Marketing per nutrizionisti: guida completa

Gianfranco Grassi
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25 Ottobre 2026
·

Lettura: 8 minuti

Nutrizionista con il computer portatile durante un colloquio con una paziente seduta sul divano dello studio
Tempo di lettura: 8 minuti

Aggiornato a ottobre 2026.

Ogni anno, nelle prime due settimane di gennaio, in ogni città c’è chi decide che «quest’anno è la volta buona» e cerca un nutrizionista su Google. Molti scelgono il primo con qualche recensione e un profilo curato. Se in quei giorni il tuo studio non si vede, non è perché lavori peggio: ti sei preparato tardi, oppure le regole ti hanno spaventato e hai preferito non comunicare.

La risposta breve: gennaio si prepara adesso, tra ottobre e dicembre, e si vince con la credibilità, non con le promesse. Puoi dire chi sei, che titolo hai, come lavori e quanto costa una visita. Non puoi promettere chili persi, usare sconti come esca o esporre trasformazioni da copertina. Per fortuna: chi ti sceglie per una promessa ti lascia alla prima settimana senza risultati.

In breve

  • Biologo nutrizionista, dietista e medico dietologo sono tre professionisti diversi: scrivi sempre il tuo titolo esatto e l’iscrizione all’albo.
  • Vale la legge sulla pubblicità sanitaria: solo informazioni, niente offerte, sconti e promozioni (legge 145/2018, art. 1, comma 525, richiamata dal Codice deontologico dei biologi).
  • Niente promesse di peso e niente prima e dopo usati come pubblicità.
  • Instagram funziona con divulgazione seria e riconoscibile: spesa, etichette, pasti veri, miti da smontare.
  • Palestre, personal trainer e medici sono alleati naturali: costruisci rapporti, non «procacciatori».

Prima di tutto: chi può fare cosa

Il paziente chiama «nutrizionista» tutti. Tu devi scrivere il titolo esatto.

  • Biologo nutrizionista. Biologo iscritto all’albo. La legge 396/1967, art. 3, mette tra gli oggetti della professione la «valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo». Con la legge 3/2018 l’Ordine dei biologi è entrato tra gli Ordini delle professioni sanitarie; oggi gli iscritti fanno capo alla FNOB. In presenza di patologie si lavora sulla diagnosi del medico: sui confini precisi ci sono pareri e interpretazioni diverse, quindi nel dubbio chiedi al tuo Ordine.
  • Dietista. Professionista sanitario laureato, iscritto all’albo presso l’Ordine TSRM e PSTRP. Secondo il decreto ministeriale 744/1994 «elabora, formula ed attua le diete prescritte dal medico» e fa educazione alimentare.
  • Medico dietologo o specialista in scienza dell’alimentazione. È un medico: fa diagnosi e prescrive terapie. Oltre alla legge 145/2018 vale per lui il Codice di deontologia medica.

Per il marketing conta, perché il paziente sceglie anche su questo. Chi ha il diabete o la tiroide che non funziona cerca qualcuno che collabori con il suo medico; chi vuole «mangiare meglio» cerca qualcuno di cui fidarsi. Scrivere chiaro cosa fai e cosa no («per le patologie lavoro con il tuo medico») è informazione corretta e il miglior biglietto da visita.

Le regole sulla pubblicità, in pratica

Il riferimento è lo stesso delle altre professioni sanitarie: la legge 145/2018, art. 1, comma 525, modificata nel 2023, che ammette solo informazioni utili a una corretta informazione sanitaria ed esclude ogni elemento «attrattivo e suggestivo», comprese offerte, sconti e promozioni. L’ho spiegata nel dettaglio nella guida al marketing per dentisti.

Per i biologi c’è anche il Codice deontologico della FNOB del 30 ottobre 2024. L’art. 36 ammette la pubblicità informativa su titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e prezzo delle prestazioni, ed esclude tutto ciò che è attrattivo e suggestivo; l’Ordine può monitorare le campagne. L’art. 20 considera scorretti gli strumenti pubblicitari contrari alla legge 145/2018 e vieta di usare il logo dell’Ordine o della Federazione a fini pubblicitari.

  • Sì: titolo e iscrizione all’albo, formazione, aree di cui ti occupi (sport, gravidanza, bambini), come si svolge la prima visita, quanto costa, se fai visite online.
  • No: «perdi 5 kg in 30 giorni», «dieta di gennaio a 49 euro invece di 80», «prima visita gratis solo questa settimana», «risultati garantiti».
  • Zona grigia: foto prima e dopo, testimonianze riprese nelle pubblicità, «sfide» di gruppo con premi. Anche con risultati veri, un corpo trasformato in vetrina è un elemento suggestivo. Chiedi prima all’Ordine.

Attenzione

È una sintesi pratica, non un parere legale. Le regole valgono anche quando il post lo scrive un’agenzia: la responsabilità disciplinare resta tua. Se collabori con un’azienda di integratori, chiedi all’Ordine come gestire il conflitto di interessi.

