Aggiornato a ottobre 2026.
Chi cambia commercialista non lo decide a caso. Lo decide quando arriva la parcella di fine anno, quando a giugno scopre all’ultimo l’importo di saldo e acconto, o quando a gennaio apre la partita IVA e cerca su Google «commercialista forfettario» più il nome della sua città. Se lo studio si fa trovare solo a quel punto, è tardi: chi apre a gennaio inizia a informarsi a novembre e dicembre.
La risposta breve è questa: scegli una o due nicchie di clienti, costruisci per ciascuna una pagina del sito chiara e una scheda Google curata, spiega le scadenze in modo semplice su sito, LinkedIn e newsletter ai clienti, e fallo dentro le regole del Codice deontologico, che sono più strette di quanto molti pensino. Niente prima consulenza gratuita pubblicizzata, niente messaggi non richiesti, niente promesse di risparmio.
In breve
- La pubblicità informativa è libera (art. 44 del Codice deontologico), ma deve essere veritiera, verificabile, non comparativa, non enfatizzante né superlativa.
- Vietati i messaggi elettronici non richiesti per offrire i tuoi servizi, i nomi dei clienti anche con il loro consenso e la pubblicità di prestazioni gratuite o a prezzi simbolici.
- Il periodo per farsi trovare dalle nuove partite IVA è adesso: novembre e dicembre preparano gennaio.
- Una nicchia chiara (forfettari, medici, agricoltori, affitti brevi, e-commerce) rende più di «offriamo tutti i servizi».
- I canali che lavorano: sito con pagine per nicchia, scheda Google, contenuti sulle scadenze, LinkedIn per le imprese.
Cosa dice il Codice deontologico, in pratica
Il riferimento è il Codice deontologico della professione approvato dal CNDCEC il 21 marzo 2024, in vigore dal 1° aprile 2024. Il TAR del Lazio, con la sentenza n. 13710 dell’11 luglio 2025, ha respinto il ricorso presentato contro il nuovo testo. Per la comunicazione contano tre articoli.
- Art. 44: la pubblicità informativa sull’attività, le specializzazioni, i titoli, la struttura dello studio e i compensi «è libera», con ogni mezzo. Le informazioni devono essere trasparenti, veritiere e corrette, e non possono essere «equivoche, ingannevoli, denigratorie, comparative, enfatizzanti, superlative o suggestive»; ognuna deve essere verificabile. È vietato inviare, anche tramite terzi, comunicazioni telematiche a potenziali clienti che non le hanno chieste. Non si possono indicare i nomi dei clienti, anche se hanno dato il consenso, né promuovere attività di altri soggetti. Il comma 11 aggiunge che il sito dello studio non può contenere riferimenti commerciali o pubblicitari: la lettura più prudente è niente banner, offerte o promozioni di terzi.
- Art. 24, comma 7: non si possono proporre o pubblicizzare prestazioni gratuite o a prezzi simbolici, in qualsiasi forma.
- Art. 39: sulla stampa e sui social network non si forniscono notizie coperte dal segreto professionale, non si spende il nome dei clienti e non si enfatizzano le proprie capacità.
Attenzione
Niente promesse di risparmio fiscale. «Paga meno tasse», «risparmia il 30%», «ti facciamo recuperare migliaia di euro» non sono verificabili e dipendono dalla situazione di ogni cliente: sono proprio le informazioni ingannevoli e suggestive che l’art. 44 vieta. Spiega invece cosa fai e come lavori. Questa è una sintesi pratica, non un parere: sui casi dubbi chiedi un orientamento al tuo Ordine.
Chi è il tuo cliente
«Chi ha una partita IVA» non è un cliente. Un giovane grafico in forfettario e una srl con dieci dipendenti cercano cose diverse, in momenti diversi.
| Tipo di cliente | Cosa cerca | Dove ti trova | Quando |
|---|---|---|---|
| Nuova partita IVA in forfettario | Chiarezza, un compenso annuo fisso, risposte veloci anche su WhatsApp o email | Google, gruppi e community della sua professione, amici che hanno già aperto | Novembre – gennaio, prima di aprire |
| Artigiano o ditta individuale insoddisfatto | Qualcuno che risponda e spieghi le scadenze prima, non dopo | Passaparola, Google Maps, fornitori, associazioni di categoria | Dopo il saldo di giugno o dopo la parcella di fine anno |
| Piccola società | Consulenza oltre agli adempimenti, competenza nel suo settore | Banca, avvocato, consulente del lavoro, LinkedIn | Chiusura dell’esercizio, bilancio, operazioni straordinarie |
| Professionista di una nicchia (medici, agricoltori, ASD, affitti brevi, e-commerce) | Uno studio che conosca già le regole del suo settore | Ricerche molto specifiche, passaparola tra colleghi, articoli divulgativi | Quando cambia qualcosa: nuova attività, nuova norma, un problema |
| Privato | 730, successioni, una casa in affitto | Google Maps, passaparola | Primavera ed estate |
Dove comunicare
Il sito: una pagina per nicchia e per servizio
La pagina «Servizi» con l’elenco contabilità, dichiarativi, consulenza societaria non porta nessuno. Funzionano pagine come «Commercialista per forfettari a Bologna», «Contabilità per medici in libera professione», «Partita IVA per affitti brevi»: per chi è, cosa comprende, come lavori, quali documenti servono, come si stabilisce il compenso. Puoi indicare i compensi, anche come fasce: l’art. 44 lo consente espressamente, e per una nuova partita IVA è spesso il dato decisivo. Ho spiegato cosa deve avere un sito web aziendale che porta contatti.
