Aggiornato a novembre 2026.
Chi ha un negozio di scarpe oggi si sente dire la stessa frase almeno una volta a settimana: “le provo qui e poi vedo online”. È la paura di tutto il settore, e ha un fondamento. Ma c’è un dato di fatto che gioca a tuo favore: la scarpa va provata. Il numero cambia da marca a marca, il piede largo non lo scopri da una foto, il bambino che cresce va misurato, la signora con l’alluce valgo non compra al buio. Ogni reso fatto da casa è un cliente che, la volta dopo, potrebbe venire da te.
Il marketing di un negozio di calzature serve a far sapere questo, nel momento giusto: che da te si prova, si misura, si trova il numero, si cambia senza discussioni. Non devi battere i grandi siti sul prezzo. Devi farti cercare da chi ha bisogno della scarpa giusta e farti ricordare da chi l’ha trovata.
In breve
- Il tuo vantaggio sull’online è la prova e la misura: mettilo al centro di ogni messaggio, non il prezzo.
- Bambini, comfort e cerimonie sono i clienti che scelgono il negozio, non il sito: parla prima a loro.
- Su Instagram mostra la scarpa al piede, con il numero disponibile scritto: vende più di qualsiasi foto da catalogo.
- Novembre e dicembre si giocano su regali e pantofole, più che su sconti: decidi adesso cosa fare per Black Friday e Natale.
- Un elenco di clienti su WhatsApp (“ti avviso quando arriva il tuo numero”) vale più di mille follower.
Chi è il tuo cliente
Un negozio di scarpe non ha un cliente solo. Ha una mamma con un bambino di sei anni, un uomo che deve andare a un matrimonio sabato, una signora che cerca da mesi una scarpa che non le faccia male, un ragazzo che vuole una sneaker precisa. Ognuno decide in modo diverso.
| Tipo di cliente | Cosa cerca | Dove ti trova | Quando |
|---|---|---|---|
| Genitori con bambini | Misura corretta, scarpa che sostiene, qualcuno che consigli | Passaparola tra genitori, Google Maps, gruppi WhatsApp della scuola | Fine agosto e settembre, cambio di stagione, quando il piede cresce |
| Chi cerca comfort (piede delicato, età avanzata, lavoro in piedi) | Pianta larga, plantare estraibile, prova con calma | Google (“scarpe comode” con la città), figli e nipoti, consiglio del podologo | Tutto l’anno, con picchi al cambio di stagione |
| Cerimonie (sposi, invitati, comunioni) | La scarpa abbinata all’abito, in tempo, con il numero giusto | Instagram, vetrina, consiglio dell’atelier o della sartoria | Da marzo a settembre, con le comunioni in primavera |
| Cliente di moda (donna e uomo) | Le novità della stagione, il modello visto in giro | Instagram, vetrina, passaggio in centro | Arrivo delle collezioni: settembre-ottobre e marzo-aprile |
| Chi compra un regalo | Pantofole, accessori, un buono da spendere | Passaggio davanti al negozio, post sui social a dicembre | Novembre e dicembre, Festa della mamma e del papà |
Le prime due righe sono quelle su cui l’online è più debole. Se il tuo negozio è il posto dove “ti misurano il piede e non ti vendono la scarpa sbagliata”, hai un motivo per essere scelto che nessun sito può copiare.
Dove comunicare
Google Business Profile: il primo posto da sistemare
Quando qualcuno cerca “negozio scarpe” o “scarpe bambino” nella tua città, la scheda Google è la prima cosa che vede. Deve avere categoria corretta, orari veri (compresi quelli speciali di dicembre), foto recenti dell’interno e delle vetrine, e una descrizione che dica cosa ti rende diverso: misurazione del piede per i bambini, numeri difficili, calzature comode, marchi che tratti. Aggiungi alcuni prodotti nella sezione dedicata e aggiornali al cambio di stagione. Le recensioni Google che parlano di “mi hanno consigliato bene” valgono oro: chiedile a chi esce soddisfatto.
Instagram: la scarpa al piede
La foto del catalogo la ha chiunque venda quel marchio. Quello che hai solo tu è la scarpa indossata, nel tuo negozio, con la luce vera. Un reel di dieci secondi con una persona che cammina fa venire voglia di provarla. Scrivi sempre i numeri disponibili e il prezzo, se puoi: chi deve chiedere in privato per sapere quanto costa, spesso lascia perdere.
