Google Ads per piccole attività: come partire da zero

Gianfranco Grassi
·
3 Novembre 2026
·

Lettura: 7 minuti

Titolare di un piccolo locale che appende il cartello di apertura alla porta di legno azzurra
Tempo di lettura: 7 minuti

Aggiornato a novembre 2026.

Google Ads, per una piccola attività, serve a una cosa sola: comparire in cima ai risultati quando qualcuno cerca proprio quello che vendi, nella tua zona, in quel momento. Paghi quando la persona clicca sull’annuncio. Non devi convincere nessuno a volere il tuo prodotto, come succede sui social: la domanda c’è già, tu ti fai trovare.

Si può partire da zero con un budget piccolo, anche qualche euro al giorno, a patto di fare quattro cose bene: scegliere poche ricerche precise, limitare la zona, scrivere annunci che dicono quello che il cliente vuole sapere, e misurare le telefonate e le richieste che arrivano. Se salti una di queste, i soldi spariscono in clic che non portano nulla. In questa guida ti spiego come impostare la prima campagna senza farti trascinare dalle scorciatoie che Google stesso ti propone.

In breve

  • Google Ads mostra il tuo annuncio a chi sta già cercando quello che vendi: è il canale giusto quando la domanda esiste.
  • Per cominciare basta una campagna sulla rete di ricerca, con poche parole chiave precise e una zona ristretta.
  • Le parole chiave negative (quelle per cui non vuoi comparire) ti fanno risparmiare quanto quelle giuste ti fanno guadagnare.
  • Senza misurare chiamate e richieste non sai se stai guadagnando o perdendo soldi.
  • Prima di pagare Google, sistema la scheda Google Business Profile e la pagina su cui fai arrivare le persone.

Perché conta

La differenza tra Google Ads e la pubblicità su Facebook e Instagram è il momento. Sui social interrompi qualcuno che stava guardando altro; su Google rispondi a qualcuno che ha appena scritto “idraulico urgente Sassari” o “pizzeria con asporto aperta ora”. Per molte piccole attività locali, soprattutto servizi e urgenze, è il modo più diretto di trasformare soldi in clienti.

Ha anche dei limiti, ed è giusto dirli subito. Se nessuno cerca quello che vendi (un prodotto nuovo, un’idea originale, un regalo d’impulso), Google Ads non crea la domanda: lì funzionano meglio i social, come spiego nella guida a Meta Ads. E se la tua scheda Google Business Profile è vuota o le recensioni sono poche, molti clic finiranno comunque sul concorrente che ha cinquanta recensioni e foto belle.

Sondaggio · 5 secondi
Hai mai fatto una campagna su Google Ads?
Voto anonimo.

Come si fa, passo per passo

1. Apri l’account e scegli la modalità Esperto

Quando crei un account Google Ads, la procedura ti spinge verso una campagna automatica, la cosiddetta campagna intelligente: pochi campi, tutto deciso da Google. È comoda, ma non ti permette di controllare bene per quali ricerche compari. Durante la creazione c’è l’opzione per passare alla modalità Esperto: usala. Ti chiederà qualche minuto in più e ti darà il controllo che serve.

Intesta l’account a te, con la tua email aziendale, anche se poi lo farà gestire a qualcun altro. Un consiglio fiscale che do sempre: Google fattura da una società estera, quindi chiedi al commercialista come registrare quelle fatture, soprattutto se sei in regime forfettario.

2. Scegli una campagna sulla rete di ricerca

Google ti proporrà diversi tipi di campagna, compresa Performance Max, che distribuisce gli annunci un po’ ovunque (ricerca, YouTube, Gmail, siti partner) in modo automatico. Per chi comincia, la scelta più sicura è la campagna sulla rete di ricerca: annunci di solo testo che compaiono quando qualcuno cerca. Togli la spunta dalla Rete Display, che mostra banner sui siti e consuma budget con clic poco interessati.