Chi è il tuo cliente

Nello stesso studio entrano la ragazza che prepara la prima maratona, la signora a cui il medico ha detto «deve perdere peso per la pressione» e la mamma preoccupata perché il figlio mangia solo pasta.

Tipo di pazienteCosa cercaDove ti trovaQuando
Chi vuole perdere peso di sua iniziativaUn percorso sostenibile, nessun giudizioGoogle («nutrizionista + città»), Instagram, recensioni, amiciGennaio, settembre, primavera
Paziente mandato dal medico (pressione, glicemia, colesterolo)Un professionista serio che parli con il suo medicoMedico di base, specialista, farmacista, scheda GoogleTutto l’anno, dopo un controllo andato male
Sportivo amatore o agonistaAlimentazione per allenamenti e garePalestra, personal trainer, società sportiveInizio stagione, prima di una gara
Donna in gravidanza o allattamentoSicurezza, indicazioni praticheGinecologo, ostetrica, altre mammeTutto l’anno
Genitore per un figlioQualcuno che parli ai ragazzi senza creare ansiePediatra, altri genitoriInizio anno scolastico
I pazienti di uno studio di nutrizione: motivi, canali e tempi diversi.

Molti parlano solo al primo gruppo, il più volubile. Pazienti mandati dal medico e sportivi sono meno, ma restano e portano altri pazienti.

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Dove comunicare

Scheda Google e sito: dove il paziente ti controlla

Anche chi arriva dal passaparola ti cerca su Google prima di prenotare. Scheda con categoria giusta, indirizzo di ogni studio in cui ricevi, orari veri, foto reali, link per prenotare. Il sito risponde alle domande che il paziente non osa fare al telefono: come si svolge la prima visita, se ti pesa, se dovrà rinunciare alla pizza del sabato, quanto costa, quanti controlli servono. Una pagina per area (sport, gravidanza, bambini) funziona meglio di un elenco. Qui c’è cosa deve avere un sito web aziendale che porta contatti.

Instagram: divulgazione seria, non vetrina di corpi

È pieno di consigli sbagliati detti con grande sicurezza: è la tua occasione. Funzionano la spesa al supermercato (cosa c’è davvero in uno yogurt «proteico»), pasti veri fatti in una cucina vera, i miti da smontare (la frutta dopo cena, i detox di gennaio), le risposte alle domande che senti in studio. E la tua faccia: un video di 40 secondi in cui spieghi una cosa vale più di dieci grafiche. Evita piatti da chef e la bilancia come protagonista. Tra chi ti segue c’è anche chi ha un rapporto difficile con il cibo: il tono conta.

Collaborazioni con palestre e personal trainer

A gennaio si iscrivono in palestra le stesse persone che cercano un nutrizionista. Ma la collaborazione regge solo con ruoli chiari: il personal trainer non dà diete, tu non dai schede di allenamento. Ho spiegato come lavorano loro nelle guide per palestre e personal trainer. Funzionano un incontro informativo per gli iscritti su un tema preciso, una giornata fissa di ricevimento in palestra, un confronto con il trainer sul paziente, con il suo consenso. Eviterei percentuali per ogni paziente inviato, pacchetti «palestra più dieta» scontati e il tuo nome nelle pubblicità della palestra accanto a promesse di dimagrimento. Se pensi a un accordo economico, mostralo prima all’Ordine.

Recensioni: preziose, con due attenzioni

Le recensioni su Google sono il passaparola di chi non conosce nessuno dei tuoi pazienti. Chiedile a chi ha concluso un percorso, senza offrire nulla. Quando rispondi non confermare che quella persona è tua paziente né per quale problema: sono dati sulla salute. E non riprendere le recensioni con i chili persi nelle pubblicità: diventerebbero la promessa che non puoi fare.

WhatsApp e newsletter

WhatsApp Business serve per prenotazioni e promemoria dei controlli, con orari di risposta chiari. Una newsletter mensile con una ricetta di stagione tiene vivo il rapporto con chi ha finito il percorso: sono loro che tornano a settembre e ti mandano la cognata.

Cosa non serve

  • Siti di coupon e offerte a tempo: incompatibili con le regole.
  • Inserzioni con trasformazioni fisiche: suggestive per definizione.
  • Video «cosa mangio in un giorno» per inseguire visualizzazioni: portano follower lontani, non pazienti in zona.

Quando comunicare

PeriodoCosa succedeCosa fare
Ottobre – novembre (adesso)Pochi pensano alla dieta, ma è il momento di preparare gennaioSistemare scheda Google e sito, preparare i contenuti di gennaio, fissare gli incontri con palestre e medici
DicembreFeste, pranzi, ansia da «dopo le feste»Consigli leggeri sui pranzi, senza sensi di colpa; agenda di gennaio aperta e visibile
Gennaio – febbraioIl picco: buoni propositi, iscrizioni in palestraRispondere in giornata, posti liberi, presenza costante su Instagram, incontri in palestra
Marzo – giugnoMolti cercano «la dieta per l’estate»Parlare di abitudini, non di prova costume; controlli per chi ha iniziato a gennaio
Luglio – agostoFerie, controlli rimandatiOrari estivi aggiornati, consigli per le vacanze, newsletter
SettembreRientro, scuola, inizio stagione sportivaComunicazione a sportivi e genitori, richiamo di chi ha interrotto il percorso
Il calendario di uno studio di nutrizione: in grassetto il periodo che stai vivendo.
Piatto di quinoa con verdure al forno su un tavolo con pomodorini, carote e zucchine
Foto: Ella Olsson / Pexels

Quanto investire

Fasce indicative al mese; eventuali annunci, solo informativi, vanno a parte.

