Aggiornato a ottobre 2026.
Un bar non ha un cliente: ne ha tre, e cambiano nel giro di poche ore. Alle sette c’è chi va di corsa e vuole il caffè al banco in due minuti. A mezzogiorno c’è l’impiegato che ha quaranta minuti e vuole sapere cosa c’è oggi. Alle sette di sera ci sono gli amici che cercano un posto dove stare bene davanti a un aperitivo. Stessa saracinesca, tre lavori diversi.
Il problema che vedo più spesso è che il titolare comunica come se avesse un solo cliente, di solito quello dell’aperitivo, perché fa le foto più belle. Ho gestito un locale per diciotto anni: so quanto è facile mettere tutte le energie sul momento che ti piace di più e lasciare gli altri al caso.
La risposta breve: decidi quale dei tre momenti deve crescere, sistema la scheda Google con orari sempre giusti, usa WhatsApp per il pranzo e Instagram per la sera, e tratta i clienti abituali come il patrimonio che sono.
In breve
- Colazione, pausa pranzo e aperitivo hanno clienti, orari e canali diversi: scegli su quale lavorare, non parlare a tutti nello stesso modo.
- Gli orari su Google sono la tua prima pubblicità: un bar che risulta aperto e ha la saracinesca abbassata perde il cliente per sempre.
- Il menu del giorno su WhatsApp, mandato a chi lo ha chiesto, vale più di dieci post.
- Instagram serve per la sera e il fine settimana; per l’alcol ci sono regole precise su cosa puoi mostrare.
- La tessera del decimo caffè funziona ancora, ed è più semplice di quanto pensi dal punto di vista delle regole.
Chi è il tuo cliente
Un bar non è un ristorante e non è una pizzeria: lo scontrino è piccolo, ma il cliente torna anche cinque volte a settimana. Se hai la cucina e la sala vera, leggi anche la guida al marketing per ristoranti; se lavori soprattutto con l’asporto serale, quella sul marketing per pizzerie. Qui parlo di chi vive al banco.
| Tipo di cliente | Cosa cerca | Dove ti trova | Quando |
|---|---|---|---|
| Abituale della colazione | Il suo caffè fatto come piace a lui, velocità, una brioche fresca, due parole con chi sta al banco | Sul tragitto casa-lavoro, per abitudine, per la vetrina | Tutti i giorni feriali, nella stessa mezz’ora |
| Pendolare o cliente di passaggio | Un bar aperto, vicino, con un posto per fermarsi un attimo | Google Maps (“bar aperto vicino a me”), insegna visibile dalla strada | Presto la mattina, nei giorni festivi, in viaggio |
| Impiegato in pausa pranzo | Sapere cosa c’è oggi, prezzo chiaro, essere servito in fretta e tornare in ufficio | WhatsApp, passaparola tra colleghi, la lavagna fuori | Dal lunedì al venerdì, decide verso le undici e mezza |
| Gruppo dell’aperitivo | Un posto piacevole, qualcosa di buono da bere e da mangiare, il tavolo fuori | Instagram, Google Maps con le foto, il consiglio di un amico | Dal giovedì alla domenica, decisione nel pomeriggio |
| Tifosi e serate a tema | La partita su uno schermo grande, compagnia, un tavolo prenotato | Gruppi WhatsApp, Facebook, la locandina al banco | Sere di campionato e coppe, grandi eventi |
Guarda la colonna “dove ti trova”: per la colazione conta la strada, per il pranzo il telefono, per l’aperitivo i social.
Dove comunicare
La posizione e la strada
Per un bar la posizione fa metà del marketing: non la cambi, ma puoi sfruttarla meglio. Chi passa deve capire da lontano che sei aperto e cosa offri: insegna leggibile, vetrina illuminata la mattina presto, una lavagna con il menu del giorno. Per insegne, lavagne sul marciapiede e tavolini fuori chiedi prima al tuo Comune: ognuno ha le sue regole sull’occupazione del suolo pubblico.
Google Maps: orari aggiornati, sempre
“Bar aperto vicino a me” è una delle ricerche più tipiche di chi è in giro. Google mostra le schede vicine e, se gli orari dicono “aperto”, ci mandano la gente. Se sei chiuso, quella persona non torna più.
Controlla gli orari di ogni giorno, il giorno di chiusura, e usa gli orari speciali per festivi, ponti, ferie d’agosto e chiusure improvvise. Aggiungi le foto del banco al mattino, delle brioche, del piatto del giorno, del dehors all’ora dell’aperitivo. Compila le caratteristiche: tavoli all’aperto, Wi-Fi, pagamento con carta. Ti spiego tutto nella guida a Google Business Profile.
