Marketing per agenzie assicurative: guida completa

Gianfranco Grassi
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28 Ottobre 2026
·

Lettura: 8 minuti

Un consulente in giacca esamina dei documenti al tavolo dell’ufficio mentre un cliente lo ascolta
Tempo di lettura: 8 minuti

Aggiornato a ottobre 2026.

Il problema di quasi ogni agenzia assicurativa che incontro è lo stesso: il portafoglio è fatto in gran parte di RC auto, e l’RC auto è il cliente meno fedele che esista. Arriva l’avviso di scadenza, il cliente apre un comparatore, trova qualche euro in meno e se ne va. Casa, infortuni, responsabilità civile dell’attività, previdenza: quelle polizze da te non le ha mai comprate, perché nessuno gliele ha spiegate al momento giusto.

La risposta, in breve: smetti di comunicare sul prezzo dell’auto, dove vince sempre qualcun altro, e comunica sui rischi che il tuo cliente non sa di avere, nel momento in cui ci pensa. Scheda Google curata, un sito che parla per tipo di cliente, newsletter e WhatsApp per i clienti che hai già, un calendario costruito sulle scadenze. Dentro regole precise: quelle dell’IVASS e quelle della tua mandante.

Il momento è adesso: tra novembre e gennaio si rinnovano molte polizze aziendali, e un titolare è più disposto a rivedere tutto.

In breve

  • La pubblicità dell’agenzia deve essere corretta, chiara, non fuorviante e riconoscibile come pubblicità, e quella preparata dall’agente va autorizzata prima dalla compagnia mandante (art. 54 del Regolamento IVASS n. 40/2018).
  • Sito e profili social che promuovono l’attività devono mostrare in home page, o in una pagina raggiungibile da lì, numero RUI, sede, contatti, vigilanza IVASS e modalità di reclamo (art. 79).
  • Per email, SMS e chiamate promozionali serve il consenso esplicito; con i clienti che hai già ci sono margini, ma con regole precise (art. 82).
  • Non inseguire l’RC auto con la pubblicità: usala come porta d’ingresso e lavora su casa, infortuni, aziende e professionisti.
  • Fine anno è la tua stagione: rinnovi, revisione delle coperture aziendali, detrazioni.

Le regole da conoscere prima di pubblicare qualsiasi cosa

Pochi settori hanno regole così dettagliate sulla comunicazione online. Il riferimento è il Regolamento IVASS n. 40 del 2 agosto 2018 (testo consolidato sul sito dell’IVASS), che attua il Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 209/2005). In pratica:

  • Pubblicità corretta e riconoscibile. L’art. 119-bis del Codice e l’art. 54 del Regolamento chiedono comunicazioni corrette, chiare, non fuorvianti, imparziali e complete, sempre identificabili come pubblicità. Per l’art. 54 quelle preparate dagli intermediari vanno autorizzate prima dalle imprese preponenti: se sei agente, il post o il volantino lo approva la compagnia.
  • Le istruzioni della mandante. L’art. 74 chiede agli agenti di seguire le indicazioni delle compagnie sull’uso professionale di siti, social e app, e di farle rispettare ai collaboratori di sezione E. Chiedi il regolamento interno della tua compagnia prima di fare qualsiasi cosa.
  • Cosa deve esserci su sito e social. L’art. 79 vuole in home page, o in una pagina raggiungibile da lì: dati identificativi e numero di iscrizione al RUI con il link per verificarla, sedi, telefono, email e PEC, la vigilanza dell’IVASS, i recapiti per i reclami e il rinvio all’Arbitro Assicurativo. Vale anche se ti limiti a promuovere l’attività.
  • Comunicazioni non richieste. L’art. 82 vuole il consenso esplicito per promuovere polizze via email, SMS o telefono. Eccezione: chi ti ha lasciato i recapiti comprando una polizza può ricevere comunicazioni su prodotti della stessa compagnia, salvo opposizione, e ogni messaggio deve dire come opporsi.

Attenzione

Niente «la polizza più conveniente della città», niente percentuali di risparmio su prezzi che dipendono dal profilo del cliente. Questa è una sintesi pratica, non un parere legale: il Regolamento è stato modificato più volte, quindi verifica sempre sul sito dell’IVASS e con l’ufficio compliance della tua mandante.

Chi è il tuo cliente

«Chi ha bisogno di un’assicurazione» vuol dire tutti, quindi nessuno. Un’agenzia lavora con tipi di cliente molto diversi, che arrivano da porte diverse.

