Creare siti web: meglio Wix, WordPress o un’agenzia?

Gianfranco Grassi
·
22 Agosto 2026
·

Lettura: 6 minuti

Una persona lavora al computer portatile in uno studio, con una parete di foglietti adesivi colorati alle spalle
Tempo di lettura: 6 minuti

Aggiornato ad agosto 2026.

La domanda arriva sempre nella stessa forma: «me lo faccio da solo con Wix o mi conviene farlo fare?». E la risposta che senti in giro dipende da chi la dà — chi vende siti dice di farlo fare, chi ha appena finito il suo su Wix dice che è facilissimo.

La risposta vera è più noiosa e più utile: non si sceglie in base al budget, si sceglie in base a che cosa deve fare il sito. Se deve esistere — un indirizzo dove mandare chi ti conosce già — fartelo da solo è la scelta giusta e non serve nemmeno leggere il resto. Se deve portarti clienti che oggi non hai, il fai-da-te ti costa più di quanto risparmi, e il conto lo paghi in ore tue.

Qui sotto le tre strade a confronto con i numeri veri, quante ore servono davvero, e il vincolo di cui nessuno parla mai prima di firmare.

Le tre strade, a confronto

 Wix o similiWordPress da soloCon un professionista
Costo primo anno170-410 € di abbonamento45-140 € fra hosting e dominio800-2.000 € una tantum, oppure un canone
Le tue ore30-6060-1005-10
Chi scrive i testiTuTuChi fa il sito, se è compreso
Farsi trovareSolo quello che imposti tuSolo quello che imposti tuParte del lavoro
Se cambi ideaIl sito non si sposta: si rifàSi sposta su un altro hostingSi sposta, se è tuo

I prezzi Wix sono i piani Premium con fatturazione annuale: Light 14 € al mese, Core 25 €, Business 34 € (verificati a marzo 2026, tasse escluse). Per WordPress il conto è hosting più dominio: un hosting Linux di base sta sui 33-80 € l’anno, uno gestito per WordPress sui 80-130 €, e un dominio .it intorno agli 11 € l’anno. Sul terzo numero ho scritto un articolo a parte, con la scomposizione voce per voce: quanto costa un sito web, voce per voce.

Quando Wix è davvero la scelta giusta

Lo dico da uno che vende siti: ci sono casi in cui pagarmi sarebbe uno spreco.

Se hai un’attività che vive di passaparola e di clienti abituali, e il sito ti serve come vetrina — chi sei, cosa fai, dove sei, il numero di telefono — Wix fa esattamente quel mestiere. Ci metti un fine settimana, spendi due-trecento euro l’anno e hai finito. Lo stesso vale se stai partendo adesso e devi ancora capire se l’idea funziona: mettere 2.000 euro in un sito prima di sapere se hai clienti è il modo migliore per averne 2.000 in meno.

Wix smette di bastare quando il sito deve fare una cosa in più: farsi trovare da chi non ti conosce. Non perché lo strumento sia scarso — è che la parte difficile non è costruire le pagine, è sapere quali pagine costruire e che cosa scriverci dentro. Quella parte non la risolve nessun editor a trascinamento.

Un uomo lavora la sera al computer portatile prendendo appunti su un quaderno
Le ore che un sito fatto da soli si porta via non compaiono in nessun preventivo.

Il costo che nessuno mette in conto: le tue ore

«Costa 14 euro al mese» è vero e incompleto. Il conto vero di un sito fatto da soli è l’abbonamento più il tempo, e il tempo di un imprenditore ha un prezzo che lui conosce meglio di chiunque altro. Questa è una stima onesta delle ore, per un sito di sei o sette pagine fatto da una persona che parte da zero.

Che cosaOre realistiche
Imparare lo strumento a un livello decente6-10
Decidere struttura e pagine4-8
Scrivere i testi (la parte che blocca tutti)15-30
Foto: farle o sceglierle e sistemarle4-10
Impaginare e sistemare la versione telefono8-15
Titoli, descrizioni, collegamento a Google4-8
Totale41-81 ore

Quaranta ore sono una settimana lavorativa piena. Ottanta sono due. Metti alla tua ora il valore che le dai davvero — quello che fatturi, o quello che ti costa non essere in officina — e hai il numero da confrontare con il preventivo. Nella mia esperienza, chi fa questo conto onestamente scopre due cose: che il fai-da-te non è gratis, e che comunque per certi progetti resta la scelta giusta lo stesso.

C’è poi il terzo esito, quello di cui si parla poco: il sito che non esce mai. Iniziato a marzo, fermo a maggio alla pagina «Chi siamo», ancora lì a novembre. Non è pigrizia: è che scrivere di sé è difficile e in mezzo c’è il lavoro vero.

WordPress da solo: la via di mezzo che quasi nessuno considera

Fra il fai-da-te chiuso e l’agenzia c’è una terza strada: WordPress installato su un hosting tuo, costruito da te. Costa meno di Wix — sotto i 150 euro l’anno tutto compreso — e ti lascia una cosa che Wix non ti lascia: il sito è un file, e i file si spostano.

