Aggiornato a ottobre 2026.
Se hai una salumeria o una gastronomia, adesso si decide buona parte del tuo dicembre. Le aziende che regalano cesti scelgono il fornitore tra fine ottobre e metà novembre; le famiglie ordinano cesto e vassoi per la Vigilia quando mancano dieci giorni. Chi a ottobre non ha un listino dei cesti, foto decenti e un modo semplice per prendere gli ordini, a dicembre lavora tantissimo al banco ma perde gli ordini grossi.
La risposta breve: prepara entro fine mese un listino dei cesti per privati e aziende, sistema la scheda Google con orari e foto vere, usa WhatsApp Business per gli ordini dei piatti pronti con conferma scritta, e fai lavorare la vetrina. Chi passa davanti, chi ti cerca su Google e chi ti scrive deve trovare la stessa cosa: cosa vendi, quanto costa, entro quando ordinare.
In breve
- Banco, gastronomia da asporto e cesti natalizi hanno clienti e tempi diversi.
- I cesti per le aziende si vendono a ottobre e novembre con un listino a fasce; quelli per i privati a dicembre, con vetrina e Instagram.
- Per i piatti pronti contano la scheda Google, il menù del giorno su WhatsApp e gli orari di ritiro chiari.
- Gli allergeni sulla gastronomia non sono facoltativi: cartello o registro vicino al banco, e le stesse informazioni anche quando vendi a distanza.
- Con 0–100 euro al mese fai già molto; spendere di più ha senso se spedisci o lavori con tante aziende.
Chi è il tuo cliente
La signora che prende un etto di crudo ogni mattina e l’ufficio acquisti che ordina quaranta cesti non si raggiungono allo stesso modo.
| Tipo di cliente | Cosa cerca | Dove ti trova | Quando |
|---|---|---|---|
| Famiglia del quartiere | Qualità costante, il taglio giusto | Passa davanti, passaparola, Facebook | Tutto l’anno, soprattutto nel fine settimana |
| Chi lavora in zona | Pranzo pronto, veloce, a un prezzo chiaro | Google Maps dal telefono, WhatsApp, vetrina | Giorni feriali, 12–14; la sera per la cena pronta |
| Azienda o studio che regala cesti | Fasce di prezzo, fattura, consegna | Google, passaparola, il tuo sito, una tua visita | Da metà ottobre a fine novembre |
| Privato che cerca un regalo | Un cesto già pronto o composto al momento, bello da vedere | Vetrina, Instagram, scheda Google | Dicembre, con il picco nelle ultime due settimane |
| Chi organizza una festa | Vassoi di affettati e rustici in porzioni giuste | Passaparola, WhatsApp, Google | Comunioni e cresime in primavera, compleanni, Natale e Capodanno |
| Turista o cliente di passaggio | Prodotti tipici, sottovuoto da valigia, spedizione | Google Maps, recensioni, la vetrina in centro | Stagione turistica e ponti |
Molte botteghe vivono delle prime due righe e lasciano la terza ai supermercati senza provarci. Eppure l’azienda che regala trenta cesti spesso è a cento metri da te.
Dove comunicare
La vetrina e il banco
È ancora il tuo primo mezzo di comunicazione, e costa zero. Da metà novembre metti in vetrina due o tre cesti veri con un cartello leggibile da fuori: «Cesti da 30, 50 e 80 euro. Anche per aziende, con fattura». Al banco, una lavagna con i piatti del giorno e il prezzo al chilo. Fotografala ogni mattina: è anche il post del giorno.
Google Business Profile
Chi cerca «gastronomia aperta» più il nome del quartiere lo fa dal telefono, a pochi minuti dal pranzo. Scegli le categorie che corrispondono a quello che fai davvero, metti gli orari reali e quelli festivi di dicembre, carica foto del banco pieno e dei cesti, usa la sezione prodotti per i cesti con il prezzo. Passo passo è tutto nella guida a Google Business Profile.
WhatsApp Business
È lo strumento che lavora di più in gastronomia: menù del giorno a chi te l’ha chiesto, ordini con orario di ritiro, catalogo dei cesti. Le liste broadcast arrivano solo a chi ha salvato il tuo numero, quindi chiedi al banco: «Vuole ricevere il menù del giorno su WhatsApp?». Per Vigilia e Capodanno conferma sempre per iscritto. Un messaggio come questo ti salva il 24 dicembre: «Confermo il suo ordine: 1 kg di insalata russa, 12 vol-au-vent, vassoio di affettati per 8. Ritiro il 24 alle 11. Acconto ricevuto 20 euro. Grazie, a presto».