3. Limita la zona e controlla l’opzione di località

Indica il comune o un raggio di pochi chilometri intorno alla tua sede, o le zone che servi davvero. Poi apri le opzioni di località e scegli di raggiungere le persone che si trovano o si trovano abitualmente nella zona, non quelle che “mostrano interesse” per la zona: altrimenti rischi di pagare clic da chi è a centinaia di chilometri. Per un B&B o un’escursione in barca il ragionamento è opposto: lì vuoi proprio chi cerca la tua zona da fuori.

4. Poche parole chiave, precise

Parti da 10-20 ricerche che fa chi è pronto a comprare: “gommista Alghero”, “cambio gomme vicino a me”, “riparazione caldaia urgente”. Evita parole singole e generiche come “gomme” o “caldaia”. Google offre tre tipi di corrispondenza: generica, a frase (con le virgolette) ed esatta (con le parentesi quadre). Li spiega bene la guida ufficiale di Google Ads sulle opzioni di corrispondenza. Con un budget piccolo, comincia con corrispondenza a frase ed esatta: raggiungi meno persone, ma quelle giuste.

5. Aggiungi subito le parole chiave negative

Sono le ricerche per cui non vuoi comparire. Le classiche: “gratis”, “lavoro”, “offerte di lavoro”, “corso”, “fai da te”, “usato”, “come si fa”, i nomi di città dove non lavori. Dopo la prima settimana apri il report dei termini di ricerca: vedrai le frasi vere che hanno fatto comparire l’annuncio. Ogni frase inutile diventa una negativa. È il lavoro più noioso e quello che fa risparmiare di più.

6. Scrivi annunci che rispondono alle domande del cliente

Gli annunci di ricerca reattivi ti chiedono fino a 15 titoli brevi e fino a 4 descrizioni: Google li combina e mostra quelli che funzionano meglio. Nei titoli metti cosa fai, dove e cosa ti distingue (orari, tempi, prezzo di partenza, recensioni). Collega la scheda Google per mostrare l’indirizzo e aggiungi il numero di telefono: per molte attività la chiamata è il risultato più importante.

7. Fissa il budget e misura i risultati

Il budget si imposta al giorno. In alcuni giorni Google può spendere più della cifra giornaliera, ma nel mese resta entro il totale previsto. Prima di attivare la campagna imposta le conversioni: le chiamate dagli annunci, i clic sul numero dal sito, l’invio del modulo, il clic su WhatsApp. Senza questi dati guardi solo i clic, che da soli non dicono se guadagni. Se vuoi farlo per bene, è un lavoro che seguiamo nel servizio di analytics e monitoraggio.

Il consiglio

Le prime due settimane non giudicare i risultati: servono a pulire le ricerche e a capire quanto costa un clic nel tuo settore. Dopo un mese chiediti una cosa sola: quanto mi è costato ogni cliente arrivato da Google, e quanto mi ha fatto guadagnare? Se la risposta è buona, alza il budget poco alla volta.

Quanto spendere, per tipo di attività

Non esiste un budget minimo imposto da Google, ma esiste un budget minimo perché abbia senso: deve permetterti un certo numero di clic ogni giorno. Il costo di un clic cambia molto da settore a settore e da città a città, quindi queste sono indicazioni di partenza, non promesse.

Tipo di attivitàCosa cerca il clienteCome impostare la prima campagna
Urgenze (idraulico, fabbro, elettricista, carro attrezzi)Qualcuno che arrivi subitoZona stretta, orari di pubblicazione uguali alla tua reperibilità, annuncio con numero di telefono
Servizi con preventivo (impianti, serramenti, fotovoltaico, edilizia)Un preventivo affidabileParole chiave per servizio, pagina dedicata con modulo, budget più alto perché il clic costa di più
Ristorazione e asportoUn posto aperto adesso, vicinoRicerche con “vicino a me” e nome quartiere, solo nelle ore di apertura; spesso basta la scheda Google
Negozi localiDisponibilità di un prodotto, orariCampagna sui prodotti che hai davvero, nei periodi forti come Natale
Turismo (B&B, escursioni, case vacanza)Dove dormire o cosa fare in una localitàZona di provenienza larga, parole chiave sulla destinazione, mesi prima della stagione
Studi professionaliUn professionista competente per un problema precisoParole chiave per servizio, testi sobri; per sanitari e avvocati verifica le regole deontologiche
Come impostare la prima campagna Google Ads in base al tipo di attività.

