Marketing per pub e birrerie: guida completa

Gianfranco Grassi
·
1 Novembre 2026
·

Lettura: 8 minuti

Mano di un barista tatuato che spilla una birra chiara in un boccale da una colonnina di spine dorate
Tempo di lettura: 8 minuti

Aggiornato a novembre 2026.

Un pub vive di serate piene e muore di martedì vuoti. Il venerdì e il sabato si riempie quasi da solo, la sera della partita importante anche, ma il resto della settimana il bancone è lungo e le spine girano piano. Chi ha una birreria lo sa: il problema non è farsi conoscere una volta, è dare alle persone un motivo per tornare una sera precisa, e farglielo sapere in tempo.

La risposta, quasi sempre, è un calendario. Partite, quiz, musica dal vivo, la spina nuova della settimana, le feste che contano per il tuo pubblico: tutto scritto in anticipo, comunicato dove i tuoi clienti guardano, con un modo semplice per prenotare il tavolo. In questa guida vediamo come costruirlo, quali canali usare e cosa evitare, comprese le regole sulla pubblicità degli alcolici.

In breve

  • Il marketing di un pub è un calendario di serate: ogni sera debole ha bisogno di un appuntamento fisso e riconoscibile.
  • Google Maps con orari veri e foto della sala piena porta chi cerca “pub aperto stasera”; Instagram e Facebook portano chi deve scegliere dove andare sabato.
  • Partite e grandi eventi si comunicano con giorni di anticipo e con la prenotazione dei tavoli, non la sera stessa.
  • La spina che cambia è il tuo contenuto migliore: mostrala, raccontala, falla assaggiare.
  • Con gli alcolici ci sono regole precise: niente minori nelle foto, niente inviti a bere di più, niente promesse di benefici.

Chi è il tuo cliente

Pub e birrerie non sono bar: lo scontrino è serale, si sta seduti a lungo, si viene in gruppo e spesso si mangia. Il cliente sceglie il locale per la compagnia, per l’evento o per la birra, raramente per tutte e tre le cose insieme.

Tipo di clienteCosa cercaDove ti trovaQuando
Gruppo di amici (25-45 anni)Un tavolo per sei, panini o taglieri, birra buona, un posto dove si parlaInstagram, passaparola, Google Maps il giorno stessoGiovedì, venerdì, sabato sera
TifosiSchermo grande, audio, posto prenotato per la partitaFacebook, gruppi WhatsApp, cartello fuori dal localeLe sere delle partite, i weekend di campionato e coppe
Appassionato di birraLa spina nuova, le birre artigianali, qualcuno che le raccontiInstagram, app per gli appassionati di birra come Untappd, passaparola tra intenditoriQuando cambi le spine, durante le serate di degustazione
Studenti e giovaniPrezzo accessibile, serate a tema, quiz, musicaInstagram, storie, gruppi dell’universitàInfrasettimanale, inizio e fine anno accademico
Gruppi organizzati (compleanni, lauree, cene di lavoro)Saletta o tavolata, menù a prezzo fisso, conto sempliceGoogle, sito, telefono, chi c’è già statoTutto l’anno, con il picco di dicembre
Chi entra in un pub: ogni gruppo ha la sua sera, e ogni sera ha bisogno del suo messaggio.

L’ultima riga è quella che molti pub trascurano e che vale di più a novembre e dicembre. Una tavolata di venti persone per la cena di Natale dell’ufficio riempie un martedì che altrimenti sarebbe vuoto. Ma bisogna farsi trovare adesso, non il 15 dicembre.

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Dove comunicare

Google Maps: “pub aperto stasera”

Una buona parte delle decisioni si prende la sera stessa, con il telefono in mano: “birreria vicino a me”, “pub aperto ora”. Qui vince chi ha la scheda Google sistemata: orari corretti (anche quelli speciali per feste e partite), menù con i prezzi, foto della sala piena e non vuota, del bancone, dei piatti veri. Rispondi alle recensioni, anche a quelle storte: chi legge guarda come rispondi. Le basi sono nella guida a Google Business Profile.

Instagram: la spina, la sala, le persone

Il contenuto più forte di una birreria è la birra che esce dalla spina, la schiuma giusta, il bicchiere sul bancone. Poi la sala che si riempie, la band che monta, il burger che arriva al tavolo. Pubblica la “spina della settimana” con due righe su stile e gusto: è un appuntamento che gli appassionati imparano ad aspettare. Nelle storie, il giorno dell’evento, mostra la preparazione.