Il prezzo lo paghi in curva di apprendimento. Devi capire come funzionano hosting, aggiornamenti, backup, e ogni tanto qualcosa si rompe alle nove di sera. Se ti piace smanettare è tempo che passa volentieri; se ogni minuto passato lì è un minuto rubato al lavoro, è la scelta peggiore delle tre, perché unisce le ore del fai-da-te alla responsabilità tecnica del professionista.

Ha senso se sei una persona a suo agio con la tecnologia, hai tempo nei mesi morti e vuoi tenerti le mani libere per il futuro.

Una mano disegna a matita lo schema delle sezioni di una pagina web su un blocco di carta
La parte che il fai-da-te salta sempre: decidere quali pagine servono, prima di costruirle.

Che cosa cambia davvero con un professionista

Non è «il sito più bello». I template di oggi sono fatti bene, e un sito Wix curato può essere più gradevole di uno costruito male da un professionista distratto. Le differenze reali sono altre tre.

Le decisioni. Quali pagine servono, in che ordine, che cosa mettere per primo. È la parte che il fai-da-te salta sempre, perché il template arriva già con le sue sezioni e tu le riempi invece di chiederti se ti servono.

I testi. Qualcuno che ti intervista per mezz’ora e trasforma quello che dici a voce in pagine leggibili. È il vero motivo per cui i siti fatti fare escono e quelli fatti da soli si fermano.

Il farsi trovare. Pagine separate per servizi separati, titoli scritti sulle ricerche vere, scheda Google collegata. Ne parlo nel dettaglio nella pagina sull’ottimizzazione SEO, ma il concetto sta in una riga: un sito che nessuno cerca è un volantino appeso in cantina.

Uno strumento facile non rende facile la parte difficile. Costruire le pagine non è mai stato il problema: sapere quali costruire, sì.

Il vincolo di cui nessuno parla: se un giorno vuoi andartene

Questa è la differenza che conta di più e che si scopre sempre troppo tardi.

Un sito costruito su Wix vive dentro Wix. Non si esporta: se fra tre anni vuoi cambiare — perché sei cresciuto, perché ti serve qualcosa che lì non si può fare, perché il prezzo è salito — non trasferisci il sito, lo rifai da capo. Tutto il lavoro sui testi resta tuo, l’impaginazione no.

Un sito WordPress è un archivio di file più un database. Si sposta da un hosting all’altro in un pomeriggio, e chiunque ci può mettere le mani dopo di te. Non è una questione ideologica: è la differenza fra una casa e una stanza in affitto arredata. Per due anni può non fare nessuna differenza. Al terzo la fa tutta.

Le due domande da farsi, quindi, non sono «quale costa meno» ma: il dominio è intestato a me? e se domani cambio, che cosa mi porto via?

Non sai in quale delle tre rientri?

Trenta minuti in videochiamata, gratis: guardiamo insieme che cosa deve fare il tuo sito e ti dico quale strada ha senso. Anche quando la risposta è «fattelo da solo».

Tre domande per decidere in cinque minuti

  1. Il sito deve farmi trovare da chi non mi conosce, o mostrarmi a chi mi conosce già? Se è la seconda, fallo da solo e non pensarci più.
  2. Ho quaranta ore da metterci nei prossimi due mesi? Non «vorrei trovarle»: ce l’ho, in agenda, e so quali sono. Se la risposta è no, il fai-da-te non è più economico: è solo rimandato.
  3. I testi chi li scrive? Se la risposta è «io, appena ho tempo», torna alla domanda due.

E se hai già un sito che non porta niente?

È il caso più frequente di tutti, e quasi mai la soluzione è rifare il sito. Prima si guarda perché non porta: spesso non è brutto, è invisibile — nessuna pagina risponde a una domanda che la gente cerca davvero, e la scheda Google è ferma da due anni con gli orari sbagliati.

In quel caso rifare tutto da capo è la spesa sbagliata: si interviene su quello che c’è. Se il sito attuale è su Wix e regge, si tiene. Se invece è fermo, vuoto e non lo aggiorna nessuno da tre anni, allora sì, tanto vale ripartire — e quella è la conversazione che vale la pena fare prima di spendere.

In sintesi

Wix se il sito deve esistere e tu hai un fine settimana. WordPress da solo se sei a tuo agio con la tecnologia e vuoi tenerti le mani libere. Un professionista se il sito deve portare clienti e le tue ore valgono più di quello che risparmi. In tutti e tre i casi: dominio intestato a te, e chiediti sempre che cosa ti porti via il giorno che cambi idea.

Se vuoi la risposta per il tuo caso

Trenta minuti in videochiamata, gratis: mi racconti che attività hai e ti dico quale delle tre strade ha senso — anche quando la risposta è «fattelo da solo, ti bastano due giorni». Se invece vuoi già vedere i numeri, sono tutti scritti nella pagina prezzi, e come lavoro su un sito nuovo è spiegato nella pagina creazione siti web.

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