Aggiornato ad agosto 2026.
Un sito web costa da 400 a 6.000 euro. La forbice non è un modo di dire per non rispondere: sono preventivi veri, per attività simili, arrivati sulla stessa scrivania nello stesso mese. Se sei qui, è probabile che tu ne abbia due davanti e non riesca a capire perché uno chiede il triplo dell’altro.
La risposta corta è che quasi mai stai confrontando lo stesso prodotto. Un preventivo da 500 euro e uno da 3.500 possono chiamarsi entrambi “sito vetrina” e contenere due lavori diversi: nel primo i testi li scrivi tu, nel secondo li scrive qualcuno; nel primo si parte da un template già pronto, nel secondo si decide pagina per pagina cosa deve fare. Nessuno dei due è una truffa. Solo, uno dei due non fa la cosa che ti serve.
Qui sotto trovi le fasce di prezzo reali, le voci che compongono un preventivo una per una, i costi che spuntano dopo la consegna e le cinque domande da fare a chiunque ti mandi un numero. Alla fine ci sono anche i nostri prezzi, perché sarebbe curioso scrivere un articolo sulla trasparenza dei costi e poi rispondere “dipende”.
Le fasce di prezzo, subito
Parliamo di siti realizzati in Italia da freelance o piccole agenzie, per attività che hanno da uno a venti dipendenti. Le cifre sono una tantum, IVA a parte a seconda del regime di chi fattura.
| Fascia | Che cosa ottieni | Ha senso se |
|---|---|---|
| 400 – 800 € | Template acquistato e compilato con i tuoi testi e le tue foto. Tre o quattro pagine. Nessuna strategia dietro. | Ti serve un indirizzo dove mandare chi ti conosce già. Un biglietto da visita online. |
| 800 – 2.000 € | Struttura pensata sul tuo caso, 5-8 pagine, testi rivisti o riscritti, SEO di base impostata, modulo di contatto che funziona. | Vuoi che il sito porti qualche richiesta, non solo che esista. |
| 2.000 – 5.000 € | Progetto vero: 10 pagine o più, testi scritti da zero, fotografie, pagine dedicate ai singoli servizi, SEO impostata per farsi trovare su ricerche precise. | Il sito è un canale commerciale e deve reggere il confronto con concorrenti che ci hanno già investito. |
| 5.000 € e oltre | Vendita online, prenotazioni e calendari, più lingue, integrazioni con gestionali, sviluppo su misura. | Il sito non racconta l’attività: è l’attività, o una parte consistente. |
La fascia in cui finisce la maggior parte delle piccole imprese italiane è la seconda o la terza. Sotto, si compra un oggetto; sopra, si compra un progetto.
Perché due preventivi per lo stesso sito differiscono di 3.000 euro
Ho visto decine di preventivi, miei e di altri. Le differenze grosse nascono quasi sempre da quattro voci, e sono le quattro che nei preventivi non si vedono perché non hanno una riga dedicata.
Chi scrive i testi
È la voce che sposta di più, ed è quasi sempre nascosta. “Contenuti a cura del cliente” scritto in fondo alla pagina due significa che fra tre settimane il sito è pronto e fermo, perché tu non hai avuto tempo di scrivere la pagina servizi. Succede talmente spesso che ormai lo do per scontato: se i testi li devi fare tu, metti in conto un mese in più e la possibilità concreta che il sito non esca mai.
Template compilato o struttura decisa
Un template costa 50 euro e si riempie in due giorni. Non è il male: il problema è che decide lui l’ordine delle cose. Se vendi un servizio dove la fiducia conta più del prezzo, e il template mette il listino in cima e le recensioni in fondo, stai lavorando contro te stesso con un sito che sembra bello.
Se qualcuno si occupa di farlo trovare
Un sito online non è un sito trovato. Servono titoli scritti per le ricerche che fanno le persone, pagine separate per servizi separati, la scheda Google collegata. È lavoro che si vede solo dopo due o tre mesi e per questo è il primo a sparire dai preventivi al ribasso. Se vuoi capire di che cosa si tratta concretamente, ne parlo nella pagina sull’ottimizzazione SEO.
Che cosa succede il giorno dopo la consegna
Il preventivo economico finisce alla consegna. Poi il plugin va aggiornato, il modulo smette di mandare le mail e non se ne accorge nessuno per due mesi, il numero di telefono cambia e nessuno lo cambia sul sito. Non è cattiveria di chi ha fatto il lavoro: non era compreso, ed era scritto.
