Marketing per pizzerie: guida completa

Gianfranco Grassi
·
14 Ottobre 2026
·

Lettura: 8 minuti

Pizzaiolo sorridente consegna due cartoni di pizza da asporto ai clienti al banco
Tempo di lettura: 8 minuti

Aggiornato a ottobre 2026.

Venerdì, ore 19:40. In mille case qualcuno dice “stasera pizza?”, prende il telefono e in due minuti decide da chi ordinare. Non legge recensioni lunghe, non confronta i menu degustazione: guarda chi è vicino, chi consegna, quanto costa, se le foto fanno venire fame, e quanto è facile ordinare. È in quei due minuti che si gioca buona parte del tuo incasso.

Una pizzeria non è un ristorante, e chi la tratta come tale sbaglia comunicazione. Lo scontrino è più basso, la decisione arriva all’ultimo momento, una parte grossa del lavoro esce dalla porta in un cartone, e il fine settimana vale quanto il resto della settimana messo insieme. Se hai un locale con cucina e sala ho scritto una guida al marketing per ristoranti; qui parlo di chi vive di pizza.

La risposta breve: fatti trovare subito e bene quando la gente ha fame, rendi l’ordine diretto più facile di quello sulle app, e lavora sullo scontrino medio invece che sugli sconti.

In breve

  • Si sceglie la pizzeria in pochi minuti, dal telefono: scheda Google, menu con prezzi e un modo rapido per ordinare valgono più di qualsiasi campagna.
  • Le piattaforme di consegna portano clienti nuovi ma si prendono una commissione e il contatto del cliente: usale come porta d’ingresso, non come casa.
  • Ogni cliente che ordina da te direttamente, al telefono, su WhatsApp o dal sito, è un cliente che puoi richiamare.
  • Famiglie e ragazzi sono pubblici diversi, con canali diversi: non parlare a tutti nello stesso modo.
  • Foto vere delle tue pizze, non immagini scaricate: chi ordina compra con gli occhi.

Chi è il tuo cliente

La famiglia che ordina quattro pizze e le patatine il sabato non ha niente in comune con i ragazzi che dopo il calcetto cercano dove spendere poco e stare insieme.

Tipo di clienteCosa cercaDove ti trovaQuando
Famiglie con bambiniOrdine semplice, menu chiaro con prezzi, qualcosa per i piccoli, consegna puntualeGoogle, volantino o calamita sul frigo, WhatsApp, abitudineVenerdì e sabato sera, spesso all’ultimo momento
Ragazzi e studentiPrezzo giusto, porzioni abbondanti, un posto dove stare in compagniaInstagram, TikTok, passaparola tra amiciFine settimana, dopo la partita, serate di gruppo
Chi ordina dal divanoVelocità, tempi di consegna chiari, pagamento comodoApp di delivery, Google, il numero che ha giàSera, decisione nell’ultima mezz’ora
Coppie e amici al tavoloImpasto buono, ambiente piacevole, tavolo libero senza troppa attesaGoogle Maps, recensioni, InstagramFine settimana, prenotano lo stesso giorno
Gruppi e feste (compleanni, squadre, classi)Menu fisso a persona, spazio, pizze a metro o in teglia per tantiPassaparola tra genitori, Facebook, contatto direttoGiorni o settimane prima; tutto l’anno, con picco a fine stagione sportiva e a dicembre
Cinque clienti diversi per la stessa pizzeria.

Nota una cosa: tre righe su cinque riguardano persone che mangiano a casa. Se la tua comunicazione parla solo della sala, stai trascurando una parte grande del tuo lavoro.

Sondaggio · 5 secondi
Come ti arriva oggi la maggior parte degli ordini da asporto?
Voto anonimo.

Dove comunicare

Google Business Profile: il primo che si vede

Chi cerca “pizzeria” o “pizza a domicilio” più la zona vede le schede su Maps. Orari giusti, compresi quelli di consegna se diversi; foto delle tue pizze vere; il menu con i prezzi; il numero cliccabile; se lo hai, il link per ordinare da te. Se gli orari di Google dicono “aperto” e tu sei chiuso, il cliente non torna. Ti spiego come sistemarla nella guida a Google Business Profile.

Il menu: chiaro, con i prezzi, leggibile dal telefono

Il menu è la tua pubblicità più importante. Deve dire per ogni pizza ingredienti e prezzo, quanto costano le aggiunte e gli impasti speciali, quali sono le zone di consegna, il costo della consegna e l’eventuale ordine minimo. Non un PDF da ingrandire: una pagina che si legge con il pollice.

C’è anche un aspetto di regole. Il regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori (Reg. UE 1169/2011), all’articolo 14, prevede che nella vendita a distanza le informazioni obbligatorie siano disponibili prima che l’acquisto si concluda, e tra queste ci sono gli allergeni. Come applicarlo ad asporto e consegna, e cosa scrivere sul tuo menu online, verificalo con la tua ASL o con l’associazione di categoria.