Facebook: il posto dei tifosi e degli eventi

Per partite, concerti e serate a tema Facebook funziona ancora bene, soprattutto con un pubblico sopra i trent’anni. Crea un evento per ogni serata importante e un post settimanale con il calendario. Per trasmettere le partite in un locale aperto al pubblico serve un abbonamento per esercizi commerciali, non quello di casa: verificalo con il tuo fornitore prima di pubblicizzare la serata.

WhatsApp: i tavoli prenotati

Le prenotazioni passano sempre di più dai messaggi. Con WhatsApp Business puoi impostare risposte rapide (orari, menù, come prenotare) e un elenco di clienti che hanno chiesto di ricevere il calendario della settimana. Una volta a settimana, non di più. Come gestirlo l’ho spiegato nella guida a WhatsApp Business.

Il sito: menù, eventi, gruppi

Un sito semplice serve per tre cose: il menù leggibile dal telefono, il calendario delle serate e una pagina per gruppi e feste private con capienza, menù a prezzo fisso e modulo di richiesta. È quella pagina che ti porta le cene di Natale aziendali.

Cosa non serve

Volantini sulle auto e sponsorizzate su tutta la provincia: il tuo cliente abita o lavora vicino. Le app di consegna, se il tuo locale vive di atmosfera e spina: la birra alla spina non si spedisce. E TikTok, se non c’è nessuno in squadra che lo fa volentieri.

Attenzione: pubblicità e alcol

La legge 125/2001, all’articolo 13, vieta la pubblicità di bevande alcoliche che rappresenti minori intenti a bere, che attribuisca all’alcol effetti terapeutici non riconosciuti o che rappresenti in modo positivo l’assunzione di alcolici, e vieta la pubblicità nei luoghi frequentati soprattutto da minori di 18 anni. In pratica: niente ragazzi giovanissimi nelle foto con il bicchiere, niente “bevi e dimentica”, niente promozioni del tipo “tutto quello che riesci a bere”. Metti al centro la qualità, il cibo, l’evento. Anche Meta ha regole proprie per gli annunci di alcolici, compresi limiti d’età del pubblico: leggile prima di sponsorizzare. Ne parlo più a fondo nella guida al marketing per bar.

Un’idea che funziona e va nella direzione giusta: la serata con l’analcolico offerto a chi guida il gruppo. Ti fa fare bella figura, è un contenuto facile da comunicare e ti porta il gruppo intero.

Quando comunicare

Il calendario di un pub è fatto di sport, feste e stagioni. Siamo a novembre: davanti hai il periodo dei gruppi e delle feste, che si prenota adesso.

PeriodoCosa succedeCosa fare
NovembreCampionato e coppe, prime serate fredde, cene aziendali da prenotarePagina “gruppi e feste” sul sito, post sulle cene di Natale, calendario partite settimanale
DicembreCene di lavoro, ritrovi tra amici che tornano a casa, CapodannoMenù di gruppo a prezzo fisso, orari speciali su Google, festa di Capodanno su prenotazione con posti limitati
Gennaio-febbraioMesi lenti, ma anche il Sei Nazioni di rugby e le serate al caldoAppuntamenti fissi infrasettimanali, quiz, degustazioni, serate rugby
MarzoSan Patrizio (17 marzo), festa naturale per un pubSerata a tema annunciata con un paio di settimane di anticipo
Aprile-giugnoFinali delle coppe, lauree, primi tavoli fuoriDehors fotografato, serate finali su prenotazione, feste di laurea
Luglio-agostoTuristi o città vuota, a seconda di dove seiSe sei in zona turistica, scheda Google anche in inglese; altrimenti valuta la chiusura e comunicala
Settembre-ottobreRipartono campionati e università, Oktoberfest, HalloweenNuovo calendario fisso della settimana, serata a tema birre tedesche, festa di Halloween
Il calendario del pub: le partite si comunicano a settimane, le feste a mesi.

Per il Black Friday, venerdì 27 novembre, un pub non ha bisogno di sconti: è già un venerdì. Se vuoi usarlo, fallo per vendere qualcosa per dopo, come i buoni regalo da spendere a gennaio, il mese in cui ti servono di più.

Il sabato sera si riempie da solo. Il marketing serve a riempire il martedì.

Gianfranco Grassi

Quanto investire

Budget mensileQuando ha sensoCosa ci fai
0-150 €Locale con clientela di quartiere, qualcuno dello staff che fa foto e storie volentieriScheda Google curata, calendario settimanale sui social, eventi Facebook, elenco WhatsApp, qualche sponsorizzata per le serate grandi
300-600 €Città con molta concorrenza, vuoi riempire le sere deboli e prendere i gruppiFoto e video professionali un paio di volte l’anno, gestione social in parte affidata, pubblicità locale costante sulle serate fisse, pagina gruppi sul sito
700-1.200 €Locale grande, più sale o più eventi a settimana, musica dal vivoGestione completa di social e pubblicità, campagne per cene aziendali e feste private, newsletter, misurazione delle prenotazioni
Fasce indicative: concentra la pubblicità sulle serate che vuoi riempire, non su quelle già piene.