Tipo di clienteCosa cercaDove ti trovaQuando
Automobilista a caccia di prezzoIl premio RC auto più basso, subitoComparatori, Google, il preventivo dell’amicoNel mese prima della scadenza, tutto l’anno
Famiglia (casa, infortuni, salute)Capire cosa copre davvero, un referente quando succede qualcosaPassaparola, Google Maps, l’agenzia sotto casaDopo un evento: casa nuova, un figlio, un danno da maltempo
Artigiano o piccola impresaRC verso terzi, multirischio, mezzi, coperture richieste dai clientiCommercialista, associazioni di categoria, fornitori, GoogleFine anno, apertura dell’attività, un contratto che chiede la polizza
Professionista (RC professionale)Una polizza adatta alla sua professione, senza sorprese sulle esclusioniColleghi, ordine professionale, ricerche molto specificheAll’iscrizione all’albo e alla scadenza annuale
Amministratore di condominioGlobale fabbricati, gestione rapida dei sinistriRete di amministratori, passaparolaPrima dell’assemblea, spesso in primavera
Chi pensa al futuro (vita, previdenza)Fiducia, tempo per capire, nessuna pressioneRelazione costruita negli anni, consulenza in agenziaCambi di vita: matrimonio, nascita, mutuo, pensione che si avvicina
Chi entra in un’agenzia assicurativa: bisogni, canali e momenti diversi.

Il primo fa volume ma non resta; diventa cliente di famiglia se al rinnovo gli chiedi: «E la casa come l’hai assicurata?».

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Dove comunicare

Google Business Profile: la tua seconda vetrina

Chi cerca «assicurazione casa» più il nome della città vede prima la mappa. Servono categoria giusta, orari aggiornati, foto vere dell’agenzia e recensioni, soprattutto quelle sui sinistri gestiti bene: chiedile tu, a sinistro chiuso. Tutto il resto è nella guida a Google Business Profile.

Il sito: pagine per tipo di cliente, non per prodotto

La pagina fornita dalla compagnia va bene come base, ma non porta nessuno. Funziona una pagina per ogni tipo di cliente: «Assicurazioni per artigiani a [città]», «Polizze per il condominio», «RC professionale per architetti». Ognuna spiega in parole semplici i rischi, cosa si può coprire e come lavori, con i dati dell’art. 79 raggiungibili dalla home. I testi, prima, li vede la compagnia. Ne parlo più in generale in cosa deve avere un sito aziendale per portare clienti.

Newsletter e WhatsApp: per chi è già tuo cliente

Il canale più redditizio è il portafoglio che hai già. Una newsletter mensile che spiega un rischio alla volta («cosa succede se il tuo bagno allaga il vicino»), mandata nei limiti dell’art. 82, vale più di qualsiasi campagna. WhatsApp Business serve per il servizio: scadenze, documenti, sinistri, non offerte non richieste. Qui trovi come usare WhatsApp Business senza diventare invadente.

Facebook e Instagram: sì, ma per farti conoscere

Sui social nessuno compra una polizza, ma vede le persone dell’agenzia, un consiglio prima di un’allerta meteo, una clausola spiegata. Funzionano i video brevi in cui parli tu di un caso tipo, senza nomi. Anche qui valgono l’art. 79 e l’ok della compagnia sui contenuti promozionali.

LinkedIn e rapporti con altri professionisti

Per imprese e professionisti la porta d’ingresso è un altro professionista: commercialista, consulente del lavoro, amministratore di condominio. LinkedIn serve a farti trovare preparato quando ti nominano; un incontro con le associazioni di categoria su un tema concreto porta più contatti di sei mesi di post.

Cosa non serve

TikTok raramente vale il tempo che chiede. La pubblicità sull’RC auto è una gara persa contro i comparatori: chi arriva per il prezzo se ne va per il prezzo. I volantini «preventivo gratuito» non ti distinguono da nessuno, e le liste di contatti comprate sono un rischio serio, visto l’art. 82.

L’RC auto è il motivo per cui un cliente entra la prima volta. La casa, l’infortunio e la sua attività sono il motivo per cui resta.

Gianfranco Grassi

Quando comunicare

Un’agenzia vive di scadenze, e il calendario si costruisce su quelle.

PeriodoCosa succedeCosa fare
Novembre – dicembre (adesso)Molte polizze annuali, soprattutto aziendali, vanno in rinnovo; chi vuole la detrazione dei premi deve pagare entro il 31 dicembreCheck coperture per imprese e professionisti, newsletter sulle polizze detraibili, orari di dicembre sulla scheda Google
GennaioRinnovi, nuove partite IVA, bilancio dell’annoContenuti per chi apre un’attività; recensioni dai clienti seguiti nei sinistri
Marzo – maggioMoto e barche tornano in strada e in acqua, assemblee di condominioPromemoria per le polizze stagionali, contatto con gli amministratori
Giugno – agostoViaggi, case al mare, agenzia a ritmo ridottoContenuti su viaggi e seconde case; testi dell’autunno da far approvare
Settembre – ottobreRientro, scuola, prime allerte meteoConsigli pratici su casa e maltempo, infortuni per sportivi e famiglie
Tutto l’annoScadenze RC autoAl rinnovo, sempre una domanda in più: casa, famiglia, attività
Il calendario dell’agenzia assicurativa: la stagione di fine anno è quella su cui lavorare adesso.