Ordini diretti: telefono, WhatsApp, sito

Ogni ordine che arriva direttamente a te è doppiamente prezioso: non paghi commissione e hai il contatto del cliente. WhatsApp Business ti permette di mettere il menu in un catalogo con i prezzi, preparare risposte rapide e lavorare gli ordini uno alla volta. Un sistema di ordini dal sito, con pagamento online o alla consegna, toglie lavoro al banco ma ha un costo di impostazione: ha senso quando i volumi lo giustificano. Se stai valutando, leggi la differenza tra sito vetrina ed e-commerce.

Le piattaforme di consegna

Le app di consegna portano clienti che da soli non ti avrebbero trovato, e risolvono il problema dei fattorini. In cambio trattengono una commissione su ogni ordine, che varia per piattaforma e per contratto, e il cliente resta loro: tu vedi un ordine, non una persona. Fai i conti su un ordine tipo. La strategia sensata è usarle per farsi conoscere e poi portare chi ti ha apprezzato a ordinare da te, nei limiti di quello che il tuo contratto consente.

Instagram per i ragazzi, Facebook per le famiglie

L’impasto che lievita, il forno, la pizza che esce e si taglia: la pizzeria è fatta per i video brevi. Su Instagram e TikTok parli ai ragazzi; su Facebook a genitori e nonni, ed è il posto giusto per il menu famiglia o le feste di compleanno. Contenuti semplici, girati durante il servizio, due o tre a settimana.

Il volantino, qui sì

In molti settori il volantino è soldi buttati. Per una pizzeria con consegna a domicilio, un menu ben fatto nelle cassette postali del tuo raggio di consegna, o una calamita da frigo, ha ancora senso: è lì quando la famiglia decide. Con prezzi aggiornati, numero e WhatsApp ben visibili.

Cosa non serve

Sponsorizzate su tutta la provincia se consegni in tre chilometri. Influencer di città lontane. Newsletter lunghe: alla pizzeria basta un messaggio breve, ogni tanto, ai clienti che hanno dato il consenso.

In pizzeria il cliente decide in due minuti. Il marketing serve a vincere quei due minuti.

Gianfranco Grassi

Scontrino medio e recensioni

Con uno scontrino basso, aumentare i clienti non è l’unica leva: puoi far crescere quanto spende ognuno. Funzionano il menu famiglia (quattro pizze, una porzione di fritti, le bibite, a un prezzo tondo), il fritto e il dolce proposti al momento dell’ordine, la birra artigianale o la bibita grande, il menu fisso per i compleanni dei bambini. Funziona meno lo sconto generico del martedì, che abbassa il valore di ogni pizza.

Sulle recensioni valgono le regole della ristorazione: la legge 11 marzo 2026, n. 34 considera lecita la recensione scritta da chi ha davvero usufruito del servizio, entro 30 giorni, e non in cambio di sconti o vantaggi. Chiedila a voce, al banco, a chi torna contento; e rispondi a tutte, anche a quelle sulle app. Trovi esempi pratici nella guida alle recensioni Google.

Attenzione

“Lasciaci cinque stelle e la prossima bibita è gratis” è proprio ciò che le nuove regole vietano. Il bigliettino nel cartone può chiedere un parere, non comprarlo.

Quando comunicare

La pizzeria ha due calendari: quello della settimana, con il venerdì e il sabato che reggono il conto, e quello dell’anno.

PeriodoCosa succedeCosa fare
Ogni settimanaPicco il venerdì e il sabato, giorni deboli a inizio settimanaPost e storie il venerdì pomeriggio; per i giorni deboli una proposta fissa (la pizza della settimana, il menu famiglia), non uno sconto
SettembreRiaprono scuole e squadre sportive, si torna alle abitudiniMenu da asporto aggiornato, volantino nel raggio di consegna, contatto con le società sportive della zona
Ottobre–novembre (adesso)Serate al chiuso, partite in tv, compleanni al coperto; si cominciano a organizzare le feste di fine anno di squadre e classiSpingi asporto e consegna, prepara il menu per gruppi e feste di dicembre e comunicalo a genitori e allenatori
DicembrePizzate di squadre, classi, colleghi; la sera del 31 molti ordinano a casaPrenotazioni dei gruppi chiuse per tempo, ordini anticipati per le serate di festa
Gennaio–febbraioSi esce meno dopo le festeAsporto e consegna in primo piano, menu famiglia, messaggio ai clienti diretti
Marzo–giugnoComunioni, compleanni, fine dei campionati, tavoli all’apertoMenu per feste e squadre, dehors fotografato bene
Luglio–agostoPieno nelle zone turistiche, calo in cittàScheda Google impeccabile, orari estivi, menu in inglese dove servono
Il calendario di una pizzeria: la settimana conta quanto l’anno.
Pizzaiolo con grembiule a righe e coppola che tiene in mano due cartoni per pizza da asporto
Foto: Kampus Production / Pexels

Quanto investire

Fasce mensili indicative. Nel conto metti anche le commissioni che già paghi alle app.

