Marketing per architetti: guida completa

Gianfranco Grassi
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21 Ottobre 2026
·

Lettura: 8 minuti

Una progettista in giacca di jeans rivede la pianta di un appartamento sul tavolo da disegno, tra schizzi e taccuini
Tempo di lettura: 8 minuti

Aggiornato a ottobre 2026.

Molti architetti che incontro lavorano bene, hanno clienti contenti, ma ricevono incarichi a ondate e quasi sempre dagli stessi canali: il passaparola, l’impresa che chiama per la pratica, il collega che passa un lavoro. Quando quei canali rallentano, lo studio rallenta con loro.

Il privato che deve ristrutturare casa non sa quanto costa un architetto né cosa fa esattamente. Guarda cucine su Instagram e Pinterest, chiede a un’impresa, e l’architetto arriva quando le decisioni importanti sono già prese. La risposta breve è questa: il tuo marketing deve spiegare con progetti veri cosa cambia quando c’è un architetto, dire con chiarezza come calcoli il compenso e farti trovare nel momento in cui una famiglia ha appena comprato casa. Il codice deontologico lo permette, a patto di dire cose vere e verificabili.

In breve

  • Il portfolio è il tuo strumento principale, ma deve raccontare problema, scelte, tempi e fascia di spesa, non solo mostrare foto belle.
  • Privati e imprese sono due clienti diversi: al privato serve fiducia e chiarezza sui costi, all’impresa affidabilità e tempi certi.
  • Instagram, Pinterest e Houzz funzionano se mostri il tuo lavoro e il tuo metodo, non se rilanci progetti di altri.
  • La pubblicità informativa è ammessa con ogni mezzo dal codice deontologico CNAPPC, purché veritiera, corretta e non ingannevole. Anche i compensi si possono comunicare.
  • Autunno e inverno sono il momento di chi ha appena comprato casa e vuole i lavori in primavera: fatti trovare adesso.

Chi è il tuo cliente

Chi progetta interni per famiglie, chi segue pratiche per le imprese, chi lavora per negozi o partecipa a gare pubbliche: clienti diversi che decidono in modo diverso. Prima di aprire qualsiasi profilo, decidi quale vuoi far crescere.

Tipo di clienteCosa cercaDove ti trovaQuando
Coppia o famiglia che ha appena comprato casaCapire cosa si può fare, quanto costa davvero, in quanto tempo; qualcuno che li protegga dagli imprevistiPassaparola, Google (“architetto ristrutturazione” più città), Instagram, Pinterest, HouzzTra il compromesso e il rogito, e nei mesi subito dopo
Chi ristruttura la casa in cui viveUn progetto che risolva problemi precisi (spazi, luce, bagno, cucina) e una gestione del cantiere senza stressConsiglio di amici, impresa di fiducia, ricerca su GoogleAutunno e inverno per progettare, primavera ed estate per il cantiere
Impresa edile o general contractorUn tecnico affidabile per pratiche, progetto e direzione lavori, che rispetti i tempiRete personale, LinkedIn, ordine professionale, cantieri condivisiTutto l’anno, a ondate legate ai cantieri
Negozio, ristorante, studio professionaleUn locale che funzioni e venda, tempi di apertura certi, rispetto del budgetPortfolio di progetti commerciali, passaparola tra commercianti, LinkedInPrima di un’apertura o di un rinnovo, spesso con scadenze strette
Chi compra all’asta o per affittareUna stima rapida dei costi di ristrutturazioneConsulenti e agenzie immobiliari, GooglePrima dell’asta o del rogito
Enti pubblici e committenti di qualitàEsperienza dimostrata, premi, concorsi, pubblicazioniPiattaforme concorsi, riviste di settore, ordiniSecondo bandi e calendari dei concorsi
Sei clienti diversi per uno studio di architettura: ognuno arriva da una porta diversa.

Con Aste & Stralci Sardegna, la mia attività di consulenza sulle aste giudiziarie, vedo spesso persone che devono capire in pochi giorni quanto costerà ristrutturare un immobile prima di fare un’offerta. Un cliente che quasi nessun architetto cerca.

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Dove comunicare

Il portfolio: progetti raccontati, non solo fotografati

Il portfolio di molti studi è una galleria di immagini perfette senza una riga di spiegazione: il privato pensa “bello, ma non è casa mia” e chiude. Per ogni progetto scrivi com’era e cosa non funzionava, cosa voleva il cliente, le scelte fatte e perché, i tempi reali, la fascia di spesa. Aggiungi lo stato di fatto, se il cliente è d’accordo, e una foto del cantiere.

Per i progetti migliori paga un fotografo di interni: quelle immagini le userai per anni. E distingui sempre le foto dai render. Il portfolio vive sul tuo sito web, non solo su Instagram: lì decidi tu l’ordine, il testo e cosa trova Google.

