Aggiornato a ottobre 2026.
Una landing page è una pagina costruita per un solo scopo: far fare una cosa precisa a chi ci arriva da una campagna. Prenotare la cena di San Silvestro, chiedere il preventivo per la caldaia, iscriversi alla prova gratuita in palestra. Non spiega chi sei e cosa fai in generale, come la home: prende una persona che ha cliccato su un annuncio o su un link e la porta, senza distrazioni, a quell’unica azione.
Ti serve quando paghi per portare gente su una pagina, o quando hai un’offerta con una data di inizio e di fine. Non ti serve se non hai niente di preciso da proporre: in quel caso una buona pagina servizio fa lo stesso lavoro. Qui trovi la differenza, la struttura che funziona e un modello da copiare.
In breve
- Una landing page ha un obiettivo e un solo invito all’azione: un pulsante, un modulo, un numero WhatsApp.
- Serve soprattutto per le campagne a pagamento, le offerte stagionali e gli eventi. Senza un’offerta precisa, è una pagina inutile.
- La struttura che funziona: promessa, prova, offerta, invito all’azione, modulo breve.
- Deve aprirsi in fretta sul telefono, perché da lì arriva quasi tutto il traffico degli annunci social.
- Se c’è un modulo, servono l’informativa privacy e, per il marketing, un consenso separato e non preselezionato.
Perché conta
La scena che vedo più spesso: un locale paga un annuncio su Facebook per le cene aziendali di dicembre. Chi clicca arriva sulla home: la storia della famiglia, il menu alla carta, gli orari estivi ancora lì. Della cena aziendale nemmeno una parola. La persona cerca per dieci secondi e chiude. L’annuncio ha funzionato, la pagina no, e il titolare conclude che “Facebook non serve”.
Chi ha cliccato su “Menu cene aziendali da 35 euro” deve trovare subito quel menu, il prezzo, le date libere e un modo veloce per bloccare la serata. Quando annuncio e pagina dicono la stessa cosa, le richieste arrivano. Quando no, stai pagando clic che finiscono nel vuoto.
Landing page, home page e pagina servizio: la differenza
| Pagina | A chi parla | Cosa deve fare | Quanto dura |
|---|---|---|---|
| Home page | A chiunque arrivi, anche senza sapere niente di te | Far capire in pochi secondi chi sei, dove sei e cosa fai, e smistare verso le altre pagine | Sempre |
| Pagina servizio | A chi cerca su Google un servizio preciso (“riparazione caldaie Sassari”) | Spiegare quel servizio, rispondere ai dubbi, farti contattare | Sempre, e cresce nel tempo |
| Landing page | A chi ha cliccato su un annuncio, un’email o un link con un’offerta precisa | Far fare una sola azione legata a quell’offerta | Quanto dura la campagna o l’offerta |
La differenza pratica più evidente è il menu. Home e pagine servizio sono fatte per esplorare. Una landing page toglie quasi tutto, perché ogni link in più è una porta da cui la persona esce.
Quando serve davvero (e quando no)
Ti conviene una landing page in questi casi:
- Campagne a pagamento. Se fai annunci su Facebook, Instagram o Google con un’offerta precisa, la pagina dedicata è quasi sempre l’investimento più utile dopo l’annuncio stesso. Come si imposta la campagna lo trovi nella guida a Meta Ads per chi parte da zero.
- Offerte stagionali. Prenotazione dei panettoni, cambio gomme, controllo caldaia prima dell’inverno, buoni regalo di Natale, iscrizioni di settembre. Hanno un inizio e una fine e meritano una pagina che parli solo di quello.
- Eventi. Una serata a tema, un open day, un corso, una degustazione. Data, luogo, posti, prezzo e un modo per prenotare.
- Raccolta contatti. Una guida gratuita o un listino in cambio dell’email.
Non ti serve, o non ancora, in questi casi:
- Non fai pubblicità e non mandi newsletter: nessuno ci arriverebbe.
- Non hai un’offerta, ma vuoi “farti conoscere”. Una landing page senza offerta è una home peggiore.
- I clienti ti trovano su Google cercando un servizio: lì lavora meglio una pagina servizio curata, che resta e si posiziona.
Come si costruisce una landing page che funziona
La struttura che uso è sempre la stessa, dall’alto verso il basso. Cambiano i contenuti, non l’ordine.