WhatsApp: l’elenco del “ti avviso io”
È lo strumento più sottovalutato del settore. Il cliente che non trova il suo numero e se ne va è un cliente perso, a meno che tu non gli dica: “lasciami il numero, ti scrivo quando arriva”. Con WhatsApp Business puoi etichettare i contatti (bambini, comfort, cerimonia) e mandare messaggi mirati solo a chi ha accettato di riceverli.
Il sito: serve, anche senza vendere online
Un sito semplice con marchi trattati, servizi (misurazione, ordini su richiesta, cambio), orari e mappa ti fa trovare su Google per ricerche che la scheda da sola non copre. Vendere online è un altro mestiere: magazzino sincronizzato, resi, spedizioni, concorrenza dei grandi. Valutalo solo se hai prodotti difficili da trovare o un pubblico fuori città, e leggi prima sito vetrina o e-commerce.
La vetrina
Per un negozio in centro resta il canale principale. Cambiala spesso, poche scarpe ben illuminate con il prezzo leggibile, un tema per periodo (scuola, cerimonia, regalo). E fotografala: è già un post.
Cosa non serve
Volantini a pioggia nelle cassette della posta: costano e di solito finiscono nel cestino. TikTok, se non hai qualcuno in negozio che ci si diverte davvero. E i grandi marketplace, se non hai una struttura per ordini e resi.
Quando comunicare
Il calendario di un negozio di calzature segue le stagioni e le scuole. Siamo all’inizio di novembre: le prossime otto settimane sono le più importanti dell’anno per i regali.
| Periodo | Cosa succede | Cosa fare |
|---|---|---|
| Novembre | Primo freddo, stivali e scarpe invernali, Black Friday venerdì 27 | Post sugli stivali al piede, numeri disponibili, decidi entro metà mese cosa fare per il Black Friday |
| Dicembre | Regali di Natale, pantofole, buoni, feste di fine anno | Angolo regali vicino alla cassa, buoni regalo, confezione curata, cambio garantito dopo le feste, orari speciali su Google |
| Gennaio-febbraio | Saldi invernali, piede dei bambini da ricontrollare | Comunica i saldi rispettando le regole della tua Regione; messaggio ai genitori per la misurazione |
| Marzo-maggio | Arrivo primavera-estate, comunioni e cresime, Festa della mamma | Vetrina cerimonia, contatti con atelier e parrocchie, primi sandali |
| Giugno-agosto | Matrimoni, sandali, saldi estivi | Scarpe da cerimonia “all’ultimo minuto”, sandali al piede su Instagram |
| Fine agosto-settembre | Rientro a scuola, nuove collezioni | Campagna “misura il piede prima della scuola”, elenco WhatsApp dei genitori |
| Ottobre | Stagione invernale in pieno, cambio dell’armadio | Scarpe comode e impermeabili, preparazione delle vetrine di Natale |
Attenzione
Se per il Black Friday o prima dei saldi annunci uno sconto, il prezzo “prima” da indicare è il più basso praticato nei 30 giorni precedenti, come prevede l’articolo 17-bis del Codice del consumo (il ministero ha pubblicato le domande frequenti sugli annunci di riduzione di prezzo). Date dei saldi ed eventuali limiti alle promozioni nelle settimane prima li decide la Regione: controlla con il Comune o l’associazione di categoria. Ne parlo anche nella guida al marketing per abbigliamento donna.
Per il Black Friday non sei obbligato a scontare. Per un negozio di scarpe funzionano spesso alternative che non ti tolgono margine: le pantofole in omaggio sopra una certa spesa, una serata riservata ai clienti dell’elenco WhatsApp, il buono regalo con una confezione speciale. Lo sconto, se lo fai, mettilo su una selezione precisa, non su tutto.
Online si compra una scarpa. In negozio si compra la certezza che quella scarpa ti vada bene.
Gianfranco Grassi
Quanto investire
Le cifre dipendono da quanto è grande il negozio e da quanto tempo hai. Queste sono fasce indicative, al mese, con le condizioni in cui hanno senso.
| Budget mensile | Quando ha senso | Cosa ci fai |
|---|---|---|
| 0-150 € | Negozio di paese con clientela fedele, tu o un collaboratore avete un’ora al giorno | Scheda Google curata, 3-4 post a settimana fatti in negozio, elenco WhatsApp, qualche piccola sponsorizzazione nei periodi forti |
| 300-600 € | Negozio in città con concorrenza, vuoi farti conoscere da chi non passa in centro | Gestione social affidata in parte, foto e video fatti bene a ogni collezione, pubblicità locale su Instagram e Facebook nei periodi chiave, sito vetrina aggiornato |
| 800-1.500 € | Più punti vendita o vendita online già avviata | Gestione completa di social e pubblicità, campagne su Google, newsletter, cura del catalogo online e analisi dei risultati |
Detto con onestà: se il negozio lavora bene con il passaparola e hai qualcuno in squadra che fa foto decenti, la prima fascia basta. Quello che non basta è non fare niente e sperare che la vetrina regga da sola contro chi è su Google e Instagram. Se vuoi capire quanto può costare una sponsorizzazione, leggi quanto costa fare pubblicità su Facebook e Instagram.