Nessuno compra un sito perché gli serve un sito. Lo compra per il cliente che oggi non arriva — e quello, nel preventivo, non è mai scritto.
Le voci che compongono davvero un preventivo
Un preventivo onesto si legge come una fattura di un artigiano: si capisce che cosa si sta pagando. Questa è la scomposizione tipica di un sito da circa 2.000 euro, con il peso indicativo di ogni voce.
| Voce | Che cos’è | Peso sul totale |
|---|---|---|
| Struttura e progettazione | Decidere quali pagine servono, in che ordine, che cosa deve fare ognuna | 10-15% |
| Design e grafica | Impaginazione, colori, adattamento a telefono e tablet | 15-25% |
| Testi | Scrittura delle pagine, se non li fornisci tu | 20-30% |
| Fotografie | Servizio fotografico sul posto, oppure selezione di immagini d’archivio | 0-15% |
| Realizzazione tecnica | Costruzione delle pagine, moduli, velocità, sicurezza | 20-30% |
| SEO di base | Titoli, descrizioni, struttura dei titoli, invio a Google | 10-15% |
| Scheda Google | Apertura o sistemazione della scheda dell’attività, collegamento al sito | 3-5% |
| Consegna e istruzioni | Passaggio delle credenziali e mezz’ora per imparare a modificare le cose semplici | 3-5% |
Se in un preventivo trovi una sola riga — “realizzazione sito web, 1.800 €” — non è un problema di forma. È che non puoi togliere niente per far scendere il prezzo, e non puoi accorgerti di quello che manca.
Sotto i 500 euro che cosa compri davvero
Compri un template compilato, e va detto senza sarcasmo: per certe attività basta e avanza. Se hai un laboratorio che lavora su passaparola da vent’anni e ti serve solo un posto dove far vedere gli orari, le foto dei lavori e il numero di telefono, un sito da 400 euro fa esattamente quel mestiere. Anzi, spendere 3.000 euro sarebbe uno spreco: quei soldi, nel tuo caso, rendono molto di più investiti nella scheda Google e nelle recensioni.
Quello che non compri sotto i 500 euro è la possibilità che il sito porti clienti nuovi. Perché per portarli deve comparire nelle ricerche, e per comparire nelle ricerche deve avere pagine costruite su quelle ricerche — cioè testi scritti apposta, cioè lavoro, cioè tempo di qualcuno. Un preventivo può togliere quasi tutto tranne il tempo.
Il modo per non sbagliare acquisto è deciderlo prima: ti serve un sito perché non ce l’hai, o perché ti servono clienti? Sono due problemi diversi e costano cifre diverse.
Una tantum o abbonamento: due modi diversi di pagare
Negli ultimi anni accanto al prezzo unico si è diffuso il canone mensile, e la confusione fra i due è la ragione per cui certi preventivi sembrano incomparabili. Non sono la stessa cosa scritta in modo diverso.
Il prezzo unico paga la costruzione. Il giorno della consegna il sito è tuo e finisce lì: quello che succede dopo lo paghi a parte, a ore o a intervento.
Il canone paga il lavoro che continua: contenuti pubblicati, SEO, scheda Google, aggiornamenti, assistenza. In quasi tutte le formule il costo di costruzione resta separato e agevolato — si chiama setup — perché chi te lo fa lo recupera nei mesi. Due domande da fare sempre, prima di firmare un canone: se smetto, il sito resta a me? e il dominio a chi è intestato? Se le risposte non sono “sì” e “a te”, stai affittando, non comprando, e vale la pena saperlo prima.
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I costi che arrivano dopo, e che nessuno mette nel preventivo
| Voce | Quanto | Quando |
|---|---|---|
| Dominio | 10-30 € l’anno | Ogni anno, sempre |
| Hosting | 50-150 € l’anno per un sito piccolo | Ogni anno, sempre |
| Aggiornamenti e sicurezza | Da poche decine di euro l’anno a un canone di manutenzione | Ogni anno, se non vuoi sorprese |
| Modifiche ai contenuti | A ore, se non è compreso | Ogni volta che cambia qualcosa |
| Rifacimento | Simile al costo iniziale | Ogni 4-6 anni |
Su un sito piccolo, dominio e hosting insieme stanno fra i 60 e i 120 euro l’anno. È poco, ma è la voce che quasi tutti dimenticano di mettere a bilancio — e quando la mail di rinnovo arriva a un indirizzo che non esiste più, il sito sparisce nel giro di qualche giorno. L’ho visto succedere anche ad attività avviate.
