Marketing per agriturismi: guida completa

Gianfranco Grassi
·
16 Ottobre 2026
·

Lettura: 8 minuti

Colline con uliveti e casali in pietra, con la nebbia del mattino nelle valli sullo sfondo
Tempo di lettura: 8 minuti

Aggiornato a ottobre 2026.

Un agriturismo non è un hotel in campagna e non è un B&B con l’orto. È un’azienda agricola che fa tre mestieri insieme: cucina, ospitalità e vendita dei propri prodotti. Il problema di chi lo gestisce è che di solito li comunica come se fossero uno solo, oppure non li comunica affatto, perché tra campi, animali, cucina e camere il tempo per il marketing non c’è.

La risposta, in breve: il tuo motore sono i pranzi, soprattutto la domenica e le feste, e i clienti della tua provincia. Le camere arrivano dopo, e spesso arrivano proprio da chi è venuto a pranzo. In autunno si decide gran parte dell’anno: chi apre adesso le prenotazioni per Natale e Capodanno e racconta i weekend di vendemmia, olio nuovo e castagne riempie i tavoli. Chi aspetta dicembre trova le famiglie già sistemate altrove.

In breve

  • Ristorazione, alloggio e vendita dei prodotti hanno clienti diversi: parlane in modo diverso, sullo stesso sito.
  • Il pranzo della domenica e delle feste porta il cliente locale; il cliente locale torna, compra e consiglia.
  • Ottobre e novembre sono i mesi in cui si prenotano i pranzi di Natale, i gruppi e le cene aziendali.
  • Le regole sugli agriturismi sono regionali: prima di promettere menu, posti o attività, verifica cosa ti consente la tua Regione.
  • Recensioni su Google e foto vere della cucina valgono più di qualsiasi slogan sulla “genuinità”.

Chi è il tuo cliente

La differenza con un hotel o un B&B è che buona parte dei tuoi clienti non dorme da te. Arriva in macchina da trenta o cinquanta chilometri, mangia, compra una bottiglia d’olio e torna a casa.

Tipo di clienteCosa cercaDove ti trovaQuando
Famiglie della zona, pranzo della domenicaMenu abbondante a prezzo chiaro, spazio per i bambini, parcheggioGoogle Maps, passaparola, FacebookTutto l’anno, decide in settimana
Gruppi per le festePranzo di Natale, Santo Stefano, Capodanno, Pasquetta, tavolate grandiPassaparola, Google, chiamata direttaPrenota da ottobre per Natale, da febbraio per Pasqua
Cerimonie e ricorrenzeBattesimi, comunioni, compleanni, anniversari: sala, menu, prezzo a personaGoogle, sito, chi c’è già statoCon mesi di anticipo, soprattutto in inverno per la primavera
Coppie e amici nel weekendUna notte fuori, cena, passeggiata, esperienza in aziendaInstagram, portali, GoogleWeekend d’autunno e primavera, ponti
Turisti in vacanza, anche stranieriCamera tranquilla, piscina, cucina del territorio, escursioniOTA, portali di agriturismi, Google MapsPrimavera ed estate, prenota da gennaio
Scuole, gruppi organizzati, aziendeVisita didattica, pranzo per gruppi, giornata in campagnaContatto diretto, elenchi regionali, associazioniLe scuole programmano in autunno per la primavera
Chi compra i prodottiOlio, vino, formaggi, salumi, conserve, cesti regaloIn azienda dopo il pranzo, WhatsApp, sitoRaccolta, Natale, regali aziendali
I clienti di un agriturismo: molti arrivano per pranzo e tornano per tutto il resto.
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Prima del marketing: cosa ti consente la tua Regione

A livello nazionale l’agriturismo è disciplinato dalla legge 96 del 2006, che lo definisce come attività connessa a quella agricola e riserva la denominazione “agriturismo” alle aziende agricole che lo esercitano. Il dettaglio, però, lo decidono le Regioni: quanti posti letto e quanti coperti puoi avere, quale quota dei piatti deve venire da prodotti tuoi o del territorio, se puoi servire pasti anche a chi non dorme da te, come si diventa fattoria didattica, quali attività ricreative puoi offrire.

Per il marketing questo conta molto. Non puoi promettere un menu “tutto a chilometro zero” se la tua Regione ti chiede una certa percentuale e tu non la raggiungi, né pubblicizzare il pranzo di Capodanno per duecento persone se la tua autorizzazione ne prevede la metà. Se hai camere o appartamenti, valgono anche gli obblighi delle strutture ricettive, a partire dal CIN da indicare negli annunci, che ho spiegato nella guida ai B&B.

Attenzione

Le norme cambiano da Regione a Regione e vengono aggiornate spesso. Prima di lanciare una nuova attività o un nuovo pacchetto, chiedi conferma all’ufficio regionale competente o all’associazione di categoria a cui sei iscritto.

