Aggiornato a ottobre 2026.
Se gestisci un centro di ripetizioni o un doposcuola, chi paga non è chi usa il servizio. Il genitore sceglie e paga; il ragazzo si siede al tavolo e decide, già il primo giorno, se tornerà volentieri. Il tuo marketing deve convincere il primo senza perdere il secondo.
E poi c’è il calendario. Le famiglie cercano ripetizioni la sera in cui arriva un brutto voto, dopo un colloquio andato male, quando escono le prime pagelle: proprio il periodo in cui siamo. Chi in quel momento si fa trovare su Google, risponde su WhatsApp entro sera e dice chiaramente come lavora e quanto costa, si riempie l’agenda fino a giugno.
In breve
- Parli a due persone: il genitore (fiducia, risultati, orari compatibili con il lavoro) e lo studente (non sentirsi trattato da somaro).
- Le richieste arrivano a ondate: prime verifiche e pagelle, scrutini di gennaio-febbraio, fine anno, debiti estivi. Si comunica prima delle ondate.
- Google Business Profile e WhatsApp portano più iscritti di qualsiasi post: “ripetizioni matematica” e “doposcuola” si cercano vicino a casa.
- Niente foto di ragazzi riconoscibili sui social senza un consenso scritto dei genitori: racconta il metodo, le persone adulte, gli spazi.
- Il miglior marketing è un genitore aggiornato con un breve resoconto scritto.
Chi è il tuo cliente
Il genitore che cerca un doposcuola per un bambino di terza elementare compra tranquillità quotidiana: qualcuno che prenda il figlio all’uscita, gli faccia fare i compiti e glielo restituisca alle sei con lo zaino pronto. Il genitore di un ragazzo di quarta superiore con due insufficienze compra un risultato entro una scadenza. Lo studente universitario decide e paga da solo.
| Tipo di cliente | Cosa cerca | Dove ti trova | Quando |
|---|---|---|---|
| Genitore che lavora, figlio alle elementari o alle medie | Doposcuola continuativo: compiti fatti, orari lunghi, magari il ritiro da scuola | Passaparola tra genitori, chat di classe, Google “doposcuola” + quartiere | Fine agosto e settembre; poi a gennaio quando l’organizzazione salta |
| Genitore di uno studente delle superiori in difficoltà | Ripetizioni mirate su una o due materie, risultati visibili entro lo scrutinio | Google, gruppi Facebook di zona, consiglio di un professore o di un altro genitore | Dopo le prime verifiche, il pagellino, gli scrutini di gennaio-febbraio |
| Studente delle superiori che si muove da solo | Qualcuno che spieghi bene, senza farlo sentire stupido; spesso in piccoli gruppi | Instagram, TikTok, compagni di classe | Pochi giorni prima di una verifica o di un’interrogazione |
| Famiglia con figlio con DSA o BES | Personale preparato, metodo di studio, pazienza | Associazioni di genitori, specialisti, ricerche precise su Google | Tutto l’anno |
| Maturandi e ragazzi di terza media | Preparazione all’esame, simulazioni, tesina o elaborato | Google, passaparola, compagni | Da marzo a giugno |
| Studente universitario | Esami specifici (matematica, statistica, fisica, economia), anche online | Google, portali di ripetizioni, gruppi universitari | Prima delle sessioni d’esame: gennaio-febbraio, giugno-luglio, settembre |
Nel doposcuola la riga che pesa è la prima: una famiglia contenta ti affida il figlio per anni e spesso anche il fratello. Nelle ripetizioni per le superiori la seconda riempie l’agenda, ma il genitore se ne va appena il voto torna sufficiente. Per trasformare l’emergenza in un percorso lavora sul metodo di studio, non solo sulla materia.
Dove comunicare
Google Business Profile: la porta d’ingresso
Il genitore che la sera trova un 4 sul registro elettronico non apre Instagram: scrive su Google “ripetizioni matematica”, “doposcuola” o “lezioni private latino” e guarda chi c’è vicino a casa o vicino alla scuola. La tua scheda Google Business Profile deve dire in tre secondi per quali classi lavori (elementari, medie, superiori, università), quali materie copri, gli orari (fino a che ora sei aperto conta moltissimo per chi lavora) e se c’è un primo incontro conoscitivo. Foto: spazi e insegnanti, non i bambini.
Le recensioni qui valgono doppio, perché il genitore ha paura di sbagliare con il figlio. Chiedile ai genitori, mai ai minori, dopo una pagella migliorata o un esame passato.
