che risponde e viene oggi, con un costo di uscita chiaro | Google, il numero di un vicino | Prime accensioni d’autunno, giorni di freddo, festivi |
| Chi vuole cambiare impianto | Pompa di calore o ibrido, consumi, incentivi, un preventivo comprensibile | Google, sito, recensioni, chi l’ha già fatto | Tra fine inverno ed estate, a bollette ancora fresche |
| Amministratore di condominio | Reperibilità, rapporti scritti, un solo referente | Conoscenza diretta, colleghi, il sito | Prima dell’assemblea e prima della stagione di accensione |
| Bar, ristoranti, uffici, piccoli negozi | Acqua calda e clima sempre funzionanti, interventi fuori orario | Passaparola tra commercianti, Google | Tutto l’anno |
Dove comunicare
La scheda Google: il tuo numero di telefono pubblico
Quando una caldaia va in blocco nessuno guarda Instagram: si cerca “idraulico” o “assistenza caldaia” con il nome del paese e si chiama uno dei primi sulla mappa. Per questo la scheda Google Business Profile è lo strumento numero uno. Categorie giuste, comuni serviti, orari reali. Se fai reperibilità serale o festiva scrivilo con le condizioni; se non la fai, non metterla.
Le recensioni contano più che altrove, perché entri in casa della gente. Chiedile subito dopo un intervento riuscito, con il link diretto: come fare lo trovi nella guida alle recensioni Google.
Il telefono e WhatsApp
Il primo problema di marketing del tuo mestiere è non rispondere: sei sotto un lavandino e non puoi. Serve un sistema: un messaggio automatico su WhatsApp Business che dice quando richiami, una persona che filtra nelle settimane di punta, o almeno l’abitudine di richiamare tutti entro un’ora. WhatsApp serve anche dopo: la foto della targhetta della caldaia prima dell’uscita, così porti il ricambio giusto, e il rapporto di intervento.
Il sito: poche pagine, ma quelle giuste
Il sito deve rispondere a tre domande: cosa fai, dove, come ti contatto. Una pagina per servizio (manutenzione caldaie, riparazioni, pompe di calore, clima, bagni), una per gli amministratori, i comuni serviti e il telefono cliccabile in alto. Foto dei tuoi lavori, non del catalogo. Per farti trovare anche fuori dalla mappa serve un lavoro di posizionamento su Google fatto pagina per pagina.
Facebook e Instagram: sì, ma per gli impianti nuovi
Per le urgenze non servono. Servono a chi sta pensando di cambiare impianto e vuole capire se fidarsi: un prima e dopo di una centrale termica, un video su come si legge il libretto. Due post al mese bastano.
Cosa puoi lasciar perdere
TikTok, salvo passione vera per i video. Le newsletter mensili: meglio due messaggi utili l’anno ai clienti. I portali di preventivi a pagamento, con cautela: spesso vendono lo stesso contatto a più ditte e vince il prezzo più basso. Il furgone invece non lasciarlo bianco: nome, servizio e telefono leggibili.
Il punto che fa la differenza: i controlli obbligatori spiegati giusti
Chi spiega bene al cliente cosa deve fare con la caldaia si guadagna la sua fiducia. Le regole nazionali sono nel DPR 74/2013 sugli impianti termici, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. In sintesi:
- La manutenzione va fatta da una ditta abilitata, con la periodicità indicata dall’installatore o, in mancanza, dal fabbricante. Non c’è una scadenza unica per tutte.
- Il controllo di efficienza energetica, quello che tutti chiamano “prova fumi”, ha periodicità fissate dall’allegato A del decreto. Per le caldaie a gas, metano o GPL tra 10 e 100 kW, quelle di quasi tutte le case, è ogni 4 anni; per le pompe di calore elettriche da 12 kW in su, anche.
- Le Regioni possono stabilire regole proprie: periodicità diverse, il “bollino”, i catasti degli impianti. È qui che il cliente si confonde.
- Il libretto di impianto è obbligatorio e si aggiorna a ogni intervento (modello del DM 10 febbraio 2014).
Una pagina del sito che spiega tutto questo per la tua regione, aggiornata e senza allarmismi, è il contenuto più utile che puoi pubblicare: la gente la cerca, la gira nel gruppo del condominio e chiama chi l’ha scritta.
