Marketing per veterinari: guida completa

Gianfranco Grassi
·
19 Ottobre 2026
·

Lettura: 8 minuti

Veterinario ausculta con lo stetoscopio un pastore tedesco disteso sul tavolo dell’ambulatorio
Tempo di lettura: 8 minuti

Aggiornato a ottobre 2026.

Chi entra in un ambulatorio veterinario non è il paziente. Il paziente non parla, ha paura del tavolo di metallo e a volte morde. Chi decide, paga e torna (o non torna più) è il proprietario: una persona che spesso considera il cane o il gatto parte della famiglia e che arriva da te con un’ansia molto simile a quella di un genitore al pronto soccorso pediatrico.

Molti veterinari comunicano come una clinica e vengono giudicati come una famiglia. La risposta breve: puoi fare pubblicità informativa, e il proprietario ha bisogno proprio di informazioni. Chi sei, come lavori, quando rispondi, cosa succede di notte, quando tornare per il richiamo. Il resto lo fa il passaparola tra proprietari.

In breve

  • Il Codice deontologico FNOVI (art. 51) consente la pubblicità informativa su titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e onorari, ma vieta messaggi equivoci, ingannevoli, comparativi e suggestivi.
  • Come per le altre professioni sanitarie, valgono anche i limiti della legge 145/2018 (art. 1, comma 525): niente offerte, sconti e promozioni.
  • Il cliente vero è il proprietario: sceglie per fiducia, legge le recensioni e vuole sapere chi risponde in caso di urgenza.
  • I richiami vaccinali e i controlli periodici sono la tua miglior comunicazione: un promemoria al momento giusto vale più di dieci post.
  • Animali esotici, urgenze notturne e animali anziani sono nicchie dove il proprietario cerca su Google e trova pochissime risposte chiare.

Cosa puoi dire e cosa no

La base è l’articolo 2 del decreto-legge 223/2006, convertito dalla legge 248/2006 (il cosiddetto decreto Bersani). Ha tolto alle professioni il divieto di fare pubblicità informativa su titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio, prezzo e costi complessivi delle prestazioni, con un limite preciso: il messaggio deve essere trasparente e veritiero, e il controllo spetta all’Ordine.

Il Codice deontologico dei medici veterinari, approvato dalla FNOVI nel novembre 2019, lo declina così. L’art. 51 ammette per il veterinario e per le strutture veterinarie la pubblicità informativa sull’attività professionale, con titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e onorari; le informazioni non devono essere «equivoche, ingannevoli, comparative e suggestive» e la pubblicità occulta è vietata. L’art. 35 chiede un’informazione sanitaria rigorosa e prudente, senza alimentare timori infondati, e dice espressamente che gli stessi principi valgono per web e social network.

Poi c’è la regola generale per chi è iscritto all’albo di una professione sanitaria, veterinari compresi: l’articolo 1, comma 525, della legge 145/2018, rafforzato nel 2023, che ammette solo comunicazioni informative ed esclude ogni elemento attrattivo e suggestivo, comprese offerte, sconti e promozioni. Ne ho parlato più a fondo nella guida al marketing per dentisti e in quella per fisioterapisti: il quadro è lo stesso, cambia il paziente.

  • Sì: chi sono i veterinari dello studio e cosa sanno fare, specie trattate, servizi (chirurgia, diagnostica per immagini, esotici, comportamento), orari, reperibilità, tariffe come informazione, foto vere della struttura.
  • No: «vaccino a metà prezzo questo mese», «sterilizzazione in offerta», «il miglior veterinario della città», confronti con le cliniche vicine, promesse di guarigione.
  • Da chiedere all’Ordine: campagne con foto di casi clinici, testimonianze di proprietari usate negli annunci, giornate di prevenzione a prezzo agevolato organizzate con associazioni.

Attenzione

Questa è una sintesi pratica, non un parere legale. L’applicazione delle regole può cambiare da un Ordine provinciale all’altro. Se hai un dubbio su un testo o una campagna, scrivi al tuo Ordine prima di pubblicare: la responsabilità resta tua anche se il post l’ha scritto qualcun altro.

Chi è il tuo cliente

Il proprietario del cucciolo appena adottato e quello del gatto di sedici anni vivono momenti opposti.