Google Business Profile: la ricerca con la città

Chi cerca “architetto” più il nome della città vede prima la mappa. Scheda completa, categoria corretta, foto dei progetti e recensioni di clienti veri: è il canale più trascurato dagli architetti. Trovi tutti i passaggi nella guida a Google Business Profile e nell’articolo sulla SEO locale.

Instagram, Pinterest e Houzz: tre usi diversi

Instagram serve a far vedere come lavori: il sopralluogo, lo schizzo, la scelta dei materiali, il cantiere, la consegna. Un progetto raccontato in più puntate funziona meglio di dieci foto finite tutte insieme.

Pinterest è un motore di ricerca di idee dove chi ristruttura salva bagni e cucine. I pin durano mesi e portano al sito, se pubblichi immagini tue con descrizioni chiare (“bagno piccolo con doccia a filo”).

Houzz è una vetrina di settore con progetti e recensioni: utile per chi lavora con privati e interni, da valutare dopo sito e scheda Google.

LinkedIn e la rete per i clienti aziendali

Se lavori con imprese o attività commerciali, LinkedIn è più utile di Instagram: casi di progetti, cantieri, commenti sulle novità normative, con lo stile sobrio che funziona anche per gli avvocati e i commercialisti.

Concorsi e pubblicazioni

Concorsi, premi e pubblicazioni costruiscono credibilità, soprattutto con enti pubblici e committenti attenti al progetto. Il CNAPPC ha una sua piattaforma per concorsi di progettazione e premi. Al privato però “menzione” dice poco: sul sito spiega cosa significa in concreto.

Cosa non serve

Volantini, portali che vendono lo stesso contatto a cinque studi, TikTok fatto per obbligo, sponsorizzate generiche senza un portfolio dietro.

Il privato non compra un progetto. Compra la tranquillità di sapere che a fine lavori la casa sarà come l’ha immaginata, e costerà quanto gli hai detto.

Gianfranco Grassi

Le regole: cosa dice il codice deontologico

Il codice deontologico del CNAPPC, nella versione in vigore dal 2 dicembre 2024, dedica alla comunicazione l’articolo 36, “Pubblicità informativa”. Ammette con ogni mezzo la pubblicità che riguarda l’attività, le specializzazioni, i titoli posseduti, la struttura dello studio e i compensi richiesti. La pubblicità deve essere funzionale all’oggetto, veritiera e corretta, non deve violare il segreto professionale e non dev’essere equivoca, ingannevole o denigratoria. Il Consiglio dell’Ordine può verificare le campagne degli iscritti.

Altri articoli toccano il marketing più di quanto sembri:

  • Paternità dei progetti (artt. 5 e 20): non puoi attribuirti il lavoro di altri; per le opere progettate con colleghi indichi nomi e ruoli.
  • Compensi (art. 24): contratto scritto con preventivo, criteri di calcolo e voci di costo. Compensi palesemente sottostimati o assenti sono una grave infrazione disciplinare: il “progetto gratis” come esca non è una buona idea.
  • Equo compenso (art. 24 bis): nei casi previsti dalla legge 49/2023 il compenso deve essere proporzionato e rispettare i parametri ministeriali.
  • Rapporti con fornitori e imprese (artt. 14 e 32): non puoi accettare compensi da terzi interessati né fare patti con imprese sui servizi che rendono al tuo cliente.

Attenzione

Questa è una sintesi, non un parere. Prima di lanciare una campagna o un’offerta particolare, rileggi il testo completo e, nel dubbio, chiedi al tuo Ordine provinciale.

Compensi e trasparenza

La domanda che il privato non osa farti è “quanto costa un architetto?”. Se sul sito non trova niente, immagina una cifra spaventosa o va dall’impresa che “il progetto te lo fa lei”. Il codice ti permette di comunicare i compensi: usalo. Basta una pagina “Come lavoro e quanto costa” con le fasi (rilievo, progetto, pratiche, direzione lavori), come calcoli il compenso e due o tre esempi reali con una cifra di partenza.

Sui bonus edilizi: parlane solo con la fonte ufficiale e senza promettere che il cliente ne avrà diritto. Le percentuali cambiano con le leggi di bilancio; trovi le condizioni aggiornate sulla pagina dell’Agenzia delle Entrate sulle ristrutturazioni. Come comunicarli senza sbagliare l’ho spiegato nella guida al marketing per imprese edili, e lo stesso vale per te.

La rete con imprese e altri professionisti

Per molti studi la rete vale più di qualsiasi social. Imprese edili, agenti immobiliari, consulenti per le aste, notai, fornitori di arredo su misura incontrano ogni settimana persone che hanno bisogno di un architetto. Coltivare queste relazioni è marketing a tutti gli effetti.

La regola è la trasparenza: segnalazioni reciproche sì, percentuali sui lavori no. Il codice vieta i compensi da terzi interessati, e il cliente deve sapere che consigli un’impresa perché lavora bene, non perché ci guadagni.