Attenzione
Non scrivere “manutenzione obbligatoria ogni anno” come regola generale: non è vera per tutti. Scrivi “la periodicità dipende dalla tua caldaia: te la diciamo noi”, e per le regole regionali cita la pagina ufficiale della Regione.
Contratti di manutenzione: la rendita che non vedi
È il prodotto più sottovalutato del settore. Il cliente paga una cifra fissa, anche a rate, e ha controllo programmato, libretto in ordine e priorità sui guasti. Tu hai lavoro prevedibile anche a maggio e settembre, e un cliente che quando cambierà caldaia chiederà il preventivo a te.
Un’impresa di impianti con cui lavoro aveva tanti libretti nel cassetto e nessun sistema per ricontattare i clienti. Il primo passo non è stato la pubblicità ma l’elenco: ultimo intervento, consenso al contatto, promemoria. Solo dopo scheda Google e sito. È il passaggio meno appariscente e quello che ripaga di più.
All’inizio basta un foglio di calcolo ordinato, poi un CRM semplice quando i clienti diventano tanti e i tecnici più di uno.
Condomini e amministratori
L’amministratore di condominio è un cliente diverso da tutti gli altri. Non cerca il prezzo più basso: cerca di non ricevere telefonate arrabbiate. Vuole reperibilità vera in stagione, rapporti scritti da girare ai consiglieri e un referente unico. Se fai da terzo responsabile della centrale termica, dillo chiaramente.
Come arrivarci: una pagina del sito scritta per lui, rapporti ordinati e il passaparola tra amministratori, che vale più della pubblicità.
Quando comunicare
Due picchi, autunno e piena estate, e due finestre tranquille che quasi tutti sprecano. I periodi di accensione degli impianti sono fissati per zona climatica sempre dal DPR 74/2013: in zona E, per esempio, dal 15 ottobre al 15 aprile; in zona D dal 1° novembre al 15 aprile. I sindaci possono anticipare o prolungare.
| Periodo | Cosa succede | Cosa fare |
|---|---|---|
| Ottobre-novembre (adesso) | Accensioni, guasti alla prima partenza, corsa alle manutenzioni | Scheda Google aggiornata, risposta rapida, proposta di contratto a ogni nuovo cliente |
| Dicembre | Freddo, festività, ultime spese dell’anno per le detrazioni | Comunica la reperibilità delle feste, chiudi i preventivi aperti |
| Gennaio-febbraio | Guasti nei giorni più freddi, bollette alte | Contenuti su consumi e pompe di calore |
| Marzo-aprile | Spegnimenti, decisioni di sostituzione, preventivi per il clima | Campagna sulle sostituzioni, pagine incentivi aggiornate |
| Maggio-giugno | Installazione condizionatori, cantieri | Manutenzioni caldaia anticipate per chi ha il contratto |
| Luglio-agosto | Urgenze clima, ferie | Messaggio chiaro sulle chiusure; prepara l’elenco dei clienti da richiamare |
| Settembre | Assemblee di condominio, prenotazioni per l’autunno | Promemoria ai clienti, contatto con gli amministratori |

Pompe di calore e incentivi: parlarne senza promettere
Chi pensa a una pompa di calore teme di spendere troppo, di avere un impianto che non scalda e di restare impigliato in una pratica. Rispondi con contenuti concreti: quando conviene e quando no, cosa è cambiato in bolletta nei tuoi lavori, quanto spazio serve fuori.
Sugli incentivi, prudenza. Secondo l’Agenzia delle Entrate, per le spese del 2026 la detrazione sugli interventi in casa è al 50% sull’abitazione principale e al 36% sulle altre; dal 2027 scende. Dal 2025 le caldaie alimentate solo a combustibili fossili sono escluse dalle detrazioni, e molti clienti non lo sanno. Per le pompe di calore c’è anche il Conto Termico del GSE, con regole cambiate più volte. Scrivi “verifichiamo insieme se il tuo intervento rientra”, metti la data di aggiornamento su ogni pagina e lascia la parola finale al tecnico e al commercialista del cliente.