Dove comunicare

Google Maps: il canale che conta di più

Chi cerca “agriturismo pranzo domenica” o “agriturismo vicino a me” lo fa su Google, quasi sempre dal telefono. La scheda deve avere orari veri (con i giorni di chiusura e le aperture solo su prenotazione ben chiari), foto dei piatti e della sala, il numero di telefono e WhatsApp, il link al menu. E le recensioni: per un agriturismo sono spesso il motivo della scelta. Chiedile a fine pranzo, rispondi a tutte, anche alle negative. Come fare lo spiego in recensioni Google: come ottenerle e rispondere.

Un sito con tre porte

Il tuo sito deve dire subito a chi entra dove andare: “Mangiare”, “Dormire”, “I nostri prodotti”, più una pagina per cerimonie e gruppi. Ogni sezione con prezzi o fasce di prezzo, foto vere, come prenotare. Il menu fisso con il prezzo a persona è la cosa più cercata: se non c’è, il telefono squilla per chiederlo. Per i prodotti non serve per forza un e-commerce: spesso basta un elenco con i prezzi e un “ordina su WhatsApp”. Cosa deve avere un sito che porta clienti l’ho scritto in sito web aziendale.

WhatsApp e un elenco di clienti

Il tuo patrimonio sono le famiglie che sono già venute. Con il loro consenso, una lista WhatsApp ti permette di annunciare il menu delle feste, l’olio nuovo, la serata della castagnata. Due o tre messaggi l’anno, ben fatti, riempiono più tavoli di un mese di post. Tutto quello che serve sapere su strumenti e consenso è nella guida a WhatsApp Business.

Instagram e Facebook

Qui funziona il racconto dell’azienda: la raccolta delle olive, il formaggio che stagiona, il pane nel forno a legna, il tavolo apparecchiato davanti al camino. Facebook è ancora forte con il pubblico locale che organizza i pranzi in famiglia; Instagram con le coppie e i turisti. Una piccola campagna sponsorizzata nel raggio di cinquanta chilometri per il menu di Natale o per Pasquetta ha senso; quanto spendere lo trovi nella guida a Meta Ads.

OTA e portali

Per le camere, i portali di prenotazione (Booking, Airbnb e quelli specializzati negli agriturismi) ti portano i turisti, soprattutto stranieri. Usali come vetrina e lavora per spostare sul diretto chi torna. Per i pranzi, invece, la maggior parte dei clienti prenota ancora per telefono o WhatsApp: un sistema di prenotazione online aiuta solo se lo tieni aggiornato.

Cosa non serve

TikTok, salvo che in famiglia qualcuno lo usi già con piacere. E i siti di coupon, che riempiono la sala di gente che non tornerà a prezzo pieno.

Esperienze, scuole e gruppi

Il turismo esperienziale per un agriturismo non è una moda: è quello che hai già. La raccolta delle olive, la vendemmia, la mungitura, il laboratorio di pasta fresca o di formaggio, la passeggiata nei campi con merenda. Trasformale in proposte con un nome, una durata, un prezzo e un numero minimo di partecipanti, e mettile sul sito. Diventano anche regali da vendere a Natale.

Le scuole programmano le uscite in autunno per la primavera. Se la tua Regione prevede l’iscrizione come fattoria didattica, è quasi sempre la condizione per lavorare con loro. Prepara una scheda semplice con i percorsi per fascia d’età, i tempi, i costi per alunno e la sicurezza, e mandala alle scuole della provincia tra ottobre e novembre. Lo stesso vale per centri anziani, parrocchie, associazioni e aziende che cercano una giornata in campagna o una cena di fine anno: per i gruppi grandi trovi altri spunti nella guida al marketing per banqueting e sale ricevimenti.

Quando comunicare

PeriodoCosa succedeCosa fare
Ottobre-novembre (adesso)Vendemmia, olio nuovo, castagne; si prenotano Natale, Capodanno e le cene aziendaliMenu delle feste online con prezzo, messaggio ai clienti abituali, weekend d’autunno, offerta di cesti e regali aziendali
DicembrePranzi delle feste, Capodanno, regaliGestire bene le prenotazioni e le caparre, raccogliere recensioni e contatti
Gennaio-febbraioMesi lenti, si programmano cerimonie e vacanzePagina cerimonie aggiornata, listino camere, contatti con le scuole
Marzo-aprilePasqua, Pasquetta, 25 aprile, comunioniMenu di Pasqua da febbraio, foto nuove dell’azienda in primavera
Maggio-giugnoGite scolastiche, cerimonie, primi turistiEsperienze in azienda, scheda Google aggiornata con orari estivi
Luglio-agostoTuristi, piscina, cene all’apertoRisposte veloci, recensioni, foto e video per l’inverno
SettembreVendemmia, sagre, ritorno dei clienti localiProgrammare l’autunno, contattare scuole e aziende
Il calendario di un agriturismo segue quello dei campi e delle feste.