Il sito: una pagina per ogni bisogno
Ti serve un sito che risponda alle domande che i genitori fanno al telefono: una pagina per il doposcuola (orari, ritiro da scuola, merenda), una per le medie, una per le superiori divisa per materie, una per gli esami. In ognuna: come funziona la prima lezione, quanti ragazzi per insegnante, fasce di prezzo, come aggiorni la famiglia. Ogni pagina può comparire su Google per una ricerca diversa: è il principio della SEO locale applicato a un quartiere e a una scuola.
WhatsApp: dove si decide davvero
I genitori scrivono la sera, dopo cena. Se rispondi il giorno dopo alle undici, nel frattempo hanno scritto ad altri due. Con WhatsApp Business imposti un messaggio di benvenuto che chiede classe, materia e scuola, risposte rapide per prezzi e orari, e un catalogo con i servizi. E lo usi per il resoconto: due righe a fine settimana (“abbiamo ripassato le equazioni, giovedì ha la verifica, è più sicuro”) fidelizzano più di qualunque promozione.
Facebook, Instagram, TikTok: ognuno parla a qualcuno di diverso
Facebook è ancora il posto dove i genitori chiedono nei gruppi di città: “qualcuno conosce un doposcuola serio in zona?”. Una pagina curata ti fa trovare pronto quando qualcuno fa il tuo nome. Instagram parla di più ai ragazzi delle superiori: consigli di metodo, “tre errori che tutti fanno nelle equazioni”, ripassi prima delle verifiche. TikTok solo se un tuo insegnante ama spiegare davanti alla telecamera; altrimenti lascia stare. Organizzati con un piano editoriale social.
Attenzione
Il Garante per la protezione dei dati personali, nella sua pagina dedicata alla privacy a scuola, ricorda che per diffondere online immagini di minori serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale; nella pagina sui minori invita in generale a evitarle o almeno a renderli irriconoscibili. La strada prudente: niente volti di ragazzi; se proprio vuoi pubblicarne, liberatoria scritta e specifica dei genitori, revocabile, e informativa verificata con un consulente privacy.
Portali, scuole, territorio
I portali di ripetizioni aiutano l’insegnante singolo che parte da zero, meno un centro strutturato, confrontato ora per ora con chi fa lezione in cameretta. Il territorio invece conta: associazioni sportive, parrocchie, librerie scolastiche, specialisti che seguono ragazzi con DSA. Un volantino nella bacheca giusta a settembre funziona ancora. Non ti servono giornali, cartelloni a caso e newsletter che nessuno legge.
Quando comunicare
Il tuo anno va da settembre a settembre, a ondate legate a verifiche e pagelle. Le date cambiano da scuola a scuola (trimestri o quadrimestri, calendari regionali): controlla quelle degli istituti dei tuoi studenti.
| Periodo | Cosa succede | Cosa fare |
|---|---|---|
| Fine agosto – settembre | Esami e verifiche per chi ha il giudizio sospeso; si organizza l’anno e si sceglie il doposcuola | Iscrizioni al doposcuola, open day, scheda Google aggiornata, volantini nei punti giusti |
| Ottobre – novembre (ora) | Prime verifiche, primi colloqui con i docenti, in molte scuole il pagellino | Comunica adesso: pagine per materia, WhatsApp veloce, post sul metodo, piccola campagna locale |
| Dicembre | Pagella del primo trimestre dove c’è; vacanze di Natale | Pacchetti di ripasso per le vacanze, aggiornamento scritto ai genitori |
| Gennaio – febbraio | Scrutini e pagelle del primo quadrimestre, corsi di recupero; sessione universitaria | Secondo picco: annunci mirati, recensioni dopo le pagelle migliorate |
| Marzo – maggio | Preparazione agli esami di terza media e di maturità, ultime verifiche decisive | Corsi di preparazione esami, simulazioni, gruppi di ripasso |
| Giugno | Esami e scrutini finali | Raccogli recensioni dei genitori; presenta i corsi estivi |
| Luglio – agosto | Recupero estivo, sessioni universitarie; poi pausa | Corsi estivi; ad agosto prepara settembre |
Ottobre e novembre sono sottovalutati: molti genitori pensano “aspettiamo la pagella”. Se trovano un tuo contenuto su come riconoscere un problema di metodo prima dell’insufficienza, ti chiamano prima, e tu hai mesi per lavorare invece di settimane.
Il genitore non compra un’ora di matematica. Compra la serata in cui smette di litigare con il figlio sui compiti.