1. La promessa, in alto
Il titolo deve ripetere, quasi con le stesse parole, quello che diceva l’annuncio. Se l’annuncio diceva “Controllo caldaia a 80 euro entro novembre”, il titolo della pagina dice quello, non “Benvenuti nel sito di Impianti Rossi”. Sotto, una riga che spiega a chi è rivolta l’offerta e cosa ottiene. Accanto, una foto vera: il locale, il prodotto, il tecnico al lavoro.
Il pulsante principale deve vedersi già in questa prima schermata, senza scorrere, anche sul telefono.
2. La prova
Subito dopo, dai alla persona un motivo per crederti. Funzionano le recensioni vere (meglio se riprese da Google, con nome e data), le foto dei lavori fatti, il numero di anni di attività, una breve frase di un cliente. Due o tre elementi forti bastano.
3. L’offerta, detta per intero
Cosa è incluso, cosa no, quanto costa, fino a quando vale, quanti posti ci sono. Se il prezzo dipende dal caso, scrivi “a partire da” e spiega da cosa dipende.
4. Un solo invito all’azione
Una pagina, un’azione. “Prenota il tavolo”, “Chiedi il sopralluogo”, “Scarica il listino”. Il pulsante può comparire più volte lungo la pagina, ma fa sempre la stessa cosa. Con quattro pulsanti diversi la persona si ferma a scegliere e spesso non sceglie niente. Al massimo tengo il telefono come riserva per chi preferisce chiamare.
5. Il modulo breve
Chiedi solo quello che ti serve per rispondere: nome, telefono o email, e una o due informazioni utili all’offerta (data e numero di persone per una cena, comune e tipo di impianto per un sopralluogo). Ogni campo in più fa abbandonare qualcuno.
Il consiglio
Dopo l’invio, non lasciare la persona davanti a un “Grazie” vuoto. Una pagina di ringraziamento che dice cosa succede adesso (“ti richiamiamo entro domani alle 12”, “controlla l’email: ti abbiamo mandato il listino”) riduce le telefonate di sollecito ed è anche il punto più semplice da cui misurare i risultati.
6. Velocità e telefono
Chi clicca su un annuncio di Instagram è sul telefono, spesso con una connessione lenta. Google indica come riferimento i Core Web Vitals: il contenuto principale dovrebbe comparire entro 2,5 secondi, la pagina dovrebbe rispondere ai tocchi entro 200 millisecondi e non dovrebbe “saltare” mentre si carica. In pratica: immagini compresse, niente video automatico in alto, pulsanti grandi per il pollice. Provala sul tuo telefono, con il wifi spento, prima di accendere la campagna.
7. La privacy nel modulo
Se la pagina raccoglie dati, valgono le regole del Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR). In concreto, sotto il modulo servono:
- un link all’informativa privacy (articolo 13 del Regolamento), che dica chi tratta i dati, per cosa, per quanto tempo e quali diritti ha la persona;
- se vuoi usare quei contatti anche per mandare offerte in futuro, una casella di consenso separata, facoltativa e non spuntata in partenza;
- il banner dei cookie, se sulla pagina ci sono il pixel di Meta, il tag di Google Ads o altri strumenti di tracciamento: si attivano solo dopo il consenso.
Se raccogli dati delicati, come quelli sulla salute, fatti controllare moduli e informativa da un consulente privacy.
8. Misura quello che succede
Prima di partire decidi cosa conta come risultato: un modulo inviato, un clic sul pulsante WhatsApp, una chiamata. Poi contalo: pagina di ringraziamento, conversioni collegate agli annunci, link con i parametri della campagna. Se vuoi impostare bene la misurazione, è il lavoro del servizio di analisi e monitoraggio.
Esempi per tipo di attività
| Attività | Offerta della landing page | Prova che convince | Azione e modulo |
|---|---|---|---|
| Ristorante | Menu cene aziendali di dicembre | Foto della sala apparecchiata, recensioni di gruppi | Richiesta data: nome, telefono, data, numero di persone |
| Pasticceria | Prenotazione panettoni e dolci di Natale | Foto dei prodotti veri, anni di laboratorio | Prenotazione con ritiro: nome, telefono, prodotti, giorno |
| Termoidraulico | Controllo caldaia prima dell’inverno | Patentini, zona coperta, recensioni sui tempi | Richiesta sopralluogo: nome, telefono, comune, tipo di caldaia |
| Palestra | Settimana di prova gratuita a gennaio | Foto della sala e degli istruttori, orari | Prenotazione prova: nome, telefono, fascia oraria |
| Studio professionale | Primo incontro di orientamento | Ambiti di competenza, iscrizione all’albo | Richiesta appuntamento: nome, email, argomento in una riga |
| Struttura ricettiva | Pacchetto per un ponte o un weekend | Foto delle camere, recensioni recenti | Richiesta disponibilità: date, persone, email |
Se vuoi approfondire un settore, trovi i calendari e le offerte stagionali nelle guide, per esempio quella per le pasticcerie o per le palestre.