Tipo di proprietarioCosa cercaDove ti trovaQuando
Nuovo proprietario (cucciolo o gattino, adozione dal canile)Qualcuno che gli spieghi tutto: vaccini, microchip, alimentazione, sterilizzazioneConsiglio dell’allevatore o del rifugio, amici, scheda GoogleNei giorni dopo l’arrivo dell’animale
Proprietario in urgenzaUn numero che risponda adesso e un indirizzo raggiungibileGoogle dal telefono: «veterinario aperto ora», «pronto soccorso veterinario»Sera, notte, domenica, festivi
Proprietario di animale anziano o cronicoContinuità, pazienza, controlli regolari, costi prevedibiliÈ già tuo, o arriva dopo una brutta esperienza altroveTutto l’anno, visite frequenti
Proprietario di esotici (coniglio, furetto, tartaruga, pappagallo, rettile)Un veterinario che conosca davvero quella specieRicerche precise su Google, gruppi e forum di appassionatiSpesso tardi, quando l’animale sta già male
Allevatore, rifugio, associazioneDisponibilità, tariffe chiare per più animali, rapporto stabileConoscenza diretta, passaparola tra allevatori e volontariTutto l’anno, con picchi nelle cucciolate e d’estate
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Dove comunicare

Google Business Profile e ricerca locale

Quasi tutte le urgenze passano da qui, e anche chi riceve il tuo nome da un amico controlla la scheda prima di chiamare. Categoria corretta, orari aggiornati per festivi e agosto, numero cliccabile, foto della sala d’attesa e degli ambulatori, servizi elencati uno per uno. Se segui gli esotici, scrivilo: un proprietario di conigli fa trenta chilometri per un veterinario competente. Per il resto vale tutto quello che spiego nell’articolo sulla SEO locale.

Il sito: orari, urgenze, prime visite

Un sito per un veterinario non deve stupire, deve rispondere. Le pagine che contano: chi siamo (nomi, titoli, iscrizione all’Ordine), servizi, specie trattate, «cosa fare in caso di urgenza», «primo cucciolo: cosa portare». Qui c’è cosa deve avere un sito web aziendale che porta clienti.

Urgenze e reperibilità: scrivi la verità

Se fai reperibilità, scrivi come funziona (numero, fasce orarie, eventuale maggiorazione notturna). Se non la fai, indica dove andare: la clinica h24 più vicina o il servizio di reperibilità della zona. La cosa peggiore è un orario «sempre aperto» su Google e un telefono che squilla a vuoto.

Promemoria: richiami, antiparassitari, controlli

Qui c’è la parte più redditizia e più trascurata. Il richiamo vaccinale, il controllo annuale dell’anziano, la profilassi contro i parassiti prima della bella stagione: sono visite che il proprietario vuole fare, ma dimentica. Un messaggio una o due settimane prima, con il nome dell’animale, è un servizio, non pubblicità. Puoi farlo dal gestionale dello studio, via SMS o con WhatsApp Business, sempre con il consenso del proprietario raccolto alla prima visita.

Instagram e Facebook: prevenzione e persone

Il legame con l’animale è emotivo, e i social sono il posto giusto per farlo vedere: lo staff, il gatto ricoverato che finalmente mangia (con il permesso del proprietario), il consiglio pratico della settimana. Funzionano i consigli utili: piante tossiche per il gatto, cosa fare con un forasacco. Niente immagini cruente di interventi e niente allarmismo: l’art. 35 del Codice lo chiede espressamente. Un ritmo sostenibile si costruisce con un piano editoriale social semplice.

Cosa non serve

  • Coupon e promozioni sui siti di offerte: vietati dalle regole che hai letto sopra, e portano clienti che non torneranno.
  • Volantini generici nelle cassette postali: arrivano a chi non ha animali e a chi ha già il suo veterinario.
  • TikTok con casi clinici spettacolari: fanno visualizzazioni, ma rischiano di essere suggestivi e non portano gente in ambulatorio.

Quando comunicare

L’anno del veterinario segue le stagioni dei parassiti, le vacanze e le feste.

PeriodoCosa succedeCosa fare
Ottobre – novembre (adesso)Tartarughe terrestri verso il letargo, animali anziani che soffrono il freddo, cucciolate d’autunnoRicordare il controllo prima del letargo ai proprietari di tartarughe, programmare i check-up degli anziani, aggiornare gli orari delle feste su Google
Dicembre – inizio gennaioCioccolato e avanzi a tavola, botti di Capodanno, studio chiuso nei festiviConsigli pratici sui pericoli delle feste, indicazioni chiare per le urgenze nei giorni di chiusura
Febbraio – aprileProcessionaria in molte zone, ripresa dei parassiti con il caldoPromemoria per la profilassi antiparassitaria, contenuti su processionaria e passeggiate
Maggio – luglioForasacchi, caldo, preparazione dei viaggiConsigli su spighe e colpi di calore; informazioni su documenti e passaporto per chi viaggia all’estero con l’animale
AgostoFerie, turisti con animali, urgenze nelle località di villeggiaturaOrari estivi su Google e sul sito, reperibilità chiara, scheda curata anche in inglese se lavori in zona turistica
SettembreRientri, adozioni dopo l’estate, richiami saltatiContenuti per i nuovi proprietari, promemoria a chi ha saltato i controlli
Il calendario di un ambulatorio veterinario: in grassetto il periodo che stai vivendo.
Veterinario e assistente durante un’ecografia a un piccolo cane sul tavolo dell’ambulatorio
Foto: Tima Miroshnichenko / Pexels

Quanto investire

Fasce indicative al mese.