Il consiglio
Metti un promemoria sul telefono il primo di ogni mese: “orari su Google”. Cinque minuti, e quasi nessuno lo fa.
WhatsApp per la pausa pranzo
Il cliente del pranzo decide tra le undici e mezzogiorno, alla scrivania. Se in quel momento gli arriva il tuo menu del giorno con i prezzi, hai già vinto. Chiedi il numero a chi pranza da te, promettigli solo il menu e nient’altro, e usa una lista broadcast di WhatsApp Business. Tutti i dettagli nella guida a WhatsApp Business.
Instagram per l’aperitivo
All’aperitivo il cliente sceglie dove andare guardando le foto: il bancone, i taglieri, il dehors al tramonto. Su Instagram pubblica foto e video brevi girati davvero nel tuo bar, con persone che hanno accettato di essere riprese. Pubblica il giovedì e il venerdì pomeriggio. Per organizzarti, guarda come si costruisce un piano editoriale per i social.
Attenzione all’alcol: cosa dice la legge
Quando promuovi l’aperitivo stai facendo pubblicità di bevande alcoliche, e qui le regole ci sono. La legge 30 marzo 2001, n. 125, all’articolo 13, vieta la pubblicità di alcolici che rappresenti minori intenti a bere, che attribuisca all’alcol effetti terapeutici o che rappresenti in modo positivo l’assunzione di bevande alcoliche; vieta inoltre la pubblicità, diretta o indiretta, nei luoghi frequentati soprattutto da minori di 18 anni.
In pratica: niente ragazzi giovanissimi nelle foto con il bicchiere in mano, niente messaggi del tipo “bevi e dimentica la settimana”, e per prudenza niente promozioni che spingono a bere di più (“tutto quello che riesci a bere”). Metti al centro il locale, il cibo e la qualità. Se fai sponsorizzate, anche le piattaforme come Meta hanno regole proprie sugli annunci di alcolici, compresi limiti di età del pubblico: leggile prima di partire. Nel dubbio, chiedi alla tua associazione di categoria.
Facebook e gli eventi
Facebook è ancora il posto dei tifosi e dei clienti adulti del quartiere: pubblica lì il calendario delle partite e delle serate. Per trasmettere le partite in un locale aperto al pubblico serve un abbonamento per esercizi commerciali, non quello di casa: verificalo con il fornitore. Per la musica, chiedi alla SIAE.
Cosa non serve
Le app di consegna, per un bar, raramente valgono la commissione. TikTok solo se in squadra c’è qualcuno a cui viene naturale. Sponsorizzate sull’intera provincia: il tuo cliente sta a pochi minuti da te.
Il bar non ha un cliente, ne ha tre. Chi lo dimentica comunica bene in un’ora della giornata e male nelle altre.
Gianfranco Grassi
I clienti abituali: tessere e recensioni
Il bar vive di abitudini. Il cliente che prende il caffè da te tutte le mattine vale più di qualunque post: dagli un motivo per non cambiare.
La tessera “dieci caffè, l’undicesimo te lo offro” funziona ancora. Ed è semplice anche sul piano delle regole: il DPR 430/2001, all’articolo 6, esclude dalle manifestazioni a premio i premi fatti di sconti o di quantità aggiuntive dello stesso prodotto acquistato, e i buoni da spendere nello stesso punto vendita. Se il premio è un oggetto diverso, come un gadget, si entra nelle operazioni a premio: lì fatti seguire dal commercialista.
Le recensioni contano soprattutto per chi è di passaggio. La legge 11 marzo 2026, n. 34 considera lecita la recensione scritta da chi ha davvero usufruito del servizio, entro 30 giorni, e non in cambio di sconti o vantaggi. Chiedila a voce ai clienti contenti, metti un QR al banco, e rispondi a tutte. Trovi esempi pronti nella guida alle recensioni Google.
Quando comunicare
Il bar ha il calendario della giornata e quello dell’anno.
| Periodo | Cosa succede | Cosa fare |
|---|---|---|
| Ogni giorno | Colazione, pranzo, aperitivo | Menu del giorno su WhatsApp alle 11; storia Instagram dell’aperitivo nel pomeriggio |
| Settembre | Si riaprono uffici e scuole, tornano le abitudini | Riparti con la tessera del caffè, raccogli i numeri per il menu del pranzo |
| Ottobre–novembre (adesso) | Campionati e coppe in corso, sere più corte, si sta più al chiuso; a fine ottobre torna l’ora solare | Calendario delle partite, proposte calde (cioccolata, vin brulé dove si usa), aggiorna gli orari su Google se cambi l’apertura serale, prepara gli aperitivi di dicembre |
| Dicembre | Auguri tra colleghi, aperitivi aziendali, vigilie e Capodanno | Proposta per gruppi e aziende comunicata entro novembre, orari delle feste su Google |
| Gennaio–febbraio | Si esce meno, Carnevale | Spingi colazione e pranzo, che non risentono della stagione; fidelizza |
| Marzo–maggio | Si torna fuori, dehors, Pasqua, ponti | Foto del dehors, aperitivo del fine settimana, orari dei ponti |
| Giugno–agosto | Pieno nelle zone turistiche, città vuote ad agosto; grandi tornei di calcio negli anni in cui ci sono | Orari estivi e ferie su Google, menu in inglese dove serve, serate delle partite |

Quanto investire
Fasce mensili indicative.