I nostri prezzi, visto che parliamo di trasparenza
Sarebbe curioso scrivere tremila battute sul diritto di sapere quanto costa una cosa e poi chiudere con “contattaci per un preventivo personalizzato”. Questi sono i numeri di [PRO] motion, aggiornati ad agosto 2026. Siamo in regime forfettario: sono prezzi netti, non c’è IVA da aggiungere.
| Formula | Setup iniziale | Canone | Cosa comprende |
|---|---|---|---|
| Sito vetrina senza abbonamento | da 399 € una tantum | — | Sito professionale, ottimizzato per telefono, modulo di contatto. Alla consegna è tuo. Nessuna SEO continuativa, nessun contenuto, nessun report. |
| Base | 199 € | 99 €/mese | Sito di 5 pagine, SEO di base, 1 contenuto a settimana, scheda Google ottimizzata, assistenza via mail |
| Attivo | 299 € | 199 €/mese | SEO avanzata, 2 contenuti a settimana più 2 post social, scheda Google premium, assistenza WhatsApp |
| Completo | 499 € | 299 €/mese | SEO completa, 3-4 contenuti a settimana più 3 social, scheda Google con gestione recensioni e advertising, assistenza telefonica |
Il setup costa meno del suo valore reale perché è riservato a chi attiva un abbonamento, e la condizione è scritta: il prezzo agevolato vale se l’abbonamento resta attivo dodici mesi. Puoi disdire quando vuoi senza penali sul canone; se interrompi prima, il sito viene conguagliato al prezzo pieno. Non è una trappola, è l’unico modo per cui un sito professionale può partire da 199 euro. Il dettaglio di ogni piano sta nel listino completo con cosa comprende ogni formula, e il modo in cui lavoriamo su un sito nuovo è raccontato nella pagina sulla creazione di siti web.
Le cinque domande da fare a chi ti manda un preventivo
Non servono competenze tecniche. Servono cinque domande, e le risposte ti dicono più del prezzo.
- I testi chi li scrive? Se la risposta è “li mandi tu”, il preventivo che stai leggendo non è completo: manca la voce più pesante, e la stai pagando col tuo tempo.
- Il dominio a chi resta intestato? Deve essere a te, con i tuoi dati. È il tuo indirizzo: se è intestato a qualcun altro, cambiare fornitore diventa una trattativa.
- Che cosa succede il giorno dopo la consegna? Aggiornamenti, backup, piccole modifiche: chi li fa e a che prezzo. Se non c’è risposta, il costo esiste lo stesso e arriva dopo.
- È un template o è progettato sul mio caso? Entrambe le risposte vanno bene. Quella che non va bene è non saperlo.
- Che cosa non è compreso? La domanda migliore in assoluto. Chi lavora bene ha la risposta pronta e la dice per intero.
Quando conviene non spendere
Ci sono casi in cui un sito da 3.000 euro è la scelta sbagliata, e vale la pena dirlo prima di prendere l’incarico.
Se lavori solo nel tuo paese e i clienti ti trovano perché ti conoscono, la prima cosa che rende non è il sito: è la scheda Google curata, con foto vere, orari giusti e recensioni recenti. Costa una frazione e si vede in poche settimane. Il sito viene dopo, e a quel punto sai già quali sono le domande che ti fanno i clienti, quindi lo costruisci meglio.
Se invece hai un’attività che dipende dalle richieste in arrivo — preventivi, appuntamenti, prenotazioni — e oggi arrivano solo dal passaparola, allora il sito non è una spesa di immagine: è il primo canale che lavora quando tu sei chiuso. Un esempio concreto di come cambia il lavoro quando le richieste arrivano da sole è nel caso del Pescaturismo di Stintino.
In sintesi
Un sito vetrina fatto bene per una piccola attività costa fra gli 800 e i 2.000 euro una tantum, oppure sta dentro un canone che comprende anche il lavoro dei mesi successivi. Sotto i 500 euro compri un template, e per certe attività è la scelta giusta. Sopra i 5.000 stai comprando qualcosa che non è più solo un sito. In tutti i casi metti a bilancio 60-120 euro l’anno di dominio e hosting, e chiedi sempre che cosa non è compreso.
Se vuoi il numero per il tuo caso
Trenta minuti in videochiamata, gratis, senza impegno: mi racconti che attività hai e che cosa ti serve, e ti dico che cosa farei io e quanto costerebbe. Anche se la risposta è che per adesso puoi fare a meno di un’agenzia.