Ho gestito un’attività di ristorazione per diciotto anni, e una cosa l’ho imparata presto: il pranzo di Natale si vende a ottobre, non a dicembre. Le famiglie decidono con largo anticipo, e chi pubblica per primo il menu con il prezzo raccoglie le prenotazioni.

Quanto investire

Budget mensileCosa ci faiFunziona se…
Zero euro, qualche ora a settimanaScheda Google curata, recensioni, Facebook e Instagram, lista WhatsApp con consensoLavori soprattutto con il pubblico locale e hai qualcuno in famiglia che segue i social. Qui il fai-da-te basta.
150-300 € al meseSito aggiornato con menu e prenotazioni, contenuti fatti con un professionista, campagne locali per le festeVuoi riempire i pranzi fuori stagione e vendere più prodotti, ma non hai tempo di seguire tutto.
400-800 € al meseIn aggiunta: gestione delle camere sui portali, email ai clienti, vendita online dei prodotti, campagne per esperienze e cerimonieHai camere, ristorazione e prodotti che lavorano tutto l’anno, e punti anche sul turismo da fuori regione.
Fasce orientative. Foto professionali e sito sono spese una tantum a parte.

Se vuoi farti affiancare, abbonamenti e sito sono nella pagina prezzi.

Gli errori che vedo più spesso

  1. Il menu delle feste pubblicato a metà dicembre. Le tavolate si sono già organizzate altrove.
  2. Nessun prezzo da nessuna parte. “Chiamare per informazioni” ti riempie il telefono di domande e svuota le prenotazioni.
  3. Orari sbagliati su Google. La famiglia arriva il lunedì a pranzo e trova chiuso: recensione da una stella assicurata.
  4. Foto di repertorio o del 2015. Il cliente vuole vedere la tua sala, i tuoi piatti, la tua campagna.
  5. Prodotti venduti solo a chi passa. Chi ha comprato l’olio a novembre lo ricomprerebbe a marzo, se avessi il suo contatto.
  6. Promettere quello che la Regione non consente. Coperti, attività o prodotti “tutti nostri” che non lo sono: è un rischio, non una scorciatoia.

In un agriturismo il pranzo della domenica porta il cliente. Il prodotto che si porta a casa lo fa tornare.

Gianfranco Grassi

Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto

  • Capisce la differenza tra agriturismo e hotel. Se ti parla solo di portali e tariffe, non ha capito che il tuo motore sono i pranzi.
  • Viene in azienda. Le foto e i racconti migliori si fanno sul posto, nei momenti giusti dell’anno.
  • Conosce i limiti delle norme regionali, o almeno sa che esistono e ti chiede di verificarli.
  • Misura le prenotazioni, non i like. Telefonate, messaggi, tavoli, prodotti venduti.
  • Ti lascia la proprietà di tutto. Sito, dominio, account, elenco clienti.

Domande da fare al primo incontro: cosa faresti per riempire i pranzi di novembre e gennaio? Come mi aiuti a vendere i prodotti fuori dall’azienda? Come capiamo da dove arriva ogni prenotazione?

Una frase onesta: se lavori soprattutto con il pubblico della tua zona, hai i tavoli pieni e qualcuno in famiglia che segue la scheda Google, l’agenzia non ti serve.

Da dove cominciare questa settimana

  • Pubblica il menu di Natale e Santo Stefano, con prezzo a persona, su sito, scheda Google e Facebook.
  • Controlla che orari e giorni di chiusura siano uguali su Google, sito e social.
  • Scrivi ai clienti abituali che ti hanno dato il consenso per annunciare le prenotazioni delle feste.
  • Prepara una scheda di una pagina per scuole, gruppi e aziende, e mandala a dieci contatti.
  • Fotografa i prodotti dell’autunno e prepara l’offerta dei cesti di Natale.

Domande frequenti

Posso usare la parola “agriturismo” anche se faccio solo ristorazione?

Dipende dalla tua autorizzazione: la denominazione è riservata alle aziende agricole che esercitano l’attività agrituristica secondo le regole della propria Regione. Verifica con l’ufficio regionale.

Conviene stare su Booking se ho poche camere?

Sì, per farti trovare dai turisti, soprattutto stranieri. Poi lavora per portare sul diretto chi torna.

Devo vendere i prodotti online?

Non per forza. Per partire basta un elenco con i prezzi e gli ordini su WhatsApp; l’e-commerce ha senso quando le richieste da fuori zona diventano regolari.

Come gestisco le prenotazioni dei pranzi delle feste?

Menu e prezzo pubblicati presto, conferma scritta con numero di persone e orario, caparra per le tavolate grandi.

Vuoi riempire i tavoli delle feste?

In 30 minuti guardiamo insieme scheda Google, sito e social del tuo agriturismo, e ti dico cosa fare questo autunno. Senza impegno.

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