Budget mensileQuando ha sensoCosa ci fai
Da 0 a 150 €Pizzeria di quartiere, clientela abituale, qualcuno in squadra con un po’ di tempoScheda Google curata, menu online con prezzi, WhatsApp Business, foto fatte in casa, recensioni
200–500 €Asporto e consegna importanti, concorrenza in zona, voglia di ridurre la dipendenza dalle appGestione social, sponsorizzate nel raggio di consegna il fine settimana, volantino periodico, sistema di ordini diretti
Oltre 500 €Più punti vendita o volumi alti di consegnaOrdini online con pagamento, campagne continuative, foto e video professionali, messaggi ai clienti diretti
Fasce indicative di spesa mensile per una pizzeria.

Se il telefono squilla già tutto il fine settimana, il fai-da-te ben fatto basta. Per un riferimento sui costi di un aiuto esterno, nella pagina dei prezzi trovi gli abbonamenti di PRO motion, da 99 a 299 € al mese.

Gli errori che vedo più spesso

Menu senza prezzi o introvabile

Chi deve ordinare per quattro vuole sapere quanto spende. Se deve telefonare per chiederlo, ordina da un altro.

Foto di pizze che non sono le tue

Immagini di banca dati, pizze di un altro stile: il cliente se ne accorge quando apre il cartone. Fotografa le tue, alla luce del giorno, appena sfornate.

Tutto sulle app

Se ogni ordine passa da una piattaforma, i clienti sono suoi. Basta un cambio di condizioni per metterti in difficoltà.

Il telefono che squilla a vuoto

Il sabato alle 20 chi non risponde perde l’ordine. Se succede spesso, sposta una parte degli ordini su WhatsApp o sul sito.

Orari sbagliati su Google

Chiusura settimanale, ferie, orari della consegna: se sono sbagliati, il cliente trova la saracinesca abbassata e non te lo perdona.

Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto

  • Conosce l’asporto. Deve parlarti di ordini, consegne, scontrino medio e commissioni, non solo di like.
  • Fotografa le tue pizze. Nel tuo locale, durante il servizio, non con immagini di repertorio.
  • Ti aiuta a ridurre la dipendenza dalle app. Chiedi come porterebbe i clienti a ordinare direttamente.
  • Lavora nel tuo raggio. Le sponsorizzate devono coprire la zona di consegna, non la regione.
  • Ti lascia le chiavi. Scheda Google, profili, numero WhatsApp e contatti dei clienti restano tuoi.

Al primo incontro chiedi: “Quanti ordini diretti in più ti aspetti in tre mesi, e come lo misuriamo?”. Se la pizzeria lavora già a pieno e hai qualcuno in squadra a cui piace fotografare, una consulenza iniziale per impostare scheda Google e WhatsApp può bastare.

Da dove cominciare questa settimana

  • Controlla orari, menu e foto della scheda Google, compresi gli orari di consegna.
  • Metti online il menu completo con prezzi, aggiunte, zone e costo di consegna.
  • Attiva WhatsApp Business con il catalogo delle pizze e qualche risposta rapida.
  • Prepara un biglietto da mettere nei cartoni con numero diretto e WhatsApp.
  • Scrivi il menu per gruppi e feste di dicembre e mandalo agli allenatori e ai genitori che conosci.

Domande frequenti

Conviene stare sulle app di consegna?

Spesso sì, per farsi conoscere e se non hai fattorini. Ma fai i conti su un ordine tipo e lavora in parallelo sugli ordini diretti.

Meglio ordini su WhatsApp o dal sito?

WhatsApp per partire: costa poco e i clienti lo usano già. Il sistema di ordini sul sito quando i volumi sono tali che il banco non regge più.

Devo mettere gli allergeni nel menu online?

Nella vendita a distanza le informazioni obbligatorie, allergeni compresi, vanno date prima dell’acquisto. Per la forma giusta chiedi alla tua ASL o all’associazione di categoria.

Come aumento lo scontrino medio senza alzare i prezzi?

Menu combinati a prezzo tondo e fritti o dolci proposti mentre il cliente ordina.

Vuoi più ordini diretti e meno commissioni?

In mezz’ora guardiamo la tua scheda Google, il menu online e come arrivano oggi gli ordini, e ti dico da dove partirei. Da ex ristoratore, gratis.

Leggi anche

Vuoi risultati come quelli descritti in questo articolo?

In 30 minuti analizziamo la tua situazione e ti diciamo esattamente cosa fare.

Prenota la consulenza gratuita →