Il sito: poche pagine, ma quelle giuste
Bastano tre pagine: i cesti con fasce di prezzo, foto e modulo per le aziende; la gastronomia e i vassoi per le feste; chi sei e cosa vendi di tipico. La pagina dei cesti è quella che mandi all’azienda che ti chiede «avete un listino?». Se vuoi spedire i cesti o i prodotti sottovuoto in tutta Italia, allora serve un e-commerce vero: in sito vetrina o e-commerce trovi come decidere.
Instagram e Facebook
Instagram funziona se mostri mani e prodotti: la forma di pecorino aperta, la teglia di lasagne appena uscita, il cesto che prende forma. Facebook ti serve per il quartiere e per il pubblico adulto che ordina i vassoi. Da metà novembre basta una piccola campagna sponsorizzata nel raggio di pochi chilometri. Per le uscite usa un piano editoriale social semplice: tre post a settimana, sempre con un prodotto e un prezzo.
Cosa non ti serve
- Volantini generici nelle cassette della posta. Funziona meglio un cartoncino con il listino dei cesti consegnato a mano ai negozi, agli studi e alle aziende della tua via.
- TikTok per forza. Solo se ti diverte e lavori con molti turisti.
- Le app di consegna a domicilio per tutto. Forse per il pranzo in zona uffici; su cesti e vassoi le commissioni si mangiano il margine.
Attenzione: allergeni e informazioni sulla gastronomia
Per gli alimenti venduti sfusi o confezionati in negozio vale l’articolo 19 del decreto legislativo 231/2017, che attua in Italia il regolamento europeo sull’etichettatura: serve un cartello vicino ai prodotti (o un sistema equivalente, anche digitale) con denominazione, ingredienti e allergeni. Per la gastronomia l’elenco degli ingredienti può stare su un unico cartello ben visibile o su un registro vicino al banco, purché gli allergeni siano riconducibili a ogni piatto. L’articolo 23 prevede per l’omessa indicazione degli allergeni una sanzione da 3.000 a 24.000 euro.
Quando vendi a distanza, con un ordine su WhatsApp e la consegna a casa o con uno shop online, il Regolamento UE 1169/2011 (articolo 14) chiede che le informazioni obbligatorie, allergeni compresi, siano disponibili prima dell’acquisto. In pratica: nel catalogo WhatsApp e nella pagina dei cesti metti gli ingredienti, non solo la foto. Per i casi particolari (cesti composti da te, sottovuoto fatti in negozio) chiedi conferma alla tua associazione di categoria o all’ASL.
Quando comunicare
Un picco solo, ma lungo, e qualche appuntamento fisso.
| Periodo | Cosa succede | Cosa fare |
|---|---|---|
| Ottobre (adesso) | Le aziende iniziano a scegliere i regali di fine anno | Listino cesti a tre fasce, foto vere, pagina sul sito, visite alle aziende che conosci |
| Novembre | Le aziende confermano; i privati iniziano a guardarsi intorno | Cesti in vetrina, post con prezzi, campagna locale, data limite per le aziende |
| Dicembre | Cesti dei privati, ordini per Vigilia e Capodanno | Orari festivi su Google, menù delle feste su WhatsApp, conferme scritte |
| Gennaio – febbraio | Calo dopo le feste, Carnevale | Chiedere recensioni ai clienti di dicembre, piatti caldi della tradizione |
| Marzo – aprile | Pasqua e Pasquetta | Piatti pronti per Pasqua, vassoi per Pasquetta, ordini aperti due settimane prima |
| Maggio – giugno | Comunioni, cresime, feste di fine scuola | Proposte di buffet per numero di persone, pagina vassoi aggiornata |
| Luglio – agosto | Turisti nelle zone di villeggiatura, pranzi al mare | Prodotti tipici sottovuoto, piatti freddi, recensioni |
| Settembre | Ripresa del lavoro, pranzi in ufficio | Rilanciare il menù del giorno, ricontattare le aziende dell’anno prima |
In diciotto anni di ristorazione ho imparato che a dicembre non si vende: si consegna quello che hai venduto a ottobre e novembre.
Gianfranco Grassi
Come vendere i cesti alle aziende
Il titolare che regala cesti vuole poche cose: tre o quattro fasce di prezzo, cosa c’è dentro, il biglietto personalizzato, la fattura, la consegna e una data entro cui ordinare. Molte aziende ragionano anche sul trattamento fiscale degli omaggi, che dipende dal valore del singolo regalo: non fare il consulente fiscale, tieni fasce di prezzo pulite che il loro commercialista possa valutare. Porta il listino a mano agli studi e ai negozi della tua via; l’anno dopo mandalo a fine settembre a chi ha già comprato.