Soggiorno contemporaneo con divano chiaro, tappeto e scala in legno illuminata, in un appartamento ristrutturato
Foto: Viaceslav Kat / Pexels

Quando comunicare

Siamo in autunno: è il momento in cui si progettano i lavori di primavera.

PeriodoCosa succedeCosa fare
SettembreSi riparte, nuovi acquisti di casaPortfolio e scheda Google aggiornati con i lavori estivi
Ottobre–dicembre (adesso)Chi ha comprato casa progetta i lavori; a fine anno si ragiona su spese e detrazioniPubblicare progetti completi con tempi e costi, pagina sui compensi, contenuti su come funziona una ristrutturazione, rapporti con agenzie e imprese
Gennaio–febbraioRichieste di preventivo dopo le feste, decisioni in famigliaRispondere in fretta, primo incontro ben preparato, eventuali sponsorizzate locali
Marzo–giugnoPartono i cantieri, fiere di settoreRaccontare i cantieri in corso
Luglio–agostoConsegne prima delle ferie, luce lungaServizi fotografici dei lavori finiti, candidature a premi e pubblicazioni
L’anno di uno studio che lavora con i privati: si progetta d’inverno, si costruisce d’estate.

Quanto investire

Fasce mensili indicative; il fotografo per i progetti migliori è una spesa a parte.

Budget mensileQuando ha sensoCosa ci fai
Da 0 a 150 €Studio individuale con buon passaparola e un po’ di tempo da dedicareScheda Google curata, Instagram fatto da te con il racconto dei cantieri, Pinterest con le tue foto, richiesta sistematica di recensioni
200–500 €Vuoi più clienti privati diretti e meno dipendenza dalle impreseSito con portfolio raccontato e pagina sui compensi, gestione dei social affidata fuori, piccole sponsorizzate locali a gennaio-febbraio
Oltre 500 €Studio strutturato o con progetti commercialiContenuti continuativi, campagne mirate, LinkedIn curato, newsletter a clienti e partner
Fasce indicative di spesa mensile per uno studio di architettura.

Se lavori quasi solo con imprese ed enti, il fai-da-te basta. Per un riferimento sui costi di un aiuto esterno, nella pagina dei prezzi trovi gli abbonamenti di PRO motion, da 99 a 299 € al mese, e il sito vetrina da 399 €.

Gli errori che vedo più spesso

Solo render

Convincono i colleghi. Il privato vuole case vere, abitate.

Instagram pieno di progetti altrui

Confonde chi guarda e, se non è chiaro di chi sono, urta le regole sulla paternità.

“Preventivo su richiesta” e basta

Nessuna indicazione sui compensi significa molte telefonate in meno, non clienti più selezionati.

Le case dei clienti esposte

Indirizzi, volti, documenti: serve il consenso scritto, e va tolto tutto ciò che identifica il cliente.

Il progetto gratis per prendere il lavoro

Svaluta te e la categoria, e il codice lo considera scorretto.

Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto

  • Conosce le regole della tua professione. Chiedigli dell’articolo 36: se non sa di cosa parli, ti proporrà slogan che non puoi usare.
  • Parte dal portfolio, non dai follower.
  • Ti lascia le chiavi. Dominio, sito, profili e scheda Google restano intestati a te.

Al primo incontro chiedi: “Come racconteresti il mio progetto migliore a una coppia che ha appena comprato casa?”. Se hai un portfolio solido e incarichi costanti dalla rete, ti basta una consulenza. Altre domande utili le trovi nell’articolo su come scegliere un’agenzia di comunicazione.

Da dove cominciare questa settimana

  • Scegli i tre progetti migliori e scrivi per ognuno problema, scelte, tempi e fascia di spesa.
  • Controlla la scheda Google: categoria, foto dei progetti, orari, e chiedi una recensione agli ultimi tre clienti soddisfatti.
  • Scrivi una bozza della pagina “Come lavoro e quanto costa”, con le fasi e i criteri del compenso.
  • Verifica di avere, per ogni progetto pubblicato, il consenso del cliente e i nomi dei colleghi coinvolti.
  • Fai una lista di cinque imprese, agenzie o consulenti con cui vale la pena prendere un caffè entro novembre.

Domande frequenti

Un architetto può fare pubblicità?

Sì, con ogni mezzo, purché veritiera, corretta, non ingannevole e non denigratoria (art. 36 del codice CNAPPC).

Posso pubblicare i miei compensi sul sito?

Sì, rientrano tra le informazioni ammesse dal codice.

Posso offrire il primo sopralluogo gratuito?

Il primo incontro conoscitivo è prassi comune, ma il codice considera scorretti i compensi assenti. Prima di promuoverlo, chiedi un parere al tuo Ordine.

Vuoi che il tuo portfolio porti incarichi, non solo complimenti?

In mezz’ora guardiamo insieme sito, scheda Google e profili del tuo studio, e capiamo cosa sistemare prima della primavera. Gratis, senza impegno.

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