Quanto investire
Buona parte di quello che ti serve costa tempo, non soldi. La pubblicità ha senso per gli impianti nuovi, e solo se hai squadre libere.
| Budget mensile | Cosa ci fai | Funziona se… |
|---|---|---|
| Zero euro, un’ora a settimana | Scheda Google, recensioni dopo ogni lavoro, WhatsApp Business, elenco clienti con scadenze | Lavori da solo o quasi e l’agenda è piena. Qui il fai-da-te basta. |
| 200-500 € al mese | Sito con pagine per servizio e zona, promemoria automatici, campagna Google sulle sostituzioni in primavera | Hai due o tre tecnici, vuoi crescere su contratti e impianti nuovi, e qualcuno risponde al telefono. |
| Oltre 600 € al mese nei periodi chiave | Campagne Google e Facebook su più comuni per pompe di calore e clima, gestione strutturata dei clienti | Hai più squadre, buoni margini e una persona in ufficio che segue i contatti. Senza, i soldi si sprecano. |
Se ti affidi a qualcuno, i nostri abbonamenti partono da 99 € al mese e li trovi nella pagina prezzi; per le campagne c’è la pagina sulla pubblicità online.
Gli errori che vedo più spesso
- Lavorare solo sulle chiamate in arrivo. Il cliente mai richiamato l’anno dopo chiama un altro.
- Un telefono che squilla a vuoto. Chi non richiama perde il lavoro, e spesso si prende una recensione negativa.
- Promettere quello che la legge non dice. “Revisione annuale obbligatoria”, “caldaia gratis”: portano clienti delusi.
- Orari e reperibilità finti su Google. “Aperto 24 ore” senza esserlo vale una stella sicura.
- Prezzo di uscita non chiaro. Chi è in urgenza accetta di pagare, ma vuole saperlo prima, al telefono.
L’urgenza ti fa conoscere. Il contratto di manutenzione ti fa lavorare tutto l’anno.
Gianfranco Grassi
Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto
- Capisce la differenza tra urgenze e impianti. La stessa campagna per tutto è un cattivo segno.
- Parte dai clienti che hai. Ti chiede quanti clienti hai in manutenzione prima di parlare di pubblicità.
- Non scrive promesse sugli incentivi. Percentuali senza condizioni nei testi: fermalo.
- Ti lascia la proprietà di tutto. Scheda Google, sito, dominio, account pubblicitari ed elenco clienti restano intestati a te.
Domande da fare al primo incontro: come trasformiamo le urgenze in contratti? Come misuri le chiamate da Google? Cosa facciamo nei mesi tranquilli?
Una frase onesta: se lavori da solo, hai l’agenda piena e i clienti ti richiamano da anni, l’agenzia non ti serve. Ti bastano un’ora a settimana sulla scheda Google e un elenco clienti fatto bene.
Da dove cominciare questa settimana
- Controlla la scheda Google: categorie, comuni serviti, orari reali, foto dei tuoi lavori.
- Imposta su WhatsApp Business un messaggio automatico che dice quando richiami.
- Apri un foglio con i clienti di quest’autunno, data dell’intervento e consenso al promemoria.
- Scrivi una proposta di contratto annuale semplice, con prezzo e cosa comprende, da lasciare a ogni nuovo cliente.
- Dopo ogni intervento riuscito, manda il link per la recensione con due righe di ringraziamento.
Domande frequenti
Ogni quanto va fatta la manutenzione della caldaia?
Come indicano installatore o fabbricante (DPR 74/2013). La prova fumi per le caldaie a gas di casa è ogni 4 anni, salvo regole regionali diverse.
Mi conviene fare pubblicità per le urgenze?
Di solito no: d’inverno arrivano comunque. La pubblicità rende di più su sostituzioni e pompe di calore.
Quanto far pagare un contratto di manutenzione?
Dipende da impianto, zona e servizi inclusi. Parti dal costo di una manutenzione singola, aggiungi il valore della priorità sui guasti e proponi le rate: il cliente compra tranquillità.
Vuoi un inverno pieno e un elenco clienti che lavora per te?
In 30 minuti guardiamo scheda Google, sito e clienti in manutenzione, e ti dico da dove partire. Senza impegno.