L’RC auto ha una sua regola: non si rinnova in modo tacito e la compagnia deve avvisarti della scadenza (art. 170-bis del Codice delle assicurazioni). È il momento in cui il cliente pensa all’assicurazione: aggiungi al messaggio di rinnovo una riga, approvata dalla compagnia, che lo inviti a rivedere anche il resto.

Quanto investire

Dipende dalle persone in agenzia, dal territorio e da cosa ti dà già la compagnia, che spesso fornisce sito base e grafiche: chiedilo prima di spendere.

Budget mensileQuando ha sensoCosa ci fai
Fino a 150 €Agenzia con un portafoglio solido, che vuole fidelizzare più che crescereScheda Google, recensioni chieste con metodo, newsletter ai clienti, WhatsApp Business. Lo fai quasi tutto da solo
300 – 700 €Vuoi crescere su imprese, professionisti o famiglie della tua zonaSito con pagine per tipo di cliente, due contenuti al mese, social, una piccola campagna locale su «assicurazione casa [città]», non sull’RC auto
800 – 1.500 € e oltrePiù punti vendita o subagenzie, territorio ampio, obiettivi chiari sui rami non autoPubblicità continuativa su Google e Meta, contenuti video, misurazione di contatti e preventivi per canale
Fasce indicative: tutti i testi promozionali vanno comunque autorizzati dalla mandante.

Se l’agenzia è piccola e il portafoglio pieno, il fai-da-te basta. Se vuoi un supporto continuativo, i nostri abbonamenti partono da 99 € al mese: trovi tutto nei prezzi.

Gli errori che vedo più spesso

  • Comunicare solo il prezzo dell’auto. Ti mette in gara con chi ha più budget e attira i clienti meno fedeli.
  • Pubblicare senza passare dalla compagnia. Un’offerta non autorizzata può incrinare il rapporto con la mandante.
  • Sito e social senza le informazioni obbligatorie. RUI, vigilanza IVASS, reclami e Arbitro Assicurativo mancano in moltissimi siti di agenzia. Sistemarli costa un’ora.
  • Linguaggio da contratto. Franchigia, massimale, rivalsa vanno spiegati: chi capisce una clausola si fida di chi gliel’ha spiegata.
  • Non chiedere recensioni dopo un sinistro gestito bene. È il momento in cui il cliente è più grato e la sua storia convince più di qualsiasi slogan.

Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto

Chi ti aiuta deve capire che non vendi scarpe. I criteri che userei:

  • Conosce le regole del settore: RUI, art. 79, autorizzazione della mandante, senza che sia tu a spiegarglieli.
  • Parte da uno o due tipi di cliente, non da «tutti».
  • Prepara i testi in anticipo, così la compagnia ha il tempo di approvarli.
  • Scrive semplice: chiedi un esempio di clausola spiegata.
  • Misura contatti e preventivi per canale, non i «mi piace».

Al primo incontro chiedi: «Come gestite l’approvazione dei contenuti con la mia compagnia?» e «Su quale segmento di clienti partireste, e perché?». Se l’agenzia lavora bene solo con il passaparola e non vuoi crescere, un’agenzia di comunicazione non ti serve: sistema scheda Google e sito una volta, e basta.

Da dove cominciare questa settimana

  1. Controlla sito e profili social: aggiungi numero RUI, link al registro, vigilanza IVASS, recapiti per i reclami e rinvio all’Arbitro Assicurativo, come chiede l’art. 79.
  2. Chiedi alla compagnia mandante il regolamento per la comunicazione online e i materiali già approvati.
  3. Aggiorna la scheda Google con gli orari di dicembre e tre foto vere dell’agenzia e delle persone.
  4. Fai una lista delle imprese e dei professionisti con polizze in scadenza tra dicembre e gennaio e fissa un check delle coperture.
  5. Verifica i consensi della tua lista email prima di mandare la newsletter di fine anno.

Domande frequenti

Un agente assicurativo può fare pubblicità da solo?

Sì, ma le comunicazioni pubblicitarie che prepara vanno autorizzate prima dalla compagnia mandante (art. 54 del Regolamento IVASS n. 40/2018).

Cosa deve esserci sul sito di un’agenzia assicurativa?

In home page o in una pagina raggiungibile da lì: dati identificativi, numero di iscrizione al RUI e link per verificarlo, sedi, contatti con PEC, vigilanza IVASS, recapiti per i reclami e rinvio all’Arbitro Assicurativo (art. 79).

Posso mandare una newsletter ai miei clienti?

Con il consenso esplicito, sì. Senza, solo a chi ti ha lasciato i recapiti comprando una polizza, per prodotti della stessa compagnia e indicando come opporsi (art. 82).

Conviene fare pubblicità sull’RC auto?

Di solito no: è il terreno dei comparatori. Meglio investire su casa, imprese e professionisti, e usare il rinnovo auto per parlare del resto.

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