| Budget mensile | Quando ha senso | Cosa ci fai |
|---|---|---|
| Da 0 a 100 € | Bar di quartiere con clientela fissa, qualcuno in squadra che usa bene il telefono | Scheda Google curata, WhatsApp per il pranzo, tessera fedeltà, foto fatte in casa, recensioni |
| 150–400 € | Vuoi far crescere l’aperitivo o il pranzo, c’è concorrenza nella via | Gestione di Instagram e Facebook, piccole sponsorizzate nel raggio di pochi chilometri nel fine settimana, foto professionali una volta a stagione |
| Oltre 400 € | Locale grande, eventi frequenti, più fasce da riempire | Contenuti continui, campagne per eventi e serate, sito con menu ed eventi, raccolta contatti |
Se il bar è pieno a tutte le ore, il fai-da-te ben fatto basta. Per un riferimento sui costi di un aiuto esterno, nella pagina dei prezzi trovi gli abbonamenti di PRO motion, da 99 a 299 € al mese.
Gli errori che vedo più spesso
Orari sbagliati su Google
Il giorno di chiusura cambiato e mai aggiornato, le ferie dimenticate. È l’errore più costoso perché non lo vedi.
Comunicare solo l’aperitivo
Se il pranzo è mezzo vuoto, è lì che serve lavorare.
Promozioni che spingono a bere
“Bevi due, paghi uno” e simili sono di cattivo gusto e rischiano di scontrarsi con le regole sulla pubblicità degli alcolici. Promuovi il locale e il cibo.
Il menu del pranzo che nessuno conosce
Scritto sulla lavagna dentro il bar, che vede solo chi è già entrato. Mandalo, fotografalo, mettilo fuori.
Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto
- Ragiona per fasce orarie. Ti chiede quale momento della giornata vuoi far crescere, prima di proporti i post.
- Conosce le regole sugli alcolici. Chiedigli cosa non si può mostrare: se non lo sa, ti espone a rischi.
- Fotografa nel tuo bar. All’ora giusta, con i tuoi clienti, non con immagini di repertorio.
- Lavora nel tuo raggio. Le sponsorizzate devono coprire il quartiere e gli uffici vicini, non la regione.
- Ti lascia le chiavi. Scheda Google, profili social e numero WhatsApp restano intestati a te.
Al primo incontro chiedi: “Su quale fascia oraria lavoreresti per prima, e come misuriamo se funziona?”. Trovi altre domande utili nell’articolo su come scegliere un’agenzia di comunicazione. Per un bar di quartiere con clienti fedeli spesso basta un’ora di consulenza iniziale, poi vai avanti da solo.
Da dove cominciare questa settimana
- Controlla orari, giorno di chiusura e orari speciali della scheda Google, comprese le feste di fine anno.
- Carica cinque foto nuove: banco al mattino, brioche, piatto del giorno, aperitivo, dehors.
- Prepara una lista WhatsApp con i clienti del pranzo che te lo chiedono e manda il menu domani alle 11.
- Stampa le tessere del caffè e mettile alla cassa.
- Scrivi il calendario delle partite e delle serate di novembre e appendilo al banco.
Domande frequenti
Un bar ha bisogno di un sito?
Non di un sito grande: basta una pagina con orari, menu, eventi e contatti, come spiego nell’articolo sul sito web aziendale.
Posso pubblicare foto di cocktail e spritz?
Sì, ma senza minori, senza associare l’alcol a benefici e senza spingere a bere di più.
La tessera del caffè è un concorso a premi?
Se il premio è un caffè o uno sconto su quello che vendi, no: è tra le esclusioni del DPR 430/2001. Se il premio è un oggetto diverso, chiedi al commercialista.
Vuoi riempire la fascia che oggi rende meno?
In mezz’ora guardiamo la tua scheda Google, i tuoi social e come lavorano colazione, pranzo e aperitivo, e ti dico da dove partirei. Da ex ristoratore, gratis.