Budget mensileCosa ci faiFunziona se…
0–150 €Scheda Google curata da te, sito semplice ma completo, Instagram due volte a settimana, recensioniLavori da solo, hai già passaparola e ti piace parlare in video
200–600 €Pagine per area, gestione della scheda Google, piano editoriale, newsletter, annunci informativi su Google a gennaioVuoi riempire gennaio o far crescere un’area precisa, e rileggi tu ogni testo
Oltre 700 €Più sedi o professionisti, video ricorrenti, campagne continuative, richieste gestite in un CRMSei un centro con qualcuno che risponde e richiama in giornata
Fasce di investimento indicative per uno studio di nutrizione.

Come riferimento: con PRO motion un sito vetrina parte da 399 € una tantum e gli abbonamenti vanno da 99 € a 299 € al mese (vedi i prezzi). Se lavori da solo e il passaparola ti riempie l’agenda, un’agenzia non ti serve: bastano una scheda Google in ordine e un’ora a settimana per Instagram.

Gli errori che vedo più spesso

  1. Promettere chili, anche in una storia detta con leggerezza.
  2. Titolo vago. «Nutrizionista» senza dire se sei biologo, dietista o medico, senza iscrizione all’albo.
  3. Svegliarsi il 7 gennaio. Contenuti, pagine e accordi con le palestre si preparano prima.
  4. Copiare i «coach». Sfide, countdown, «posti limitati»: il tuo vantaggio è la serietà.
  5. Rispondere alle recensioni entrando nel merito. «Con il suo colesterolo…» è un dato sanitario pubblicato.
  6. Non rispondere ai messaggi di gennaio. Chi scrive a tre studi va da chi risponde per primo.

Il nutrizionista non vende chili in meno. Vende la fiducia a chi ha già provato da solo e ha fallito. La comunicazione serve a farsi trovare prima di gennaio.

Gianfranco Grassi

Come scegliere l’agenzia (o il professionista) giusto

  • Conosce la pubblicità sanitaria. Domanda di prova: «Posso fare un’offerta per gennaio?». Se risponde «certo, uno sconto del 20%», cerca altrove.
  • Ti fa approvare ogni contenuto, perché il nome sull’albo è il tuo.
  • Sa scrivere di cibo senza colpevolizzare: niente «cibi proibiti».
  • Ti aiuta a metterci la faccia con video semplici, invece di riempire il profilo di grafiche.
  • Misura le prime visite, non i like.

Al primo incontro chiedi: «Su quale tipo di paziente mi consigliate di puntare, e perché?» e «Chi controlla che i testi rispettino il codice deontologico?».

Da dove cominciare questa settimana

  1. Rivedi sito e profili: titolo esatto, iscrizione all’albo, nessuna promessa di peso o sconto.
  2. Aggiorna la scheda Google con foto reali, orari veri e link per prenotare.
  3. Scrivi una pagina su come si svolge la prima visita e quanto costa.
  4. Prepara cinque contenuti per Instagram per fine dicembre e metà gennaio.
  5. Chiama una palestra e un medico di base della tua zona per conoscervi.

Domande frequenti

Un nutrizionista può fare pubblicità?

Sì, informativa: titolo, formazione, aree, modalità e costi delle visite. Esclusi offerte, sconti e promozioni (legge 145/2018, art. 1, comma 525; per i biologi anche art. 36 del Codice deontologico).

Posso pubblicare le foto prima e dopo dei miei pazienti?

È la zona più rischiosa: anche con il consenso, una trasformazione fisica usata per farsi pubblicità può essere considerata suggestiva. Chiedi prima un parere scritto all’Ordine.

Posso fare uno sconto sulla prima visita a gennaio?

No, se è una promozione. Puoi pubblicare in modo chiaro e stabile quanto costano visita e controlli.

Biologo nutrizionista e dietista fanno le stesse cose?

No. Il dietista attua le diete prescritte dal medico (DM 744/1994); il biologo valuta i bisogni nutritivi ed energetici (legge 396/1967). Con le patologie entrambi lavorano in collegamento con il medico.

Conviene collaborare con una palestra?

Sì, con ruoli chiari e senza pacchetti scontati o compensi per ogni paziente inviato.

Vuoi arrivare a gennaio con l’agenda pronta?

In una call di 30 minuti guardiamo insieme scheda Google, sito e profili social, e ti dico cosa sistemare entro dicembre, dentro le regole della pubblicità sanitaria. È gratuita e senza impegno.

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