Gli errori che vedo più spesso
Usare solo le foto dei fornitori. Sono belle ma sono di tutti. Chi vede la stessa foto su dieci profili non ha motivo di scegliere il tuo. E attenzione ai loghi dei marchi: chiedi al fornitore cosa puoi usare.
Non dire i numeri disponibili. “Disponibile in negozio” non basta. “Ultimi: 37, 38 e 40” fa muovere le persone, e ti evita dieci messaggi di chi ha il 36.
Inseguire il prezzo online. Non puoi vincere quella gara. Puoi vincere sul servizio: prova, misura, consiglio, ordine del numero mancante, cambio facile.
Dimenticarsi dei bambini. I genitori sono i clienti più fedeli che esistano, se li tratti bene: tornano a ogni stagione per anni. Eppure pochi negozi li ricontattano.
Il Black Friday improvvisato. Lo sconto deciso la settimana prima, su tutto, con un cartello scritto a mano. Ti toglie margine a ridosso del Natale, quando avresti venduto comunque.
Orari di dicembre non aggiornati. Domeniche aperte, chiusure, aperture serali: se su Google c’è scritto “chiuso”, il cliente va altrove.
Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto
- Conosce il commercio di vicinato. Chi lavora solo con e-commerce ti proporrà di vendere online prima di aver sistemato il negozio.
- Viene in negozio a fare foto e video. Il materiale va prodotto da te, non scaricato.
- Sa lavorare per stagioni. Deve proporti un calendario con collezioni, scuola, cerimonie e feste, non un post al giorno a caso.
- Ti fa misurare quello che conta. Persone entrate dopo un post, messaggi ricevuti, chiamate dalla scheda Google, non solo i “mi piace”.
- Lascia tutto intestato a te. Profili, scheda Google, dominio, account pubblicitari.
Domande da fare al primo incontro: come mi fai trovare da chi cerca scarpe comode o scarpe da bambino nella mia città? Cosa faresti per il Black Friday senza farmi svendere? Come useresti le foto dei fornitori, e con quali permessi? Altri criteri utili li trovi in come scegliere un’agenzia di comunicazione.
Se hai un negozio piccolo, clienti affezionati e voglia di fare da te, un’agenzia non ti serve: ti basta un’ora al giorno con il telefono in mano e un calendario.
Da dove cominciare questa settimana
- Aggiorna la scheda Google: foto delle scarpe invernali, orari di dicembre, descrizione con i servizi (misura, ordini su richiesta, cambio).
- Prepara un cartello alla cassa: “Non trovi il tuo numero? Lasciaci il contatto, ti avvisiamo noi”.
- Scatta tre video brevi di stivali al piede e pubblicali con numeri e prezzo.
- Decidi cosa farai per il Black Friday del 27 novembre e annota i prezzi praticati in questi giorni.
- Prepara i buoni regalo e un angolo pantofole e accessori vicino alla cassa.
Domande frequenti
Mi conviene aprire un e-commerce?
Solo se hai prodotti che altri non hanno (numeri particolari, marchi esclusivi, artigianato) e qualcuno che gestisca ordini e resi ogni giorno. Altrimenti è meglio un sito vetrina e la prenotazione del numero via WhatsApp.
Posso usare le foto del catalogo dei marchi?
Dipende dagli accordi con il fornitore: chiedi sempre. Ma anche quando puoi, alternale con foto tue: sono quelle che fanno riconoscere il negozio.
Come convinco chi prova in negozio e poi compra online?
Non lo convinci con la predica. Lo convinci con un servizio che online non ha: il consiglio sul numero, il cambio senza spedizioni, l’ordine del modello mancante, l’avviso quando arriva. E con un prezzo onesto, anche se non è il più basso.
Ha senso fare pubblicità a pagamento?
Sì, se è concentrata nei periodi forti (rientro a scuola, Natale, cerimonie) e su una zona precisa intorno al negozio. Tutto l’anno, con budget piccoli, rende poco.
Vuoi preparare il tuo negozio a Natale?
In 30 minuti guardiamo insieme scheda Google, social e vetrina, e ti dico cosa sistemare prima del Black Friday e delle feste. Senza impegno.