Budget mensileCosa ci faiFunziona se…
0–150 €Scheda Google curata da te, sito semplice con orari e urgenze, promemoria dal gestionale, recensioni chieste ai clienti soddisfattiSei un ambulatorio con uno o due veterinari, agenda piena e un buon passaparola
200–600 €Sito con pagine per servizi e specie, due o tre contenuti di prevenzione al mese, gestione della scheda Google e dei social, promemoria automaticiVuoi far crescere un servizio preciso (esotici, diagnostica, comportamento) e qualcuno dello studio rilegge ogni testo
Oltre 700 €Più sedi o una clinica con pronto soccorso, annunci informativi su Google per le urgenze, richieste gestite in un CRMHai personale che risponde al telefono e un servizio h24 vero da far conoscere
Fasce di investimento indicative per un ambulatorio o una clinica veterinaria.

Come riferimento: con PRO motion un sito vetrina parte da 399 € una tantum e gli abbonamenti vanno da 99 € a 299 € al mese (vedi i prezzi). Se l’agenda è già piena e la scheda Google è in ordine, il fai-da-te basta: mezz’ora alla settimana per recensioni e foto.

Gli errori che vedo più spesso

  1. Orari sbagliati su Google. Nel tuo settore è l’errore più costoso: un proprietario in urgenza che trova chiuso non torna più, e spesso lo scrive.
  2. Parlare solo agli addetti ai lavori. Spiega cosa succede, quanto dura, se l’animale soffre.
  3. Nessun promemoria. Aspettare che il cliente si ricordi del richiamo significa perderne una parte ogni anno.
  4. Social pieni di cuccioli e vuoti di informazioni. I like arrivano, le telefonate no.
  5. Rispondere alle recensioni negative raccontando il caso clinico. Non entrare mai nei dettagli della visita e non citare dati del proprietario: rispondi con calma e invita a parlarne in privato.
  6. Trattare il lutto come un’occasione di comunicazione. Quando un animale muore, il proprietario ricorda per sempre come è stato trattato. Un biglietto scritto a mano vale più di qualunque campagna, e non va mai pubblicato.

Il proprietario non sa giudicare una diagnosi. Sa giudicare se hai risposto al telefono, se gli hai spiegato le cose e se hai trattato il suo animale come un membro della famiglia.

Gianfranco Grassi

Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto

  • Conosce le regole della tua professione. Chiedi: «Cosa non posso scrivere?». Se ti propone sconti sui vaccini o «prima visita gratis» come esca, cambia interlocutore.
  • Ti fa approvare ogni contenuto prima della pubblicazione, compresi i post sui social.
  • Sa scrivere per proprietari preoccupati: testi chiari, niente allarmismo, niente gergo.
  • Parte dalle basi: scheda Google, orari, urgenze, promemoria, prima di proporti campagne.
  • Misura cose vere: chiamate dalla scheda Google, prenotazioni, nuovi clienti per mese e da dove arrivano.

Al primo incontro chiedi anche: «Come gestiamo le foto degli animali dei clienti?». Altre domande le trovi in come scegliere un’agenzia di comunicazione. Una frase onesta: se sei un ambulatorio di paese con l’agenda piena per settimane, un’agenzia non ti serve. Sistema la scheda Google e i promemoria, e continua così.

Da dove cominciare questa settimana

  1. Controlla la scheda Google: orari dei festivi di fine anno, numero di telefono, servizi e specie trattate.
  2. Scrivi sul sito una pagina «In caso di urgenza» con cosa fare quando lo studio è chiuso.
  3. Verifica che il gestionale mandi i promemoria per richiami e controlli, e che i consensi siano raccolti.
  4. Rileggi sito, social e cartelli: togli sconti, superlativi e confronti con altri studi.
  5. Prepara un consiglio pratico per le feste (cibo, botti, viaggi) da pubblicare a fine novembre.

Domande frequenti

Un veterinario può fare pubblicità?

Sì, se è informativa: titoli, specializzazioni, servizi, onorari, orari. Il Codice deontologico FNOVI (art. 51) esclude i messaggi equivoci, ingannevoli, comparativi e suggestivi, e la legge 145/2018 esclude offerte, sconti e promozioni.

Posso pubblicare il listino prezzi?

L’informazione sugli onorari è ammessa. Un listino chiaro è diverso da un prezzo civetta in grande in un annuncio: il primo informa, il secondo attira. Nel dubbio chiedi all’Ordine.

Posso mandare promemoria per vaccini e controlli?

Sì, ed è una delle cose più utili che puoi fare. Serve il consenso del proprietario a ricevere i messaggi, e il testo deve restare un promemoria, non una promozione.

Posso pubblicare le foto degli animali dei clienti?

Con il permesso del proprietario sì, e sono tra i contenuti più graditi. Evita immagini cruente e dettagli clinici che il proprietario non ha autorizzato.

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