Gianfranco Grassi
Quanto investire
Le tue ore sono limitate da insegnanti e aule: se a novembre l’agenda è piena, non spingere pubblicità, lavora su fidelizzazione e lista d’attesa. Queste le fasce che ritengo ragionevoli, al netto del tuo tempo.
| Budget mensile | Cosa ci fai | Funziona se… |
|---|---|---|
| 0–100 € | Scheda Google curata, WhatsApp Business, richiesta sistematica di recensioni, un post a settimana | Sei un insegnante singolo o un piccolo doposcuola con buon passaparola: qui il fai-da-te basta, se è costante |
| 150–400 € | Sito con pagine per livello e materia, campagne locali su Facebook e Instagram nei picchi (ottobre-novembre, gennaio-febbraio, giugno), contenuti sul metodo di studio | Hai un centro con più insegnanti e posti liberi da riempire in momenti precisi |
| 400–900 € | Google Ads su ricerche come “ripetizioni matematica” + città nei picchi, contenuti regolari, gestione professionale di social e recensioni | Hai più sedi o corsi per esami e puoi accogliere decine di nuovi iscritti |
Per capire cosa aspettarti in euro dagli annunci, leggi quanto costa la pubblicità su Facebook e Instagram. Se preferisci farti seguire, i nostri abbonamenti partono da 99 euro al mese: dettagli nella pagina prezzi.
Gli errori che vedo più spesso
Pubblicare le foto dei ragazzi
Il gruppetto sorridente al tavolo è il primo post che viene in mente, ed è da evitare: oltre al consenso, un ragazzo che va a ripetizioni non sempre vuole che lo sappiano i compagni.
Promettere la promozione
“Promozione garantita” non dipende solo da te, e un genitore attento lo sa. Racconta come lavori: test d’ingresso, obiettivi, resoconti alla famiglia.
Parlare solo al genitore (o solo al ragazzo)
Un sedicenne portato lì “per punizione” lo vedrai poche volte. Nel primo incontro di’ anche al ragazzo cosa ci guadagna: meno ansia prima delle verifiche, più tempo libero.
Svegliarsi a giugno
A fine anno competi con tutti, con famiglie di fretta. I ragazzi che segui da ottobre sono quelli che a giugno portano le recensioni migliori.
Prezzi da scoprire al telefono
Se il prezzo non c’è da nessuna parte, molti genitori non chiamano. Indica almeno le fasce: lezione individuale, piccolo gruppo, mese di doposcuola.
Sparire tra una lezione e l’altra
Il genitore che non sa cosa succede nelle ore che paga disdice appena il voto torna a sei. Un resoconto scritto regolare è il marketing più economico che hai.
Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto
I criteri che userei io:
- Conosce il ritmo dell’anno scolastico: se ti propone la stessa campagna tutti i mesi, non ha capito il settore.
- È prudente con la privacy: se la prima idea sono i video con i ragazzi, alzati.
- Parte da Google e WhatsApp, non dai follower: i tuoi iscritti arrivano da lì.
- Misura le richieste vere: telefonate, messaggi, primi incontri, iscrizioni. Non i “mi piace”.
- Ti lascia la proprietà di sito, scheda Google, account pubblicitari e contatti.
Domande da fare al primo incontro: “In quali mesi spingeresti?”, “Come raccontiamo il centro senza mostrare i ragazzi?”, “Come misuriamo le iscrizioni?”. Trovi altri criteri nell’articolo su come scegliere un’agenzia di comunicazione. E una frase onesta: se sei un insegnante che lavora da solo con un’agenda già piena grazie al passaparola, un’agenzia non ti serve.
Da dove cominciare questa settimana
- Aggiorna la scheda Google: categorie, orari reali, servizi per livello scolastico, foto degli spazi senza ragazzi riconoscibili.
- Prepara su WhatsApp Business un messaggio di benvenuto che chieda classe, materia e scuola, e tre risposte rapide (prezzi, orari, primo incontro).
- Scrivi una pagina o un post su “come capire se tuo figlio ha un problema di metodo, prima della pagella”.
- Manda alle famiglie che segui un breve resoconto scritto e, a chi è soddisfatto, chiedi una recensione.
- Controlla moduli e informativa privacy: se pubblichi immagini, devono esserci consensi scritti dei genitori.
Domande frequenti
Posso pubblicare le foto dei ragazzi che seguo?
Solo con consenso scritto dei genitori, e anche così meglio evitarlo o renderli irriconoscibili, come suggerisce il Garante. Spazi, materiali e insegnanti bastano.
Conviene iscriversi ai portali di ripetizioni?
Per un insegnante che parte, sì. Per un centro strutturato sono secondari: ti confrontano sul prezzo orario.
Ha senso fare lezioni online?
Per universitari e ragazzi delle superiori sì, e ti allarga la zona. Per il doposcuola no: lì il genitore compra la presenza.
Come chiedo recensioni se i miei utenti sono minori?
Ai genitori, dopo una pagella migliorata o un esame passato, con il link diretto su WhatsApp.
Vuoi riempire le agende prima delle pagelle?
In 30 minuti guardiamo scheda Google, risposte alle famiglie e cosa fare nei prossimi picchi.