Come ordine di grandezza: sotto i 5-10 euro al giorno ha senso solo in settori con pochi concorrenti e clic economici; tra 10 e 30 euro al giorno hai margine per lavorare bene in una città media; oltre conviene avere qualcuno che controlli la campagna ogni settimana. Per confronto con i social c’è la guida a quanto costa la pubblicità su Facebook e Instagram.

Due annunci pronti da adattare

Esempio per un gommista. Titoli: “Gommista a Sassari centro” · “Cambio gomme in giornata” · “Prenota su WhatsApp” · “Deposito pneumatici”. Descrizione: “Cambio gomme invernali con appuntamento in giornata. Equilibratura inclusa, deposito stagionale. Chiama o scrivi su WhatsApp.”

Esempio per un’estetista. Titoli: “Centro estetico a Olbia” · “Laser e trattamenti viso” · “Prima consulenza in studio” · “Aperti anche il sabato”. Descrizione: “Trattamenti viso e corpo con prodotti professionali. Prenota online o chiamaci: ti spieghiamo prezzi e tempi prima di cominciare.”

Sostituisci città, servizi e orari con i tuoi, e metti in ogni annuncio almeno un dato concreto: un orario, un tempo, un prezzo di partenza, un servizio che i concorrenti non offrono.

Cosa evitare

  • Accettare tutti i “consigli” automatici. Google suggerisce spesso di allargare le parole chiave o alzare il budget: valuta ogni suggerimento, non applicarli tutti.
  • Mandare le persone sulla home page. Chi cerca “cambio gomme” deve arrivare sulla pagina del cambio gomme, con prezzo e numero.
  • Fare pubblicità con la scheda Google trascurata. Chi clicca poi controlla le recensioni.
  • Promettere sconti che non rispettano le regole. Nel periodo del Black Friday ricorda le regole sui prezzi: ne parlo nella guida al Black Friday per piccole attività.

Gli errori comuni

  1. Zona troppo ampia. Paghi clic da chi non verrà mai da te.
  2. Nessuna parola chiave negativa. Il budget finisce su “lavoro come…” e “come fare da solo”.
  3. Spegnere la campagna dopo cinque giorni. Troppo poco per capire se funziona.
  4. Misurare solo i clic. Contano le chiamate e le richieste.
  5. Account intestato all’agenzia. Se cambi fornitore perdi tutta la storia delle campagne.

Domande frequenti

Google Ads o SEO?

Non si escludono. Google Ads porta contatti da subito ma si ferma quando smetti di pagare; la SEO richiede mesi ma resta. Molte piccole attività usano gli annunci mentre lavorano sul posizionamento su Google.

Posso fare tutto da solo?

Sì, se hai un’ora a settimana per controllare ricerche, negative e risultati. Se non ce l’hai, rischi di spendere più di quello che risparmi.

Serve un sito?

Non è obbligatorio, ma una buona pagina di destinazione fa la differenza tra un clic e un cliente.

Quando vedo i risultati?

I primi clic arrivano in poche ore dall’approvazione degli annunci. Per capire se la campagna è redditizia servono almeno tre o quattro settimane.

Vuoi capire se Google Ads fa per la tua attività?

In 30 minuti guardiamo insieme cosa cercano i tuoi clienti, quanto potrebbe costarti partire e cosa sistemare prima di spendere. Senza impegno.

Leggi anche

Vuoi risultati come quelli descritti in questo articolo?

In 30 minuti analizziamo la tua situazione e ti diciamo esattamente cosa fare.

Prenota la consulenza gratuita →