Onestamente: molti pub di quartiere stanno benissimo nella prima fascia, se c’è costanza. Spendere in pubblicità per il sabato sera, se il sabato sei già pieno, è denaro buttato. Per capire le cifre delle sponsorizzate leggi quanto costa fare pubblicità su Facebook e Instagram.

Gli errori che vedo più spesso

Annunciare la partita il giorno stesso. Il tifoso decide dove vederla qualche giorno prima, con gli amici, nella chat del gruppo. Il post delle 18 per la partita delle 21 arriva tardi.

Foto della sala vuota. Il locale fotografato alle 17 con le sedie in ordine sembra un locale dove non va nessuno. Fotografa la sala viva, con il permesso delle persone, o almeno il bancone in piena attività.

Il menù introvabile. Chi organizza per sei persone vuole sapere quanto si spende. Menù con prezzi su Google e sul sito, leggibile dal telefono.

Serate a tema sempre diverse. Lunedì karaoke, la settimana dopo quiz, poi niente. Le abitudini si creano con la ripetizione: stessa sera, stesso format, per mesi.

Promozioni che spingono a bere. Oltre al problema con la legge, attirano il pubblico che ti crea più problemi in sala e meno scontrino sul cibo.

Le richieste di gruppi lasciate senza risposta. Chi scrive per una tavolata di quindici e aspetta due giorni ha già prenotato altrove. Rispondi entro poche ore, con un menù e un prezzo.

Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto

  • Viene la sera, non solo di giorno. Un pub va raccontato quando è vivo. Chi fa le foto alle tre del pomeriggio non ha capito il tuo locale.
  • Ragiona per serate. Ti deve proporre un calendario con gli appuntamenti fissi e le date grandi, non “un post al giorno”.
  • Conosce le regole sugli alcolici. Chiedigli come gestisce testi e foto delle birre e le sponsorizzate.
  • Misura le prenotazioni. Tavoli prenotati, messaggi ricevuti, chiamate dalla scheda Google: questi sono i numeri che contano.
  • Lascia tutto intestato a te. Profili, pagine, scheda Google, account pubblicitari.

Domande da fare al primo incontro: come riempiresti il mio martedì? Come mi porti le cene di gruppo di dicembre? Cosa non pubblicheresti mai per un pub? Altri criteri sono in come scegliere un’agenzia di comunicazione.

Se hai un locale piccolo, sempre pieno nel weekend, e qualcuno nello staff che ha voglia di curare i social, l’agenzia non ti serve. Ti serve un calendario e la costanza di rispettarlo.

Da dove cominciare questa settimana

  • Aggiorna la scheda Google: orari di novembre e dicembre, menù con prezzi, cinque foto recenti della sala viva e del bancone.
  • Scegli la sera più vuota e decidi un appuntamento fisso da provare per i prossimi tre mesi.
  • Pubblica il calendario delle partite e degli eventi delle prossime due settimane.
  • Prepara una pagina o un PDF con menù di gruppo e prezzi per le cene di dicembre.
  • Imposta su WhatsApp Business le risposte rapide per prenotazioni e richieste di gruppi.

Domande frequenti

Posso fare pubblicità a pagamento sulle mie birre?

Sì, ma rispettando la legge sugli alcolici e le regole della piattaforma, che prevedono anche limiti d’età del pubblico. Spesso conviene sponsorizzare l’evento o il locale più che la birra in sé.

Per trasmettere le partite basta il mio abbonamento?

No: in un locale aperto al pubblico serve un contratto per esercizi commerciali. Chiedi al tuo fornitore prima di annunciare la serata.

Se faccio musica dal vivo cosa devo controllare?

Per la musica c’è la SIAE; per intrattenimento, orari e capienza le regole dipendono dal Comune. Verifica prima di mettere in calendario i concerti.

Mi serve un sito se ho già Instagram?

Sì, se vuoi i gruppi e le feste private: chi organizza cerca su Google, vuole un menù, un prezzo e un modulo. Bastano poche pagine.

Vuoi riempire le serate che oggi restano vuote?

In 30 minuti guardiamo insieme scheda Google, social e calendario del tuo locale, e ti dico da dove partire per le feste di fine anno. Senza impegno.

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