Google Business Profile
Chi cerca «commercialista vicino a me» sceglie dalla mappa. Rivendica la scheda, scegli la categoria corretta, metti orari, foto vere dello studio, un numero a cui risponde qualcuno, e nella descrizione le nicchie su cui lavori. Le recensioni contano: chiedile a chi è soddisfatto, senza offrire nulla, e quando rispondi non entrare mai nei dettagli fiscali del cliente. Il dovere di riservatezza vale anche lì.
Contenuti sulle scadenze
È il vostro vantaggio. Il calendario fiscale crea domande ogni mese: «cosa pago a novembre se sono forfettario», «chi deve fare il 730», «come funziona il primo anno di partita IVA». Un articolo chiaro per ciascuna, rivisto da te, porta visite per anni. Ai clienti già tuoi manda una newsletter mensile con le scadenze spiegate: li tiene vicini e li fa parlare di te. Agli altri, solo se si sono iscritti loro: l’invio non richiesto è vietato.
Serve se lavori con imprese e professionisti. Profilo completo con titolo e Ordine, post brevi che spiegano una novità e cosa cambia per un artigiano o una srl, commenti utili sotto i post degli altri. Quello che non puoi fare è il messaggio privato a freddo che offre i tuoi servizi: rientra nelle comunicazioni telematiche non richieste vietate dall’art. 44.
Instagram, TikTok, YouTube
Funzionano per una sola nicchia: i giovani in forfettario, i creator, chi apre un e-commerce. Video brevi che spiegano una regola con un tono sobrio. Se il tuo cliente tipo è l’impresa edile con otto dipendenti, lascia stare.
Cosa non fare
- «Prima consulenza gratuita» in evidenza sul sito o negli annunci: è pubblicità di una prestazione gratuita, vietata dall’art. 24.
- Email, SMS o messaggi LinkedIn a liste di aziende che non ti hanno contattato.
- Loghi delle aziende clienti, «seguiamo la contabilità di…», casi raccontati con dettagli riconoscibili.
- Superlativi e confronti: «il più conveniente della città», «il miglior studio per le partite IVA».
- Portali o intermediari che ti vendono il singolo cliente: l’art. 43 vieta ogni intermediazione che possa compromettere indipendenza e obiettività. Prima di aderire chiedi al tuo Ordine.
Quando comunicare
Il calendario fiscale è anche il tuo calendario di comunicazione.
| Periodo | Cosa succede | Cosa fare |
|---|---|---|
| Ottobre – novembre (adesso) | Ultime dichiarazioni dei redditi, secondo acconto a fine novembre; chi apre a gennaio inizia a informarsi | Pagine su apertura partita IVA e forfettario, scheda Google, articoli «primo anno di partita IVA» |
| Dicembre | Chi lavora da dipendente valuta di mettersi in proprio; fine esercizio | Contenuti su come scegliere il regime, newsletter ai clienti con le scadenze di inizio anno |
| Gennaio – febbraio | Aperture di partita IVA, cambi di studio | Presidiare Google e LinkedIn, rispondere in giornata alle richieste |
| Marzo – maggio | Certificazione Unica, 730, bilanci | Contenuti per privati e società; chiedere recensioni ai clienti seguiti nei mesi prima |
| Giugno – luglio | Saldi e acconti | Spiegare in anticipo ai clienti cosa pagheranno: è il momento in cui si perdono clienti |
| Agosto – settembre | Studio più tranquillo, scadenza del 730 | Scrivere gli articoli per l’autunno, rifare le pagine del sito |
Il cliente non cambia commercialista per pagare meno tasse. Lo cambia perché nessuno gli ha spiegato in tempo cosa stava per pagare.