Modello di struttura da copiare
Questo è lo scheletro che puoi passare a chi ti fa il sito, o usare tu con il costruttore di pagine. Sostituisci le parti tra parentesi quadre.
Modello di landing page
- Titolo: [l’offerta, con le stesse parole dell’annuncio]. Esempio: “Cene aziendali di dicembre: menu completo a 35 euro a persona”.
- Sottotitolo: [per chi è e cosa ottiene]. Esempio: “Per gruppi da 10 a 60 persone, sala riservata e brindisi incluso. Ultime date libere.”
- Pulsante: [verbo + cosa]. Esempio: “Blocca la tua data”.
- Foto vera del prodotto, del locale o del lavoro.
- Tre punti su cosa è incluso, in una riga ciascuno.
- Prova: due recensioni vere con nome e data, oppure tre foto di lavori o eventi fatti.
- Dettagli dell’offerta: prezzo, scadenza, posti, cosa non è incluso.
- Tre domande frequenti con risposta breve.
- Modulo: [3-5 campi], link all’informativa privacy, casella facoltativa per le offerte future.
- Pulsante ripetuto e, sotto, il telefono per chi preferisce chiamare.
- Piè di pagina minimo: ragione sociale, indirizzo, partita IVA, privacy e cookie. Niente menu.
E la pagina di ringraziamento: “Grazie [nome], abbiamo ricevuto la tua richiesta. Ti richiamiamo entro [quando] dal numero [numero]. Se hai fretta, scrivici su WhatsApp.”
Cosa evitare
- Cambiare messaggio tra annuncio e pagina. Se l’annuncio parla di sconto e la pagina non lo nomina, la persona pensa di aver sbagliato posto.
- Il menu completo del sito in alto. Ogni voce è un’uscita.
- Più offerte sulla stessa pagina. Una pagina per offerta: se ne hai tre, fai tre pagine.
- Moduli da compilare come una pratica in comune. Cinque campi bastano quasi sempre.
- Offerte scadute lasciate online. Una pagina che parla dei panettoni a marzo fa pensare a un’attività trascurata.
Gli errori che vedo più spesso
Il primo è costruire la pagina di corsa, a campagna già accesa: i primi giorni di budget finiscono su una pagina mezza fatta.
Il secondo è non rispondere: se nessuno richiama entro poche ore, la persona ha già chiesto a un altro. Decidi prima chi risponde e quando.
Il terzo è giudicare la pagina dopo due giorni. Aspetta la fine della campagna e poi cambia una cosa alla volta, il titolo o il modulo, non tutto insieme. Per capire quanto mettere in campagna e cosa aspettarti, leggi quanto costa fare pubblicità su Facebook e Instagram.
L’annuncio porta la persona alla porta. La landing page decide se entra.
Gianfranco Grassi
Domande frequenti
La landing page deve stare sul mio sito?
È meglio di sì: stesso dominio, stessi colori, e i dati restano a te. Con WordPress puoi crearla sul tuo dominio senza abbonamenti esterni.
Una landing page si posiziona su Google?
Di solito non è il suo scopo, perché il traffico arriva dagli annunci o dalle email. Se vuoi essere trovato su Google per un servizio, ti serve una pagina servizio stabile, non una pagina di campagna.
Quanto costa farne una?
Dipende da come è fatto il tuo sito e da quanti testi e foto hai già. Su un sito curato è un lavoro contenuto; se il sito va rifatto, cambia tutto. Per un’idea dei costi di un sito leggi quanto costa un sito web.
Quante landing page mi servono?
Una per ogni offerta che pubblicizzi. Di solito sono tre o quattro all’anno, legate alle stagioni, e si aggiornano invece di rifarle.
Hai una campagna in arrivo e non sai dove mandare chi clicca?
In mezz’ora guardiamo insieme la tua offerta, il sito che hai e dove arriva oggi chi clicca sui tuoi annunci, e decidiamo se ti serve una landing page e come deve essere fatta. Gratis e senza impegno.