Quanto investire
Fasce indicative al mese, pubblicità compresa.
| Budget mensile | Cosa ci fai | Funziona se… |
|---|---|---|
| 0–100 € | Scheda Google curata, WhatsApp Business con catalogo e menù del giorno, Instagram e Facebook con le foto fatte da te, listino cesti stampato | Hai clientela fedele e un’ora a settimana |
| 150–400 € | Sito con pagina cesti e pagina vassoi, una sessione di foto fatta bene una volta l’anno, campagne locali su Facebook e Instagram a novembre e dicembre | Vuoi far crescere i cesti aziendali e la gastronomia da asporto |
| 400–900 € | E-commerce per spedire cesti e prodotti tipici, campagne su più mesi, email ai clienti aziendali, gestione dei social affidata | Lavori con molti turisti o hai prodotti tipici che si vendono anche fuori dalla tua città, e hai chi prepara e spedisce gli ordini |
Con PRO motion un sito vetrina parte da 399 € una tantum, gli abbonamenti mensili vanno da 99 € a 299 €, e l’e-commerce si aggiunge con almeno 199 € in più sul setup; i dettagli sono nella pagina dei prezzi. Se il tuo dicembre è già pieno, il fai-da-te ti basta: metti in ordine Google e WhatsApp e fermati lì.
Gli errori che vedo più spesso
- Il listino dei cesti pronto a dicembre. Le aziende hanno già ordinato altrove.
- Foto dei cesti nel cellophane, con il flash. Riflessi e prodotti illeggibili. Fotografa il cesto aperto, con luce naturale.
- Orari sbagliati su Google nei giorni di festa. Chi trova chiuso la mattina del 24 non torna.
- Ordini presi a voce o su un foglietto. Senza conferma scritta e acconto, la Vigilia diventa una lotteria di vassoi non ritirati.
- Post senza prodotto e senza prezzo. «Buongiorno da noi» non fa entrare nessuno. «Oggi lasagne al forno, 14 euro al chilo, pronte dalle 12» sì.
- I turisti trattati come clienti di passaggio. Se non sai dirgli se spedisci a casa, perdi chi ti avrebbe riordinato da Milano o da Monaco.
Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto
- Conosce il commercio alimentare. Chiedi: «Come gestireste gli ordini della Vigilia?». Se parla solo di follower, cambia interlocutore.
- Parte dal tuo calendario. Una proposta che arriva a dicembre è già in ritardo.
- Sa fotografare il cibo, o sa chi lo fa. Per una salumeria le foto vere valgono più di qualunque testo.
- Tiene conto delle regole su ingredienti e allergeni nel catalogo.
- Ti fa misurare i risultati: cesti venduti, ordini su WhatsApp, chiamate da Google.
Al primo incontro chiedi: «Da cosa partireste con 150 euro al mese, e cosa lascereste perdere?». Se lavori già al massimo e non hai personale per altri ordini, un’agenzia non ti serve: basta una mattina per sistemare Google e WhatsApp.
Da dove cominciare questa settimana
- Componi tre cesti campione (per esempio da 30, 50 e 80 euro), fotografali con luce naturale e scrivi cosa contengono.
- Controlla la scheda Google: categorie, orari, foto del banco e della vetrina. Inserisci già gli orari di dicembre.
- Attiva WhatsApp Business, carica il catalogo dei cesti con ingredienti e allergeni e prepara il messaggio di conferma ordine.
- Verifica che cartello o registro degli ingredienti e degli allergeni della gastronomia sia completo e vicino al banco.
- Fai una lista di dieci aziende, studi e negozi della tua zona e porta a ciascuno il listino dei cesti entro fine mese.
Domande frequenti
Quando devo proporre i cesti natalizi alle aziende?
Da metà ottobre. Molte aziende scelgono entro la prima metà di novembre; dai una data limite per gli ordini, così organizzi anche gli acquisti.
Mi serve un sito se ho già Facebook e Instagram?
Una pagina sui cesti e una sulla gastronomia ti servono, perché le aziende chiedono un listino da girare a chi decide. Un e-commerce serve solo se spedisci.
Posso prendere ordini di gastronomia su WhatsApp?
Sì, è il canale più comodo. Conferma sempre per iscritto prodotto, quantità, giorno, ora di ritiro e acconto, e rendi disponibili ingredienti e allergeni prima dell’ordine.
Devo indicare gli allergeni anche sui piatti pronti?
Sì. Per la gastronomia basta un cartello unico o un registro ben visibile vicino al banco, purché ogni piatto abbia i suoi allergeni chiaramente indicati.
Vuoi un dicembre con più ordini e meno caos?
In una call di 30 minuti guardiamo insieme la tua scheda Google, il listino dei cesti e come prendi gli ordini, e ti dico cosa sistemare prima delle feste. È gratuita e senza impegno.