Gianfranco Grassi

Quanto investire
Fasce indicative al mese, comprese eventuali campagne a pagamento, che devono rispettare le stesse regole dell’art. 44.
| Budget mensile | Cosa ci fai | Funziona se… |
|---|---|---|
| 0–150 € | Scheda Google curata, sito semplice con una pagina per nicchia, un articolo al mese scritto da te, LinkedIn aggiornato | Sei un professionista singolo con buon passaparola e un’ora a settimana |
| 300–700 € | Pagine per nicchia ben scritte, articoli mensili sulle scadenze rivisti da te, newsletter ai clienti, campagne Google mirate tra novembre e gennaio | Vuoi far crescere una nicchia precisa o le nuove partite IVA |
| Oltre 800 € | Contenuti continui su più nicchie, video, gestione delle richieste in un CRM | Lo studio ha più professionisti e qualcuno che risponde ai contatti in giornata |
Con PRO motion un sito vetrina parte da 399 € una tantum e gli abbonamenti mensili vanno da 99 € a 299 €: i dettagli sono nella pagina dei prezzi. Se lo studio è pieno e lavori solo su segnalazione, il fai-da-te basta.
Gli errori che vedo più spesso
- «Prima consulenza gratuita» come gancio. Funziona in altri settori, qui è vietata. Puoi parlare di un primo incontro conoscitivo senza farne una promessa di gratuità.
- Promettere risparmi. Oltre al problema deontologico, attira i clienti peggiori: quelli che ti lasceranno al primo F24 più alto del previsto.
- Il sito tutto uguale agli altri. Foto della calcolatrice, «professionalità e competenza», elenco dei servizi. Nessuno capisce per chi lavori.
- Nessun compenso indicato. Per una nuova partita IVA è la prima domanda. Se non trova nemmeno una fascia, chiama lo studio che la indica.
- Messaggi LinkedIn a freddo. Sono comunicazioni non richieste: vietate e anche inutili.
- Rispondere alle recensioni negative entrando nel merito. Basta una frase sulla situazione fiscale del cliente per violare la riservatezza.
Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto
- Conosce il vostro Codice deontologico. Chiedi: «Posso scrivere prima consulenza gratuita?». Se dice di sì, cambia interlocutore.
- Non ti propone campagne di email a freddo o liste di contatti comprate.
- Ti aiuta a scegliere una nicchia invece di promuovere tutti i servizi a tutti.
- Ti fa approvare ogni testo: la responsabilità deontologica e tecnica è tua.
- Sa scrivere semplice: chi apre una partita IVA non conosce la differenza tra saldo e acconto.
- Misura i contatti: chiamate dalla scheda Google, richieste dal sito, da quale pagina arrivano.
Al primo incontro chiedi anche: «Su quale nicchia partireste, e perché?». E se lo studio lavora a pieno regime solo su segnalazione e non vuoi crescere, un’agenzia non ti serve: sistema la scheda Google e il sito una volta, e basta.
Da dove cominciare questa settimana
- Rileggi sito e profili e togli «prima consulenza gratuita», superlativi, promesse di risparmio, nomi o loghi di clienti.
- Scegli la nicchia su cui vuoi crescere e scrivi la sua pagina: per chi è, cosa comprende, come lavori, compenso indicativo.
- Verifica di avere il controllo della scheda Google dello studio e aggiorna categoria, orari, foto e descrizione.
- Scrivi l’articolo «Aprire la partita IVA a gennaio: cosa fare a dicembre» e pubblicalo entro novembre.
- Prepara la newsletter di dicembre per i clienti con le scadenze di inizio anno spiegate in parole semplici.
Domande frequenti
Un commercialista può fare pubblicità?
Sì. L’art. 44 del Codice deontologico dice che la pubblicità informativa è libera con ogni mezzo, purché veritiera, verificabile, non comparativa e non enfatizzante, nel rispetto del decoro della professione.
Posso offrire la prima consulenza gratis?
Non puoi pubblicizzarla. L’art. 24 vieta di proporre o pubblicizzare prestazioni gratuite o a prezzi simbolici, in qualsiasi forma.
Posso pubblicare i miei compensi sul sito?
Sì, i compensi rientrano espressamente nella pubblicità informativa consentita. Anche fasce indicative aiutano molto le nuove partite IVA.
Posso scrivere alle aziende della mia zona per presentarmi?
Non con email o messaggi non richiesti che offrono i tuoi servizi: l’art. 44 lo vieta, anche se lo fa qualcuno per tuo conto.
Posso citare le aziende che seguo?
No, nemmeno con il loro consenso. Puoi descrivere i settori in cui lavori e i tipi di problemi che risolvi.
Vuoi farti trovare da chi apre la partita IVA a gennaio?
In una call di 30 minuti guardiamo insieme sito, scheda Google e nicchie su cui vuoi crescere, e ti dico cosa sistemare prima della stagione, nel rispetto delle regole della tua professione. È gratuita e senza impegno.